la benedizione dell’eros

– comunque l’eros è una benedizione
– non per me, giacché ti ho già scritto che non lo leggo e non lo scrivo.
perché sesso non è necessariamente quello che ci impongono, non è un gioco divertente, non sempre. può essere anche solo disperazione, o fobia, accanimento, tic nervoso, un modo come un altro per affermare se stessi, per trovare lavoro e apprezzamento. è moneta di scambio lo sappiamo tutti. prova di coraggio e di forza. gioco tra carnefice e vittima.
Simenon doveva fare sesso almeno due volte al giorno, lo racconta chiaramente nelle sue Memorie intime. non poteva farne a meno. e che cos’era, eros o nevrosi? una mia amica viaggia per tutta Italia per la sua scopata settimanale con sconosciuto. poi torna a casa dai bambini e dal marito e cucina torte torte giganti. più sono umilianti gli incontri fuori casa più lei cucina e prende chili. che cos’è questo? calze a rete e seduzione rosa o qualcosa che si può scrivere senza essere etichettati?
forse no.
non io: sono una donna.

 

sadomaso

meno male che c’è la massa a esaurire la moda del frustami che ti frusto e del legami che ti lego.
nonostante le comunità si siano scagliate contro i legatori della domenica, causa la malagrazia e il non rispetto delle regole, loro continuano imperterriti a occupare inutili bite postando foto patinate di modelle legate, mentre la cellulite della propria signora li aspetta a casa come un incubo.

anche la TV ci propina personaggi sadici, poliziotti crudeli, investigatrici Domine.
così da sfarinare l’argomento, darlo in pasto al pubblico e renderlo innocuo.
che sia alla portata della casalinga di Voghera e dell’impiegato di Bassano del Grappa.
tra qualche anno, spero, potremo riconsiderare il sadomaso un argomento di elite, profondo, importante, talvolta risolutore.
e pensare che c’era un tempo durante il quale spiegazioni in merito si potevano trovare soltanto in edicola. Ed io, appena diciottenne, stralunata per quell’amore di cui oggi ho perso le tracce, guardavo la copertina del Magazine S/M con l’acquolina in bocca.
e forse è stato proprio quel celare, quel nascondere pudico a farmi ingolosire.

la massa distrugge ogni cosa.
che sia una una moda, un autore letterario o un principio di rivoluzione.
anche la considerazione troppo alta di sé distrugge ogni cosa.
o l’idea che per scrivere basti saper scrivere.