Murakami sulla scrittura. pensieri tratti da “L’arte di correre”. (Einaudi Super ET)

19 Settembre 2005, Tokyo

… “Il talento se ne frega delle nostre intenzioni. Fa di testa sua, viene fuori quando gli pare e piace, finché c’è, poi quando è esaurito non si fa più vedere. E’ vero che bruciare in breve tempo un talento straordinario e fare una morte drammatica in giovane età -al pari di Shubert, di Mozart, di alcuni cantanti rock-, diventare in mito insomma, è un destino che affascina, ma per la maggior parte di noi non credo costituisca un modello di vita.

Se mi chiedessero qual è la qualità più importante per uno scrittore dopo il talento, direi la capacità di concentrazione. La facoltà di riversare tutto il talento di cui siamo dotati, intensificandolo, su un unico obiettivo. Chi non è capace di fare questo non riuscirà a portare a compimento nulla di buono. Invece usando in maniera efficace l’energia mentale, in una certa misura si compensa un talento carente.” …

… “Dopo la capacità di concentrazione viene la perseveranza. Ammettiamo che uno riesca a concentrarsi sulla scrittura per tre o quattro ore al giorno: se dopo una settimana si stufa, non potrà mai creare un’opera di una certa lunghezza. A uno scrittore -per lo meno a chi non si accontenta di buttar giù poche pagine- occorre la capacità di concentrarsi giorno per giorno per sei mesi, un anni, due anni di fila.”…

… “Quello straordinario autore di gialli che fu Raymond Chandler confidava in una lettera: «Anche se non scrivo niente, ogni giorno mi siedo comunque per diverse ore alla scrivania e mi concentro», e io capisco benissimo con quale intenzione lo facesse. In quel modo Chandler allenava metodicamente i muscoli necessari alla propria professione, e rafforzava la propria volontà. Un allenamento quotidiano gli era indispensabile.”…