che cosa lascerete ai vostri figli

OGGI nell’Artico 800MILA ettari di foresta sono andati in fiamme.
non so cosa lascerete ai vostri figli.
io ho solo gatti, ma per i vostri figli faccio ogni giorno scelte sensate.
perché il problema siamo noi e soltanto noi possiamo fare delle scelte: se andare in auto; se farci lunghissime docce; se comprare le cialde per il caffè; se usare l’aria condizionata; se bere acqua minerale; se usare spray; se accendere l’asciugatrice; se riciclare l’acqua per annaffiare le piante; se usare la lavastoviglie; se mangiare carne; se acquistare carta riciclata e prodotti per la casa non inquinanti; se comprare a Km 0; se disertare le grandi catene di supermercati; se viaggiare in aereo. è una scelta anche perdere tempo a sensibilizzare il nostro prossimo che, viceversa, lascia l’auto in sosta vietata con motore acceso e condizionatore a palla.

qui Pioggia Dorata
qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana

dare la vita per un ideale

Romain Gary è un autore pieno di passione. sì, certo, era un politico, da ragazzo arrivò a pregare de Gaulle che lo lasciasse partire per la guerra, salvo poi scriverne atrocità, come sul colonialismo, lui, francese, impiegato al Ministero degli esteri, Ambasciatore, politologo.

la sua vera passione era la natura, nei suoi numerosi spostamenti viaggiava con due cani, tre gatti e un tucano. ne scrive ne romanzo “Cane bianco”, che racconta la lotta delle pantere nere e di un cane bianco, trovato davanti alla sua porta di casa a Hollywood, dove viveva con Jean Seberg. il suo cruccio erano gli africani, l’impronta distruttiva che noi bianchi abbiamo lasciato nella loro vita (e lasciamo) soltanto per interessi economici, per fare, delle zampe degli elefanti, cestini della carta da ufficio, con le loro zanne posacenere e collane.

quando leggo Gary penso si sia suicidato per stanchezza. amava troppo la vita, ne era entusiasta, perciò scriveva così bene. e mi domando se esistano ancora uomini come lui, o se siano ridotti tutti davanti allo specchio a fare lo storytelling del proprio brand su Instagram e Twitter. che poi, vaffanculo, in italiano si dice NARRAZIONE.

sì: conservatrice, passatista… quello che vi piace di più. vorrei soltanto capire se esiste ancora qualcuno, uomo o donna, disposto a dare la vita per un ideale, come Morel e Minna ne “Le radici del cielo”, che arrivano allo stremo, alla dissenteria e ai miraggi, per affermare la libertà degli elefanti.

il fatto è che non riusciamo più a pensare ad altro che a noi stessi. ma la vita che si svolge tra noi e noi è così misera da non consentirci di raggiungere alcun sogno di celebrità. perché è soltanto se dai che ti viene restituito, tutto il resto è storytelling, non narrazione.

#Sannazzaro

l’incendio è scoppiato alle 16:00 di ieri, una spaventosa colonna di fumo si è alzata dallo stabilimento ENI, i cui vertici aziendali, soltanto a novembre, si riunivano e twittavano dall’account del Direttore Confindustria di Pavia, Francesco Caracciolo, di garantire “sicurezza ai cittadini di Sannazzaro”.

il processo Eternit BIS, che doveva condannare chi ha ucciso più di 200 persone da anni in attesa della sentenza, si è chiuso invece con una condanna per omicidio colposo. tutti gli altri reati cadranno o sono già caduti in prescrizione, nessuno avrà giustizia. perché l’Italia è il Paese del “fammi causa e poi vediamo”, e degli azzeccagarbugli che preferiscono farsi pagare metà in assegno e metà in nero.
ma evidentemente i rivoluzionari di FB e i difensori della sinistra dall’accozzaglia del NO, erano alla toilette ad ascoltare la pancia per capire come insultare chi vota diversamente da loro, perché non uno status, né un hashtag è stato usato per difendere i diritti delle vittime. così come il governo dell’amatissimo Matteo non ha speso una parola, non una,  per la manifestazione del 26 novembre contro la violenza di genere.

