ancelle all’Europarlamento

non è colpa della deputata Irene Tinagli se per secoli la richiesta di vedere realizzati i diritti delle donne è stata considerata una ROTTURA DI SCATOLE dagli uomini al Governo. ma anche dai papà, dai fratelli dai mariti.
certo a me fa molta molta impressione che una eurodeputata giovane e laureata parli in questi termini delle istanze femminili, così come ho potuto sentire ieri 6 maggio 2020  durante la puntata di Otto e Mezzo. io son saltata dal divano ma anche la Gruber non gliel’ha lasciata passare: non è una “rottura di scatole” la richiesta della realizzazione di un diritto.

ecco perché chiudono le Case delle Donne, forse, i centri antiviolenza, immagino, perché l’aborto non è più un diritto. se ROMPERE LE SCATOLE è l’unico termine che viene in mente alla eurodeputata per parlare in TV di una richiesta lecita, ossia l’affidamento di ruoli decisionali e di spicco nei Comitati antivirus, allora siamo messe veramente male. allora ci meritiamo Arcuri che fa battute con la giornalista soltanto perché donna.

immagino le ancelle al Parlamento che in punta di piedi, e se proprio non disturbano, bussano con leggeri  tocchi alla porta del mega maschio e chiedono permesso prima di entrare; chinano il capo per domandare; baciano l’anello per ringraziare.

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dammi oggi la mia violenza quotidiana

se non siete nati femmina non conoscerete mai lo sguardo ingordo di un vecchio porco che non dice niente, non parla, ma minaccia e ti spoglia comunque.
da noi al sud li chiamiamo “rattusi”, o ragni.
tessono la loro tela, stanno in attesa e catturano: ci sei cascata dentro, nessuno ti ha rincorsa.
sono quelli che ti violentano ma non lasciano prove. mai. che ti mettono in condizione di sentirti un’idiota, in colpa per aver pensato ti stesse palpeggiando.
ti fanno sentire sporca se provi ad accusarli, tu la malata, tu la puttana: che prove hai? stai zitta!

ci sono ancora, esistono eccome.
preferiscono le bambine ma non disdegnano nessuna.
purché sia fragile, purché si lasci cogliere di sorpresa. purché non trovi il coraggio di urlare. che sia così ingenua da lasciarsi condurre di là nel retrobottega e quando trova la mano di lui da qualche parte sia così in buonafede da credere anche che non l’ha fatto apposta.
cattiva a pensarlo
troia a crederlo.

hanno una tecnica precisa.
hanno lo sguardo lercio.
usano chi ha bisogno, chi possono mettere sotto anche soltanto per un istante, tolgono la maschera quando siete sole, al buio e nessuno vi guarda.
infilano punti sospensivi dopo una frase ambigua.

alla mia età pensavo di averne subite abbastanza. e non posso far altro se non scrivere questo pezzo.
ancora.
ancora oggi.
se non ora quando?