la lingua batte e basta

io lo capii da sola che l’atteggiamento ancillare dello stare un passo dietro di lui era mortale: quando trovai il mio conto svuotato, il mio attico impegnato, la sua segretaria nel mio letto. ma la responsabilità era del Sud, della chiesa, dei nostri discorsi di bambine, delle chiacchiere tra le amiche di mamma al mare sui buoni e sui cattivi matrimoni, dell’idea della sistemazione, del sogno del cazzo di Principe Azzurro che poi si rivela un fragile megalomane che mena. non è il caso di cui parlate tutti, ma l’effetto di anni e di secoli di storia fatta e scritta dagli uomini. e non sarà il linguaggio che potrà cambiare lo stato delle cose, ma la reale parità di opportunità. per esempio una donna che scrive di sesso, soprattutto se bella, elegante e fascinosa, è una scrittrice di genere, un uomo è certamente un autore coraggioso. una donna che scrive di sesso sarà bollata a vita come una scrittrice erotica. e chi non ha letto i miei racconti, giudicandoli, sono per lo più uomini, ma anche donne dal linguaggio evoluto. il maschilismo è anche tra chi invoca le dimissioni del machista.

e poi, però, se vai in giro con l’ascella folta ti insultano. se ti lasci i capelli bianchi ti parlano dietro:  dai, guarda come la invecchiano.

 

qui il mio sito web

tra pochi gironi in libreria “Io e il Minotauro”, il mio quarto romanzo

accarezzatrici

un amico di GL, Giustizia e Libertà, gruppo extraparlamentare, mi scrive stanotte ponendomi un quesito su disabilità e sesso. adoro questa promozione da scrittrice erotica a sessuologa, anche il ruolo di esperta, pur prendendo ancora sòle colossali in ambito editoriale, mi piace assai, ma credo che qui in Italia siamo ancora indietro sulla comprensione della disabilità, e se facciamo tanto per non ferire nessuno dal punto di vista formale, facciamo pochissimo per renderlo felice dal punto di vista sostanziale.

i quesiti che l’amico mi pone sono diversi e interessanti. il primo riguarda la masturbazione. e se questa, nel caso in cui un individuo abbia la possibilità di praticare l’autoerotismo da solo, possa bastare sia all’uomo che alla donna.
a naso direi proprio di sì.  a parte che ci hanno svelato da poco che il punto “G” è una bufala, ci sono donne sposate che fanno tranquillamente a meno del marito e dell’amante per soddisfare il proprio desiderio, e che anzi aspettano con ansia che l’uomo esca di casa per fare da sé.
ma viviamo in un Paese ancora oppresso dal senso di colpa papale, diversamente, i sex toy si venderebbero anche dal cinese sotto casa, e non penseremmo a masturbazione e autoerotismo come un ripiego un po’ triste, o la seconda scelta al sesso di coppia, ma come fonte principale e gioiosa della nostra soddisfazione sessuale.
quindi direi che sarebbe efficace una guida. qualcuno che insegni al disabile come recuperare la propria sexability.

nei Paesi civili, (pur così poco compassionevoli e fraterni verso i migranti, è bene ricordarlo sempre), ci sono esperte ed esperti di settore. in Olanda, Svizzera, Germania e Inghilterra i numeri di telefono delle strutture di questo tipo sono alla portata di chiunque e hanno convenzioni sanitarie. ci sono “accarezzatrici”, “maestri del piacere”, “assistenti sessuali”, fisiatri e sessuologi a disposizione di famiglie e disabili per assisterli e guidarli al piacere attraverso pratiche alternative.
perché tutti abbiamo desideri e nessuno va penalizzato.
in Italia c’è un disegno di legge a firma PD (qualcosa di buono ogni tanto si fa), ma è ancora disegno e quindi non so che futuro avranno da questo delicato punto di vista i 2,6 milioni di disabili (dati La repubblica).

