cougartown

ieri mi è venuto in mente di scrivere una raccolta di racconti erotici sulle donne che hanno relazioni con uomini molto più giovani.

ed eccomi servita. c’è già tutto. argomento appena masticato e subito cagato dai nostri autori d’assalto. nel 2009 è uscito il filmetto, immagino tratto dal romanzetto, e Cougaritalia è un social ben pubblicizzato dove la “donna matura” può interagire con toy boy vogliosi di conoscerla. dalla lettura delle prime due biografie di maschietti speranzosi di ciucciare una tetta esperta, non un ex tossico o un manipolatore o un giovane con grosse turbe dovute a madre autoritaria. tutti laureati, belli, depilati e delusi dalle trentenni.

ah, se certe puttanate non fossero solo americane!, se ci fossero termini italiani adatti a descrivere l’amore e l’attrazione di una donna all’apice della carriera (giacché le casalinghe nostrane e le disoccupate forse non usufruiscono del servizio) per il pargolo appena laureato, sarebbe meno volgare.

quando il lettore si lamenta dei personaggi stereotipati di certi romanzi, mancando ovviamente di entrare nello specifico per provata incapacità di analisi, non fa mai i conti con quello che la realtà ci offre: un universo sessuale parcellizzato e lottizzato da aziende: di cosmesi, di Editoria, di biancheria, ristoranti, locali, hotel.

queste cougar e questi toy boy non hanno nulla di reale, è per questo entrerò nelle loro stanze da letto, m’infilerò sotto le lenzuola con loro.

le cose che una Signora non (gli ex)

Piccolo Galateo per Cougar.

Politically scorrect. 

 

  • Ricorda di non cedere mai alla confessione: ogni difetto, pregio, particolare e credo politico svelerai sui tuoi ex, saranno usati contro di te.
  • Non farti 2 milioni di selfie il giorno dopo aver trovato tuo marito con l’altra (o l’altro). Penserà che lo fai per farlo ingelosire, non che stai già organizzando i provini per il tuo secondo marito.
  • Non raccontare al tuo nuovo amante, un diffidentissimo sessantenne etero in cerca di relazione stabile, delle terrificanti agonie che hanno straziato i corpi dei tuoi ex mariti.
  • In caso di single non gradito, che dal vivo non fa lo stesso effetto che sui social, e usa il “piuttosto che” in senso congiuntivo, descrivi invece le suddette dipartite complete di particolari. anzi, esagera.
  • Se trovi il tuo uomo, l’unico e sostituibile, cioè quello di sempre, che “rasa il prato” alla collega di università di tua figlia con una ball gag in bocca, non frignare, non ululare che ne morirai. Piuttosto domandagli perché con te soltanto 20 anni di missionario e telefona subito al miglior divorzista in circolazione.
  • Se hai la buona abitudine di avere molti amanti e di appuntare le loro qualità sul diario (dimensione, durata, fantasia), fai in modo che il tuo nuovo fidanzato lo trovi, così che non s’illuda di essere insostituibile.
  • Non lasciare in garage le fotografie dei tuoi ex con tanto di freccette infilzate negli occhi.
  • Se sei una donna socievole, evita di andare a cena sempre negli stessi ristoranti e alberghi. o mettiti con uomini che abbiano tutti  lo stesso nome, così che il personale non abbia a confondersi.

di femministe intolleranti è pieno il latte.

qui il mio ultimo libro (anche in ebook)

misantropia

ieri mi sono permessa di commentare un articolo sulla misoginia femminile. ho osato insinuare che magari sarebbe ora di piantarla di puntarci l’un l’altra il dito contro, e che se iniziassimo a fare qualcosa sarebbe più proficuo. perché alla fine tutto questo bla bla sul nostro comportamento, sulla solita storia che parliamo male delle altre donne o che ci complimentiamo con il maschietto che fa la spesa e cambia il bebè, contrariamente alla tradizione, bene non ci fa, anzi ci annichilisce ancora di più sia agli occhi dell’uomo che ai nostri, senza cambiare di un’acca la situazione ma fornendo un mucchio di like alla giornalista di turno. chiaramente, a questa affermazione sono stata aggredita, da una donna, ovvio.

ma quanti articoli abbiamo letto in questi pochi anni social che parlano di donne che odiano le donne? e una volta che li abbiamo letti e ne abbiamo preso atto, che cosa facciamo?, continuiamo ad aggredire le nostre sorelle?, anche in nome della loro pubblicizzata aggressività, o cambiamo atteggiamento? eppure qualcuno diceva, sempre il mio poeta preferito, (maschio maschio certo, e pure di destra), lui diceva che sarà la femminilità a salvarci, e la gentilezza. ed io posso testimoniarlo, che al di là delle aggressioni immotivate ottenute qua sopra, nella vita reale conosco soltanto donne splendide, ragazze che campano da sole due figli o più, o che dopo anni di tossicodipendenze si sono tirate su da sole e ora vivono a casa propria, che hanno una dolcezza immensa nello sguardo, che si amano tra loro pur essendo etero, che si fanno in quattro per solidarietà, che si prodigano per tutte le altre come hanno fatto per me.

io non so dove vivano tutte queste Milf spietate, queste Cougar con tanto di zanne e artigli, ma ho la sensazione che abbiano casa soprattutto qui sui social, che nascoste dietro un nickname diano semplicemente sfogo alla propria frustrazione, legittima il più delle volte, perché se fai una vita di merda diventa anche complicato digerire i successi altrui, spesso immeritati.

personalmente credo si debba ricominciare a valutare la gente per ciò che fa più che per ciò che dice. la misoginia esiste, nessuno lo mette in dubbio, quella femminile io l’ho vista in azienda, quando Stefania, segretaria femminista e da me assunta, prendeva ordini soltanto da quell’imbecille del mio  ex marito; l’ho vista al lavoro, dopo, quando fui impiegata in una bellissima scuola di design e la bella direttrice mi accompagnò alla porta dicendo: il problema, Elena mia, è che tu hai troppe competenze ma qui comando soltanto io. ma si può ovviare, si può lavorare rassicurando e dimostrando, lavorando individualmente, applicandoci a non aggredire noi per prime, dicendo basta a certe categorie, basta ai luoghi comuni.

suicidi su Facebook

non posso levarmi dalla testa l’immagine del ragazzo di Vigevano, candidato a consigliere comunale e suicida a ventisette anni.
a ventisette anni anch’io decisi di farmi del male sposando un chitarrista megalomane e manesco.
a ventisette anni decisi di non fare figli e di lasciare il teatro stabile di Modena, ma non di darla vinta a questi quattro pressapochisti che, dai giornali di gossip -guarda caso gli unici a sopravvivere senza finanziamenti-, ci dicono se e quando lamentarci. cosa e come scrivere. quando e se diventerò mai “qualcuno”.

come se acquisire follower su twitter alla velocità di una pop star bastasse metterci al riparo dalla frustrazione e dalla tristezza per un’umanità che ci vuole tutti uguali, bene identificabili dietro un acronimo, ben leggibili e interpretabili, mai fuori dal coro.
io non sarò mai una Milf o una Cougar.
preferisco l’anonimato all’omologazione.

e non riesco a dimenticare le parole del ragazzo: mi sento sempre più stretto in questa umanità falsa, illusoria, priva di serietà che lacera i propri sentimenti con la naturalezza di quando si respira.
ed è proprio a questa umanità bulimica, che divora e caga qualunque forma di vita, che Federico lascerà la propria lettera di addio.