la giuria degli esperti

ogni concorso letterario, agenzia, casa editrice, ha uno speciale team di esperti di cui non ci è dato conoscere nomi né competenze.

e dopo aver debuttato nel teatro professionale a 14 anni, superato le selezioni per la Silvio d’Amico, vinto premi, scopato capi partito, sostato sulle ginocchia di Chet ubriaco, sposato un megalomane, perso in sei mesi 2 appartamenti terrazzati al centro storico di Roma, io dovrei affidare le mie sudate carte allo stagista di turno, che parla solo per anglicismi ed è appena uscito dalla Holden se tutto andrà bene; se tutto andrà male mi troverò a dibattere con un diplomato della Pincocazzo scuola di editoria, se andrà malissimo, dovrò confrontarmi con la bella di turno, appena ventottenne, all’attivo un paio di Romance commerciali di cui è impossibile ricordare i titoli per quanto banali.

precisando che trovo umiliante pagare per una consulenza (non per il lavoro di editing) avendo recensioni entusiaste ma soprattutto un buon riscontro di pubblico, credo sia più proficuo avvalersi di un consulente editoriale che di un’agenzia. poter leggere l’opera omnia dell’espertazzo mi aiuterà a capire se fa per me ma, soprattutto, se sa scrivere.

nessuno è onnipotente, molti sono raccomandati.

che il business dell’editoria sia l’editoria stessa, lo dirò ogni giorno. ogni minuto uno scrittore si suicida, ogni giorno nasce una nuova scuola. 

Pioggia Dorata lo trovate qui

qui Conversazioni sentimentali i metropolitana

 

AZZO.

secondo me sono i corsi di scrittura a essere deleteri.
ci vorrebbe una legge che ne impedisse la proliferazione.
sono quelli che a loro volta hanno pubblicato 4 brutte storie con lo stesso editorino che organizza il corso, a rovinare la mente già confusa dei volenterosi disoccupati votati al successo editoriale.
almeno stando a certe cose che sento, tipo ieri, in treno, da una faccia orripilante e una voce insentibile: scrissi un libro per leggerne uno veramente speciale.
AZZO.

è stata la buonanima di mio padre a impedirmi di voltarmi e dargli in testa il romanzo che avevo per le mani,e picchiarlo con tutte le mie forze finché non avesse domandato scusa all’umanità per la propria oscena presunzione.
che poi ciò che avevo nelle mani non era niente di speciale -almeno fino a pagina 50- certamente meglio del suo orribile Fantasy.

perché sì, soltanto adesso scopro che l’85% dei sedicenti scrittori, degli occupatori di redazioni, di concorsi e spazi vitali, gli ammorbatori di aria, gli snocciolatori di anglicismi tecnici, insomma quelli che passano la vita a tediare il mondo con richieste di “like” alla propria pagina o al proprio stralcio gratuito di romanzo gratuito, scrivono soltanto orribili e inutili Fantasy e pensano che Dostoevskij sia illeggibile.
AZZO.

le femmine si dedicano invece a osceni erotici, osceni non nel senso che corro in bagno a infilarmi la mano nelle mutandine, ma che risolvono un pompino alitando sul prepuzio del poveretto, e preferiscono descrizioni -nemmeno troppo puntuali- da reparto di ostetricia, alla normale narrazione dell’umano sentire, e riescono -beate loro- ad avere tre orgasmi vaginali dopo una singola penetrazione.
AZZO.