esistono in Italia preziose iniziative pubbliche, a Imola (la segnalazione arriva da un mio lettore) c’è un grande centro per le lesioni spinali, il Montecatone Rehabilitation dove specialisti seguono le persone con gravi traumi spinali guidandoli anche verso il recupero della sessualità (quella che possono, a seconda del livello di lesione ovviamente). esistono delle Onlus private ma convenzionate come Luce sul Mare e iniziative interessanti come Lover Giver, ma da qui a far sì che la figura dell’Assistete sessuale, che non è un sex worker, sia accettata in un contesto così fortemente moralista e falsamente “inclusivo” mi pare una utopia.

grazie quindi all’amico di Giustizia e Libertà per aver sollevato il problema,  e… diamoci una mano.

revenge porn

questo maledetto 2.0 permette che tale @Lords**** possa chiamare me, una sconosciuta, “cretinetta”, soltanto perché ho rituittato il suo giudizio moralista sulla ragazza : “condividi con 5 tipi cose intime e poi è colpa dei commenti del tutto leciti, chi è causa del su mal pianga se stesso” .  il web era utile quando era frequentato da una elite, quando forniva notizie affidabili prima dell’ANSA. perché è cool se appartiene a pochi, anche la letteratura, alla fine, e pazienza per i guadagni.

si chiama revenge porn, invece, la pratica degli omminicchi di mettere on line video intimi delle ex a mo’ di scherno e di vendetta (http://napoli.fanpage.it/la-storia-di-tiziana-cantone-e-di-stai-facendo-un-video-bravo/. negli anni ’80  non era diverso, bastava si facesse sesso con uno del gruppo che tutti pretendevano lo stesso, e guai a negarlo, pena essere chiamata puttana a vita, cosa che per altro facevano comunque, bastava fossi carina o disinibita e finivi nei giri di stupro collettivo. e in provincia è un attimo. sempre a Bari, molti anni fa, alcune mie amiche furono riprese mentre facevano sesso e poi costrette a prostituirsi dagli stessi coetanei, ragazze di ottima famiglia, come recitavano i giornali allora, e oggi a proposito di Tiziana.

l’effetto Streisand, invece, è il polverone creato dall’avvocato della ragazza quando ha ottenuto la rimozione dei video dal web in un momento in cui erano richiestissimi (perché ai gretti piace guardare dal buco della serratura), creando così una sorta di moltiplicazione involontaria del materiale. e se l’avvocato ha fatto comunque il possibile per aiutarla, i giudici in rete si moltiplicano anche oggi di ora in ora, come le pagine FB di condanna e scherno della ragazza ormai suicida. sparare sulla crocerossa. accanirsi sulla vittima ormai a terra.

filmini ne girano a milioni. ho un amico che filma ogni flirt a insaputa del flirt, e potrebbe un giorno impazzire e decidere di metterli in rete, o di ricattarle. ogni imbecille con un dispositivo i mano può in definitiva rovinarci la vita. ma ciò che mi risulta sempre meno comprensibile, è questo popolo del web scanzonato solo di facciata, che dice di leggere de Sade ma non sa neppure chi fosse, e solo perché fa figo, che posta di continuo tette e culi, propri o altrui millantando un’apparente libertà di costumi che nasconde una grettezza e un moralismo che puzzano di sagrestia di un paese dell’Aspromonte negli anni cinquanta. e poi la condanna verso la vittima. come se certa gentaglia riuscisse a innalzarsi non grazie alla propria forza, ma alla sconfitta degli altri.

