supponenze

io che i social non li frequento più, che li ho allontanati per noia ancor prima che Eco (o chiunque altro) ne parlasse come di un luogo affollato da legioni di imbecilli, m’imbatto spesso in ottimi articoli e, mio malgrado, nei commenti degli imbecilli.
e mi viene da pensare a quanto tempo abbiate da sprecare nel tentativo del tutto inutile di esibirvi, più che farvi ascoltare. e che forse non avete mai avuto un padre a darvi buffetti sulle labbra quando dicevate una sciocchezza.

mi fa specie che negli ultimi anni la cultura degli altri sia diventata per voi “supponenza” mentre per me rimane comunque cultura. spesso fonte d’ispirazione e ammirazione. pietra di paragone.
anche l’atteggiamento un po’ spocchioso, purché non maleducato, fa parte del pacchetto intellettuale di turno.
e gliela lascio volentieri l’illusione un po’ ridicola di stare sul piedistallo, soprattutto quando s’illude di aver raggiunto la notorietà con la vendita di cinquemila copie del suo ultimo romanzo.

sarà perché sono nata su un palco ma non capisco perché voi pensiate, voi che in fondo siete sempre stati dalla parte del pubblico, si debba usare tanta delicatezza con chi non ha talento.
stando nei camerini tra ciprie e costumi di scena s’impara che in arte la pietà provoca soltanto dolore.
perché è a suon di pubbliche umiliazioni che io ho imparato a rispettare l’esperienza dell’altro mettendo da parte la mia giovane presunzione.
ed è perché ho capito che di fama e celebrità non ce n’è più per nessuno -anche se pare che in molti non se siano ancora accorti-, che il mio unico fine è quello di scrivere e migliorarmi, e di rimanere a bocca aperta di fronte al vero talento, piuttosto che fare a gara di battute con legioni d’imbecilli.

(stasera, alle ore 21:00 su http://www.radiopopolareroma.it/ RADIOKALASHNIKOV vi racconterò di alcune uscite editoriali davvero interessanti sul SADOMASO per neofiti).