crisi

i Maestri che si alternavano in Accademia ripetevano che nessun metodo è quello giusto ma tutti sono utili.
noi ventenni venuti a Roma si cercava qualcuno che potesse insegnarci la formula magica della perfetta interpretazione, e invece ci trovavamo davanti a professionisti carismatici che sorridevano alle nostre domande ingenue, si commuovevano al nostro entusiasmo e ci sottraevano sadicamente qualunque certezza.

ogni volta che arrivava un nuovo insegnante ricominciavamo daccapo. e la voce non doveva partire più dalla pancia ma dalla testa, e l’interpretazione migliore era quella pacata e realistica piuttosto che marcata e colorita di espressioni.
è perciò che per me l’espressione artistica non può essere frutto di semplice intuizione né dell’intuizione del semplice. perché il metodo va conosciuto per essere superato, perché la sperimentazione vuole conoscenza e molto tempo a disposizione. perché Modigliani non dipingeva nei ritagli di tempo.

la crisi di metodo è finalmente arrivata anche con la scrittura. ed io la trovo di buon auspicio come la febbre alta una volta l’anno per i medici cinesi, perché per me continua a essere più importante il percorso che la meta, checché ne pensino gli arrivisti ottusi, quelli che scrivono un solo romanzo con la speranza di fare il botto e anche un film.
l’espressione artistica costa fatica e vuole ambizione, il sogno di superare te stesso che non coincide quasi mai con l’aderire al gusto degli altri.

Nesi e l’inventiva

Edoardo Nesi, vincitore dello Strega nel 2011 con un romanzo BOMPIANI sull’imprenditoria pratese e il fallimento (una cronaca che nulla aveva di poetico o strabiliante), dopo aver rifiutato il posto di Direttore editoriale per Fandango (che culo) a favore del posto da Parlamentare (che doppio culo), pubblica (ancora per per BOMPIANI, MAMMAMIA) il suo secondo romanzo (triplo culo) che, cazzarola l’inventiva!!!, parla, guarda caso, ancora una volta delle fatiche di un imprenditore.
ma che storia…
roba che non ci si crede.
noi scrittoruncoli stiamo a farci mille pippe mentali sulle mode editoriali… e invece…

qui la celebrazione degli amici del Corriere della Sera
http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20150601/282583081614449/TextView
tutto in casa con il megagruppo RCS.

inviterei Nesi, poiché adesso ha un bel “pacco di potere” tra le mani, ma invito anche la casa editrice Bompiani che tanto ama gli imprenditori falliti ma che credo legga soltanto su indicazioni di Agenzia, a contattarmi qui: bibolotty@gmail.com; potrei fargli e farvi recapitare il mio noir, scritto ormai sei anni fa, che racconta di un piccolo imprenditore fallito e nasce dal mio personale e rovinoso fallimento ma che, al contrario di quello di Nesi, non ha trovato nessun gentile riscontro ma soltanto molti silenzi.
magari so anche scrivere, che so, caro Nesi… forse potrebbe dare l’opportunità a qualcun altro di rifarsi un’esistenza.

non mi sento frustrata, no, ma credo potrei rivoltare il mondo per quanto sono incazzata.
questo Paese è marcio e macho.

cordiali saluti
le mie credenziali sono in rete. basta avere un briciolo di curiosità.

nomade

papà me lo diceva sempre che il DNA della gente di frontiera ce l’avevo anch’io nel sangue, che avrei continuato a viaggiare fino alla fine dei miei giorni, che non avrei mai messo radici. il nomadismo mi sta bene addosso. stare in compagnia di giro a far valigie ogni giorno, lasciare la città all’alba, come un’assassina salpare di notte, era ciò che amavo di più della vita del teatro.
ogni giorno s’incontra l’ignoto.
ogni giorno si provoca il destino.
da ragazzina andavo in giro con una grande sacca piena del necessario per la sopravvivenza. credevo di dover essere sempre pronta all’apocalisse. più probabilmente mi sentivo in colpa. c’era sempre qualcosa per cui avrei dovuto espiare. pensavo, credo avessi meno di dici anni, che se tutto fosse andato storto avrei risolto la mia esistenza terrena facendo un viaggio a piedi fino al Polo Nord.
dormire sotto cieli diversi mi fa rivedere la strada percorsa attraverso prospettive diverse e a darle ogni volta nuove direzioni, a esplorare le infinite opportunità che la vita mi offre.
sono nomade, non avrò casa, non avrò legge. e soprattutto non sarò mai schiava di un mutuo.