fidanzati e altre facezie

sono un paio di giorni che lettori e twitteri si masturbano selvaggiamente sulla succosa polemica, piena di odiosi acronimi, tra Scanzi, Lucarelli, Facci, Cruciani. di cosa si tratti nemmeno lo so, e nemmeno aggiungo link perché lo scopriate, fatelo da soli se proprio v’interessa, io sono impegnata con il mio rientro a casa e a leggere Covacich.

visti i protagonisti però, immagino comunque si disquisisca della solita storia terra terra che fornisce audience a chi twitta compulsivamente stronzate, e che parla di letto, e che eccita l’uditorio ignorante: la solita boutade da cortile inutile a tutti fuorché ai protagonisti della squallida scena giornalistica che, con pochi argomenti in mano, non trovano altro modo per far parlare di loro se non attraverso il pettegolezzo.

al carteggio e agli sfottò via social, alimentato dai giornali e da twitstar ormai decadute, sono intervenuti addirittura barbuti direttori editoriali di storiche case editrici che, anziché pensare alla totale debacle della letteratura nostrana, preferiscono far battute cretine.

così, mentre piccoli risparmiatori si suicidano e applauditi scrittori li sfottono, mentre librai sessisti restano al proprio posto spacciando libri scritti da maschi come unica merce di qualità, i giornali continuano a occuparsi di loro e di un argomento, chi ha scopato chi e per cosa, che definirlo inutile e volgare è poco.

 

 

pioggia dorata

vabbeh, dai, è una gran cosa questa pubblicazione arrivata dopo la botta del Neri Pozza. con una casa editrice dal nome che mette subito in agitazione poi, in assonanza,”GiaZira Scritture“.
chi poteva pubblicare sennò una raccolta di racconti sul pissing? su una pratica proibita anche da David Cameron? su questa roba che solletica la fantasia di tanti -e che pratica anche Claire Underwood davanti a un ambasciatore- ma di cui nessuno osa parlare?
non certo Einaudi, anche se il pissing non è che la scusa per raccontare personaggi complessi. non e/o, non Mondadori, nemmeno Giunti o la puritanissima suoresca Nottetempo.
d’altra parte ho scritto questa raccolta senza mai pensare alla pubblicazione, come faccio ormai con tutti i miei romanzi, per non sentirmi più così frustrata da diventare odiosa perfino a me stessa.

sì, lo so, zia mi ha detto che poi finiranno per identificarmi come una scrittrice erotica. ma se riuscissi a diventare l’anti-James avrei comunque compiuto una missione importante, e perché no, guadagnato qualche centesimo.
e di storie ne ho in mente a milioni.
ci sarebbe ancora da scrivere tutta la raccolta parigina, ad esempio, o quella teatrale, o quella sportiva…
come mi ha detto un caro amico di cui per ora non faccio il nome e che penso scriverà le note di copertina di “Pioggia dorata- Sei storie amare”, il mio è un erotismo democratico, se non comunista; dal gommista di Tor Marancia al dentista pelato di Corso Trieste all’editorialista ex DC che si fa le amiche della nipotina, i miei protagonisti fanno sesso (o lo sognano) meglio dei Mr Gray anglosassoni, e tutti vogliono essere da me rappresentati.

non capisco questa patinatura pornografica alla “Play Boy” che piace tanto alle figlie delle lettrici di Lancio Story e Grand Hotel.
non siamo a Hollywood, siamo a Roma, Italia, provincia del mondo.
la mia raccolta, dedicata a un grosso personaggio della politica estera, raccoglie sei storie di thrilling, sesso e vita.
ma i direttori editoriali non leggono.
le case editrici cestinano.
eros?, e storcono il naso. poi però sbavano sulle sfumature…

la mia raccolta di racconti parla d’amore.
ho provato a capire io per prima -mettendomi nei panni di un neofita- cosa fosse il pissing, e cosa può scatenare in un uomini e donne che non siano dei pazzi come me e non abbiano girato il mondo grazie a incontri causali.
per cui quest’estate mi toccherà lavorare sull’uscita di novembre, e sulla promozione, che inizia già adesso.

contiamo meno di niente. noi donne.

già viviamo in una società dove dire o scrivere “noi donne” fa innervosire alcune che tutto vorrebbero fuorché “immischiarsi” con le colleghe femmine, almeno così urlano a gran voce su #twitter dal profilo da amazzone e con la bocca a culo di gallina, dimentiche del DNA comune, della storia, della resistenza delle bisnonne, di un inconscio collettivo fatto di baci, guerre, botte, dolcetti casalinghi e borsa nera, ma bloccare e censurare qualsiasi pratica sessuale non preveda il ruolo dominante del maschio mi pare eccessivo.

ieri FB ha censurato un articolo, questo, http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/culturalmente-culo-nuova-fica-dopo-chiappe-kim-93782.htm?ref=nf, non farò come i giornalisti che hanno poco da dire e non riassumerò il contenuto del pezzo. ho poco spazio.
dico però, o meglio deduco, che qualche fan della posizione del missionario si è subito dato da fare: ma come?, Cameron vieta perfino il “face sitting” o lo spanking e io devo sorbirmi l’immagine di una bella figa che per di più non sembra una pornostar ma anzi pare la ragazza della porta accanto che si fa leccare il culo da un bel maschio? un maschio che sta in ginocchio?
ma siamo matti?
lei in posizione dominante?
lei che decide dove farsi sollazzare e che gli guida la testa con la mano spingendola tra le sue mezze lune profumate d’impudicizia?
invece, l’isola dei famosi è un talent da fare vedere ai bimbi.
ma anche le decine di cani martoriati, per non parlare delle teste mozzate dai terroristi dell’Isis quelle sono immagini edificanti da mostrare su FB.
vero?

su FB è utile e consigliato sorbirsi l’imbecillità altrui ma dire che “il culo è la nuova fica”, sicuramente fa trasalire i cattolici di mezza penisola che “non lo fo per amor mio ma per far piacere a dio”.
e spero capirete che non saranno mai i romanzetti rosa sul sadomaso a ridarci la libertà, quelli la tolgono a me, che ho “sei storie amare” in attesa di una pubblicazione impossibile, a tutti coloro che il sesso lo scrivono sulla pelle, non sul raso rosa della censura.
non passerà mai la mia bella manager che infila carote nelle buie cavità dei suoi bei maschietti ventenni. espressamente da me immaginati forti, virili, puzzolenti di birra, comunisti e gentili e dolcissimi e malleabili e capaci di piangere.
non bastano tutte le donne uccise per capire che il maschio va tolto dal suo vecchio ruolo dominante. che gli va ridato il piacere lento della saliva, del bacio e della carezza e non quello violento e urlato della prestazione da pornodivo.
la censura passerà la giuliva top model alle prese con una gara di cucina messa in ginocchio dallo Chef.
perché così ci vuole il mercato, senza sorprese, con un’espressione disumana e un po’ cretina sulla faccia.

(p.s. alla truppa di ragazzi in costume che ieri, causa l’articolo in questione mi hanno domandato l’amicizia: sono sposata e fedele, il fatto che scriva sempre ciò che penso non vuol dire che faccia sempre ciò che voglio).