la filosofia della tetta

mi commuove fino alle lacrime la solidarietà femminile. l’antropologia ne fa una questione di seme, di preservazione della specie. la scienza, viceversa, non ha ancora fornito risposte esaustive alla crudeltà che anima  alcune, spingendole  a digitare affermazioni  tipo questa: Per quanto amore possiate provare per qualcuno, nella vita, se non avete figli non saprete mai cos’è l’amore. Non offendetevi è la natura. 

sorvolando sull’inciso evitabile immaginavo fossimo distanti dai tempi di Rachele e Lia, al sicuro da queste idiozie da santa inquisizione: senso di colpa, indice puntato, compassione. che tutte le mamme siano felici è messo in serio dubbio dalla cronaca purtroppo nerissima: alcune assumono antidepressivi perché hanno rinunciato alla carriera e il marito le tradisce dacché loro si trascurano; molte, purtroppo, si suicidano; altre infilano i bebè in lavatrice, li tolgono di mezzo a colpi di ferro da stiro, li colpiscono a sangue freddo, altre ancora li abbandonano in auto con 40° all’ombra.

insomma, mi piacerebbe dire alla signora, poetessa del volgo, che esistono donne che non hanno potuto avere figli, e che saranno colpite a morte dalle sue esternazioni idiote, ma ce n’è anche, viva Iddio, che non ne hanno voluti, e che sono felici.

questo genere di differenziazione ha più a che fare col razzismo che con la stupidità.

per quanto passa sembrare strano, non avere figli può anche essere una salvezza.

qui Pioggia Dorata (all’interno un racconto su una manager felice di non essere madre)

qui, Conversazioni Sentimentali in Metropolitana