lo scrittore brillante

anche di questi ce n’è a mazzi. e allo scrittore brillante, che immagino si lucidi tutti i giorni, è riservato lo stesso destino che tocca alle scrittrici attente. ossia quello di non essere ricordati da nessuno , parlo anche di me eh, che faccio però parte della categoria delle scrittrici incisive e taglienti, , giacché ormai si stampano titoli simili sia per contenuto sia per forma, benché qualche autore veramente meritevole ci sarà pure (ma non di vede).

e infatti capita che un mattino lo scrittore brillante si ritrovi a condividere la stessa copertina di un altro scrittore brillante, sullo stesso ripiano in libreria (magari). succede a Pamuk (Einaudi) e Nottetempo, Amos Oz e Calligharich, rispettivamente Feltrinelli e Bompiani, Durante e Stancanelli, Mondadori/Einaudi; capita ben due volte alla curatissima Parrella con Lettera di dimissioni e con Almarina. ma forse, non lo so, me lo domando, avranno lo stesso grafico che magari è un po’ smemorato.

benché lucidi, capita che anche gli scrittori brillanti accettino qualsiasi offerta, sfornati senza editing e senza rischi d’impresa, giacché sono loro stessi a farsene carico.

forse è arrivato il momento di fare due conti con l’iperproduzione. prima che s’inizi a stampare lo stesso contenuto, parola per parola, solo con titolo e copertina diversi: tanto nessuno legge.

qui le mie storie di pissing
qui il mio romanzo uscito per Castelvecchi

ShitStorm

la dura legge qui sopra è che sei quello che digiti, non importa quali grandi imprese tu abbia compiuto prima. è come nel calcio, per club e curve vale l’ultimo gol lisciato dal portiere. e più imbecillità digiti, più è alto il piedistallo dal quale lo fai, più cadendo ti farai male. fare la vittima, poi, peggiora le cose.

lacchè e servi si muovono in difesa del re nudo. restano fuori nomi eccellenti, ex premi Campiello, Strega, direttori di Festival e Fiere, che non posso dare ragione né torto al sovrano influente bersaglio d’ingiurie. perfino intellettuali fino a ieri impegnati contro le “perdite bianche ” einaudiane hanno preferito sorvolare. io non ho ballato, non ho gioito. credo che Elena sia una straordinaria critica letteraria. e non credo mai he la scofitta di uno possa essere la mia vittoria.

ma per fortuna, e senza la necessità che nessuno chieda scusa, la tempesta si placa rapidamente, il fango di merda scivola via in meno di qualche giorno per far posto a una nuova emergenza, a un nuovo scandalo, a un nuovo eroe.

credo che il fallimento della sinistra sia nel credere che la risoluzione di tutti i mali sia nella cultura, quando i ragazzi crescono con l’assoluta convinzione che la sola cosa che cambierà loro la vita, sarà vincere un Talent Show. e non hanno torto, giacché pare sia l’ultimo ambito dove vale la meritocrazia.

qui il mio ultimo romanzo serio

qui i miei racconti porcissimi

 

 

 

Premio Strega

sai quel virus che gira su FB?
un giorno ricevi il messaggio da un amico che ti scrive: sei tu in questo video?, se sei tu, allora sei un gran maiale. e tu apri il video come l’80% dell’utenza di Face Book perché sei una (o uno) che magari non lo tradisce, il marito/amante/compagno, ma che qualche videino lo riceve e lo dà.

ma è prevedibile ci sia il virus. come è prevedibile che se ti fai l’amico che se ne scopa due a settimana senza preservativo ti becchi la candida. come è prevedibile il giornalista blasonato che ti fa perdere tempo on line promettendoti una pubblicazione con Fazi, almeno, al momento dell’appuntamento off ti darà buca.
com’è prevedibile la polemica post elezione dei cinque finalisti allo Strega, con la Stancanelli che lamenta di essere dimagrita due chili giacché non era scontato entrasse in cinquina e io che rido da ieri.

e infine, a proposito di prevedibilità, come ti salta in mente, stimato Moresco, di fare polemica sui raccomandati dello Strega proprio con Nicola Lagioia?
io a Lagioia ho scritto una volta soltanto dopo che mia madre e le sue amiche esaltate dalla gentilezza mostrata durante presentazione a Bari, al Circolo della Vela, mi avevano portata allo sfinimento. e gli scrissi più o meno così: gentile Nicola, avrei bisogno di fare soltanto due chiacchiere con te, capire cosa c’è che funziona e cosa no, perché l’editoria mi pare un muro di gomma. devo quindi fare la fila in libreria e comprare il tuo ultimo romanzo e stringerti la mano provando a dirti due parole, o puoi cortesemente vedermi per un caffè?
la sua risposta prevedibile: vieni in libreria, fu comunque un calcio nello stomaco. ma d’altro canto pure prevedibile: perché mai avrebbe dovuto incontrarmi?

ecco, caro Moresco il cui articolo integrale comunque da leggere perché pieno di verità è qui: http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=5763abf54eab3.
era prevedibile che “Egli” ti rispondesse per le rime, con un tagliente quanto furbo: poteva farla prima del premio la polemica. e un po’ Nicolino ha anche ragione, perché l’editoria funziona sempre alla perfezione quando salite lassù. ecco, provate a fare questa battaglia sempre, anche per gli scrittori che non siete voi.

no social

quando chiudi gli account tutto diventa meno straordinario, è perciò che la prima settimana ci si deprime, perché non si capisce  dove sia finita l’esistenza vera  nella quale perfino la Stancanelli quinta allo Strega mi sarebbe parsa un’ingiustizia sociale; i 300 “like”a una battuta non esilarante di Giorgio Cappozzo un chiaro segno di machismo.

ogni volta che chiudo gli account tutto si ridimensiona. nulla mi tocca né mi ferisce, ogni cosa resta confinata nelle vite altrui, di fatto sconosciuti, estranei, all’occorrenza nemici: ma chi te conosce?

ho ricevuto auguri di compleanno fino a ieri, amici che senza Faccialibro si erano giustamente dimenticati di me e che mi hanno poi telefonato, che non se la sono cavata insomma con una faccina del cazzo o una GIf animata, (dio quanto sono superficiali certe comunicazioni).

dormo bene, sogno tantissimo e il vuoto cosmico di cui mi sembrava composta la mia esistenza si è riempito dopo 7 giorni; mansioni come  il cambio delle stagioni o il giardinaggio perdono l’appeal che hanno sui”social”; ogni cosa va al posto che gli compete, anche le mie frustrazioni, i miei piccoli guai, il mio Ego, l’idea che mi debba realizzare a tutti i costi.

per chi poi. per la massa che detesto, che guarda “matrimonio a prima vista”, che non sa comprendere un periodo di più di due righe, che vuole l’uguaglianza, e non capisce che uguaglianza non è parità di diritto ma morte delle diversità. e s’incazza pure. sempre, immotivatamente, come se le proprie disgrazie fossero da attribuire ai più fortunati e mai alla propria inettitudine.

oggi sorrido. il mio attivismo politico fermo alla tastiera di fatto non cambierà niente. e nemmeno il vostro.