ritorno al social

per le quaquaqua nostrane, cougar dalla battuta pronta con sottinteso caliente come ce ne sono ormai a milioni sui social, esistono soltanto tre tipi di donne, le “cesse” che non scopano, le “troie”che lo fanno troppo e le “perfette”, ossia loro, donne fuori dal comune ma dentro le comunelle, anonime signore senza storia vera ma con una decina di account dai nickname fantasiosi, che si spalleggiano finché ci son follower da dividersi e che, giuro, a incontrarle live senza intervento di photoshop capisci quanto sia vero che per essere belli fuori bisogna esserlo prima dentro.
così ieri son tornata a fare un giro su #twitter.

immergermi nel fango dei social mi piace quanto guardare “4 matrimoni Italia”, mi solleva pensare che il 70% della popolazione femminile sia fornita di pessimo gusto, ignori del tutto la buona letteratura come il fatto che esistono moltissime donne cui del sesso importa poco o niente e che sono perfino fedeli ai propri compagni.
scorrere le bacheche delle anonime moralizzatrici del web con tette in primo piano mi fa sentire felicemente un pesce fuori d’acqua. chi mi conosce sa quanto io abbia già scritto sulle fashion blogger de noantri, sulle poetesse e sulle predicatrici “acultural”, quelle che mai sia usi troppi condizionali e ti bacchettano in privato consigliandoti un linguaggio più terra terra per non apparire “supponente”.

e son sempre lì, ancora uguali a loro stesse, che urlano con quanto fiato in corpo la propria fragile opinione come se al mondo importasse poi qualcosa di certe beghe di condominio.
sulle mie #deriveditwitter http://www.bibolotty.blogspot.it/search/label/%23derivaditwitter, ho fatto il ritratto a tante di loro, ma si sa, l’insulto è sempre a portata di mouse e la madre degli imbecilli sempre incinta, e fare i conti con la realtà del popolino della rete, quello per il quale è bello solo ciò che piace, e che continua a sguazzare beatamente nella propria ignoranza spacciandola per saggezza, mi fa bene, soprattutto adesso che mi sto preparando a ritornare “social”.