essere in due

La coppia è una nozione essenziale, fondamentale, primordiale, che non può certo essere divisa in parti “d’indipendenza”. La vera coppia costituisce un’unità in sé che non è costituita da un solo uomo e una sola donna, ma che è la coppia in sé. Per questo, torno a ripeterlo, la coppia è un uomo che vive una donna; una donna che vive un uomo. La coppia va “al di là di ogni appartenenza di genere”, oltre ogni concezione “separatista”, è un’altra dimensione, un altro sesso, un’altra specie. Nella coppia non è più possibile sapere chi dei due ruoti intorno a chi: ognuno è serra, ognuno è sole“.
Essere in due per me è l’unica unità concepibile.

Romain Gary
Vita e morte di Emile Ajar, Neri Pozza

virilità (appunti)

«…da cinquant’anni l’occidente è ossessionato dalla virilità e l’ossessione della virilità è un segno infallibile di svirilizzazione… », a dirlo è Laura, la giovane amante dell’imprenditore ultracinquantenne in crisi di mezza età.

quando pubblicò “Biglietto scaduto”, i detrattori di Gary e di Ajar, quest’ultimo uno dei suoi pseudonimi, dissero che era ormai impotente e del tutto fottuto. ma si sa che il pubblico degli addetti ai lavori è di parte, perché più leggo i suoi romanzi, e biografie e recensioni -per la verità tutte un po’ superficiali-, più credo di sapere perché si sia suicidato: per la stanchezza di dover ripetere sempre le stesse cose a un’umanità sorda. e infatti eccoci, nel 2016, con 54 donne morte ammazzate per mano di un uomo e l’Inghilterra a un passo dall’uscita dall’Europa.

perché in ogni suo romanzo Gary ci racconta l’impotenza del maschio e quella dell’Europa, quest’ultimo discorso copiato dall’autobiografia di Gary “La notte sarà calma”, da quel furbacchione di Gramellini, o meglio dei suoi autori, per la puntata con Fazio sulle violenze in Germania contro le donne e da me trascritta qui: https://bibolottymoments.wordpress.com/2016/01/25/coincidenze-di-pensiero-gramellini-gary/.

e leggete invece quest’altro passo sull’essere vincenti, il dialogo e tra il protagonista e il figlio: «… tu ti senti forte quando garantisci aiuto e protezione».

«… per feudalesimo in un certo senso. Tutto quello che mi tocca da vicino deve essere difeso… il regno dell’Io. Difendo il castello e le dépandance. Voi fate parte del mio territorio. Se dovessi morire lasciandovi senza un soldo, avrei la sensazione di morire vinto. E la mia dignità di maschio mi vieta di lasciare l’arena se non da trionfatore… ».

io credo che oggi sia ancora così, siamo ancora al senso di “possesso” feudale nei confronti della donna in cui  i maschi 2.0, benché non abbiano più come badare alla famiglia, si tengono stretti il proprio ruolo di difensori, o meglio l’antica parvenza di quel ruolo, una maschera, piuttosto.