perché la vita del cittadino di pancia si svolge tra FB, twitter e il cesso, che sia per il Sì o per il No. se una notizia non è funzionale al retweet o al consenso non val la pena scriverci nulla.
il Referendum sulle trivelle è stato una vergogna, i pochi Verdi sul territorio mi pare siano stati tutti inquisiti, gli ex di Lotta Continua, come si è dichiarata una tizia l’altro giorno, dichiarano che l’industria e le banche sono necessarie alla crescita del Paese.
ieri, alle 17:00, ENI twittava che non c’era alcun pericolo per i cittadini. invece dovremmo cominciare a domandarci perché non abbiamo fatto ancora niente per tiraci fuori da questa nuvola di smog.

ne “Le radici del cielo”, romanzo ecologista per antonomasia e vincitore del Premio Goncour  nel 1956, Romain Gary scrive: gli straordinari progressi del cancro nel mondo, che provavano, se non altro, come l’uomo non fosse il solo a trattare la natura con crudeltà e disprezzo. 

ecco, credo che la vera sinistra si occupasse anche della giustizia nei confronti della natura, non soltanto di partorire slogan e insultare chiunque la pensi diversamente.

 

 

sabato ti porterò sul lago per insozzarlo per bene

io corro, ogni mattina parto da qui e faccio un percorso di circa sei chilometri tra salite e discese.
qui ci sono più bestie che persone, il che significa che la mia corsa è accompagnata dai saluti -talvolta sorprendenti- degli amici pelosi, botolini e non, che si affacciano ai cancelli delle ville. dai fiori, tanti, perché qui le persone son riservate ma ci tengono ai propri giardini pieni di dalie, ortensie, petunie e rose. e tengono ai vecchi, che mi salutano alzando lo sguardo dal giornale.

il bello di Anguillara Sabazia, cui facevamo il filo in verità da anni, sono gli anguillarini, i discreti abitanti del lago. quelli che passeggiano in “piazza”, che per noi è il lago di Bracciano, raccontandosi i fatti della giornata e commentando di politica.
sul lungo lago passeggiano ogni giorno gli stessi personaggi. Tommy e il suo padrone Giovanni, un ex atleta che mi dà consigli sugli esercizi per l’epicondilite, la mamma della botolina Betty che a casa ha anche cinque gatte, il papà di Willie, microcane che al contrario di tanti suoi colleghi non ha l’abbaio isterico, Salvo, con cui chiacchiero della tecnica migliore per il canottaggio.
e ce ne sono a decine di cani e gatti che ancora non ho conosciuto, ma di cui saluto i padroni, come si fa nei paesi, perché qui ci si conosce proprio tutti.

tutti, a parte gli stranieri, i romani che portano soldi ai commercianti, sì, ma che vengono con il loro cesto da pic nic per lo più a insozzare il lago, e la cui spazzatura io raccolgo, quale sostenitrice dell’educazione civica applicata singolarmente nonostante la “cafoneide” generale, ma che mi auguro d’infilare nella bocca del primo “insozzatore” che vedrò gettare un bicchiere di plastica vicino alle acque pulite del lago.
perché io una mano la do volentieri, cari incivili lanciatori di pannolini dei vostri urlanti neonati, aiuterò ogni mattina a limitare i danni della vostra imbecillità partendo da casa con la bustina da riempire di VOSTRI rifiuti, ma la mano la spezzerò con vigore -assieme alle braccia- a chiunque dovessi sorprendere nell’atto di abbandonare la bottiglia d’acqua in riva al MIO lago. a chiunque vedessi alzarsi pago, dopo una giornata di sole, e lasciarsi dietro la propria merda.

la televisione della De Filippi non ha ancora aiutato i trogloditi, gli stessi che poi si “selfano”, e che “laikano” a più non posso le petizioni ecologiste, a capire il senso della parola “civiltà”. è perciò che vorrei si ritornasse al web 0.0, affinché la massa delle capre nullafacenti ricominciasse a brucare il prato della propria ignoranza anziché illudersi di essere civile perché in grado di commuoversi alla vista di un cane malmenato.