manicheismo o più semplice ignoranza?

tra incazzatura e felicità esistono tante e diverse sfumature.

l’incazzatura prevede sempre un piglio un po’ volgare, la bocca atteggiata nell’insulto, l’espressione arricciata dal disgusto.
la felicità senza alcuna sfumatura ci induce allo sguardo beota di chi non merita.
ma esiste anche la gioia, la trascurata gioia un po’ infantile che esplode di vocali, l’appagamento adulto, la contentezza, che con tante dentali è per forza spumeggiante.
la rabbia esagerata può essere ancora più molesta e diventare furia, anch’essa cieca, travolgente, folle. ma può anche trattarsi di un’irritazione curabile. o di un dispiacere, che prevede un pizzico di compassione verso l’imbecille che non è stato in grado di strutturare una scusa adeguata alla propria mancanza di rispetto, e di attenzione.

dove l’abbiamo messa l’attenzione?
tutta nello smartphone?
se sono capace di dare un nome a tutti i miei stati d’animo posso anche vivere più gradazioni di felicità o di disappunto. così per l’amore, che può essere attrazione e basta, affetto fraterno, niente di più che un passeggero colpo di testa.

perché più il nostro vocabolario è ricco più abbiamo pensieri da sviluppare, parole per spiegare, gradazioni di dispiacere da curare, sfumature di odio da dispensare.