ma… è proprio quella Pioggia Dorata?

fa così l’italiano medio. mi si avvicina, stringe gli occhietti, apre la boccuccia e domanda: ma è proprio quella Pioggia Dorata? quella quella?
beh, sì, certo, rispondo io. la Pioggia Dorata di Zeus su Danae, ritratta anche da Tiziano, il pittore che guarda caso quel mattino si trovava a passare di lì proprio mentre il satrapo la faceva addosso alla bella amante. ed è la stessa Pioggia Dorata che il poeta Gabriele D’Annunzio domandò alla divina attrice, Eleonora Duse, di cui era follemente innamorato: Prego, mia amata, vogliatemi bagnare con la vostra Pioggia, le scrisse. e lei, che si trovava a teatro a Londra, gli rispose: Volentieri, se volete potrei inviarvene subito una ampolla. No, rifiutò lui: verrò io da voi, il poeta si abbevera alla fonte.

ma non è il “pissing“, pratica raffinata e tra l’altro ben pagata anche da Trump, il perno attorno cui ruotano le mie sei storie, perché il vero scandalo, per una libertina come me, non è in questo primitivo e antichissimo gioco erotico, ma nei tradimenti perpetrati in anni da B. a danno della sua bella Francesca, l’omosessualità non riconosciuta dall’impiegato di banca, la superficialità di una ragazza che non vede oltre il touch screen del proprio cellulare; lo scandalo è fingere di non voler innamorarsi; oscene sono le menzogne che ci raccontiamo per non rompere l’equilibrio di un matrimonio da anni senza sesso.

ma sì, ma sì, avrei fatto meglio ad ascoltare il mio amico anglo cubano, Ted, che quando gli riferii del titolo da dare alla raccolta di racconti che gli avevo inviato, urlò: ma sei pazza!, sei in Italia!, c’è il Papa, l’impiegato, l’ignoranza. stessa cosa l’amico recensore in questo brano qui.
ma allora a cosa vi atteggiate?
perché vi fingete giramondo, aperti, moderni, se nemmeno vi siete fatti mai fare la pipì addosso da qualcuno, restituendogli magari il favore?

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te lo faresti uno come Trump?

«te lo faresti uno come Trump?».
«no, dai, che stupida!».
«ma come stupida? fai marchette in zona centro Milano e un paio di volte al mese a Roma Montecitorio, e non ti scoperesti uno come Trump?».
Maria Teresa, in arte Marité, prende tempo rollandosi una sigaretta:
«io mi scoperei Trump, non “uno come Trump”!».
prima puntualizza, poi ride e rido anch’io.
parla proprio una coniglietta dell’Iowa a un concorso di bellezza.
Marité ha così tanti talenti, che in un Paese che non fosse questo avrebbe potuto fare l’attrice e avere successo.

ma lei preferisce non lamentarsi. non scapperebbe mai da questo troiaio.
così miagola del tizio con tanti capelli che ieri le avrebbe scritto in privato, e che farebbe bene a invitare a casa sua al più presto, saltando l’aperitivo, in modo da togliersi lo sfizio, prima che qualcosa vada storto come è successo con il bellissimo cardiologo modenese che, un mesetto fa, al telefono e prima d’incontrarsi di persona, le ha messo in fila tanti di quei “piuttosto che” congiuntivi che l’unica sarebbe stata rivederlo imbavagliarlo, salvo poi perdersi l’unica attività per cui la lingua di alcuni uomini è necessaria, e che non è mangiare il gelato.

«mi domando soprattutto che senso abbia vivere mummificati, mangiare soltanto verdure crude e stare lontani dai piaceri se si è ormai con un piede nella fossa. una bella bottiglia di rosso, una grigliata mista, per sciacquare la bocca finocchi o puntarelle… una sacher per concludere… roba che forse fa male ma è l’unica cosa per cui valga la pena vivere. cresci figli, paghi il mutuo, vivi frustrazioni e mangi verdure crude?
sì, cioè, se ti fai il mazzo per una vita intera che senso ha evitare il cancro fino al giorno della tua morte?».

balbetto qualcosa di politically correct circa il fatto che ognuno è libero di morire come meglio crede e che su certe cose sarebbe meglio non prendere posizione altrimenti i vegani che sono fanatici iniziano a insultarti…

«sì, però, dai, dimmi che anche tu hai pensato la stessa cosa, che prima di morire una bella grigliata mista Veronesi poteva pure farsela».

niente di male a essere puttane

ieri qualcuno domandava perché Trump dovrebbe domandare scusa, giacché è vero che un VIP può fare ciò che vuole a una donna, e la nostra storia recente ce lo insegna, e se ce lo lasciamo fare buon per noi perché non c’è niente di male a usare il sesso per fare carriera.
infatti, allo schiocco di frusta del domatore di opinioni, un coro di donne pro maschio Vip si è profuso in commenti antidonna sulla pagina del tizio in questione: quelle che protestano son le prime a darla via per lavoro, le prime a voler avere la vita facile sono le donne, il mondo è pieno di donne che l’hanno data come non fosse la loro eccetera.
ma anche no.

spiace comunicarlo ma ci sono anche quelle che se ne fottono del potere, ed è anche dimostrabile,  fatevene una ragione, e non lo fanno per moralismo ma perché  mettersi carponi per ripagare un uomo non fa per loro, benché bone.
ma infine non posso che essere d’accordo con lui, l’ex amico che pone la domanda iniziale: niente di male a essere puttane in una società dove impera la rottamazione del vecchio e il primo piano del culo sodo, non fosse che il sistema è creato dagli uomini, (previa autorizzazione delle donne), e non sono sempre io a decidere se e a chi darla.
perché se il Sistema non dà alternativa, e se “darla via” non è più una scelta, la questione cambia sensibilmente. inoltre non tutti sono italiani, e ci sono manager su questa terra che valutano una donna in base alle capacità lavorative e non a quelle di resistenza al soffocamento da pompino.

chiediamolo per esempio alle TRENTACINQUE DONNE violentate da Bill Cosby, domandiamolo a loro se è vero che un VIP può fare ciò che vuole di una donna, e quanto sia lecito e accettato incondizionatamente.
perché il punto sta qui, il diavolo è nei particolari e chi vive usando il linguaggio dovrebbe saperlo.
non spostiamo l’attenzione dalla parte attiva del discorso a quella passiva, non togliamo l’attenzione al VIP che, parola di Trump, può fare loro ciò che vuole: “Sono attratto dalle belle donne e comincio a baciarle subito, è come un magnete. Bacio, senza aspettare. E quando sei una star puoi fare quello che vuoi. Afferrale dalla f….  Puoi fare tutto“, non scusiamolo dicendo semplicemente che è volgare, no, perché potenzialmente è UNO STUPRATORE.

delle decine di Prof universitarie di casa nostra sistemate in cattedra dai mariti, o delle giornaliste messe in radio e TV da padri, fratelli, amanti, possiamo quindi fregarcene, è lecito ed è politicamente corretto e pienamente accettato; meglio il tacco 12 che sbattersi per trovare qualcuno che ci valuti per il curriculum. e benché soltanto ciò che conquisti da sola sia veramente tuo, continuiamo a volerci così, a leasing, in vendita finché scopabili.