Tiziana ha provato  a protestare, altre si sono suicidate prima, dopo essersi difese non soltanto dalla violenza fisica, ma anche dalla potente arma del ricatto e dell’umiliazione che, ora come allora, sembra colpire soltanto noi donne.

gli orchi leggono romanzi rosa

ieri la solita Casa Editrice capeggiata dalla solita Signora che non avendo di meglio da fare si è messa a fare impresa, ha rifiutato il mio “Pioggia dorata”.
nemmeno so perché ho inviato il manoscritto, mi son fidata del loro manifesto. ma bastava leggere le trame dei loro romanzetti per non farlo: arricchiti di appena qualche sfumatura di femminile, decisamente casalinga e sicuramente poco hot.
se per hot intendiamo saliva e profumo di culo.
la leggerezza d’altra parte appartiene a questo popolo come l’ipocrisia.
e da una socia della più grande e pagatissima Agenzia letteraria italiana, con arcigna faccia da editor a caccia di anacoluti, non potevo aspettarmi che un algido: non rientra nelle logiche della nostra Casa Editrice.
soltanto una donna poteva sdoganarmi con tanta freddezza.
ma una serie di racconti che parlano del superamento di nodi emozionali grazie alla pratica del pissing non funzionano per cattolicissima editoria italiana.
il problema non sono i miei racconti, che sicuramente hanno bisogno anche di un editing serio, ma la superficialità di cui è ormai intrisa la nostra editoria. il perbenismo che consente la sodomia soltanto come finale nel buio.
Master che diventano scoloriti impiegati Vanilla e submissive incontenibili casalinghe e mamme appagate.

perché mentre l’organizzazione Ecpat ha fatto uno studio sul turismo sessuale qui http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/turismo_sessuale_italiani_al_primo_posto_padri_di_famiglia_a_caccia_di_bambini/notizie/288530.shtml e pare siano proprio i cattolicissimi italiani al primo posto, proprio loro, quelli che picchiano le maestre se son troppo severe con i propri figli, gli orchi si stanno preparando per i mondiali in Brasile.
mentre l’italiano medio sbaciucchia la propria signora e pensa alle bambine di cui potrà abusare nel “terzo mondo” la nostra editoria pubblica trame piene di luoghi comuni e di sfumature di nulla.
leggere, poco plausibili, ottimiste, nauseanti, tutte uguali.

i capezzoli delle donne di McEwan sono pelosi.
per dichiararle tutto il suo amore Sabbath piscia litri di alcol sulla tomba di Drenka e il suo sport preferito è rubare mutandine alle ragazzine per farcisi una sega e sborraci dentro.
ma mi sa che “sborrare” già non è più corretto.

contiamo meno di niente. noi donne.

già viviamo in una società dove dire o scrivere “noi donne” fa innervosire alcune che tutto vorrebbero fuorché “immischiarsi” con le colleghe femmine, almeno così urlano a gran voce su #twitter dal profilo da amazzone e con la bocca a culo di gallina, dimentiche del DNA comune, della storia, della resistenza delle bisnonne, di un inconscio collettivo fatto di baci, guerre, botte, dolcetti casalinghi e borsa nera, ma bloccare e censurare qualsiasi pratica sessuale non preveda il ruolo dominante del maschio mi pare eccessivo.

ieri FB ha censurato un articolo, questo, http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/culturalmente-culo-nuova-fica-dopo-chiappe-kim-93782.htm?ref=nf, non farò come i giornalisti che hanno poco da dire e non riassumerò il contenuto del pezzo. ho poco spazio.
dico però, o meglio deduco, che qualche fan della posizione del missionario si è subito dato da fare: ma come?, Cameron vieta perfino il “face sitting” o lo spanking e io devo sorbirmi l’immagine di una bella figa che per di più non sembra una pornostar ma anzi pare la ragazza della porta accanto che si fa leccare il culo da un bel maschio? un maschio che sta in ginocchio?
ma siamo matti?
lei in posizione dominante?
lei che decide dove farsi sollazzare e che gli guida la testa con la mano spingendola tra le sue mezze lune profumate d’impudicizia?
invece, l’isola dei famosi è un talent da fare vedere ai bimbi.
ma anche le decine di cani martoriati, per non parlare delle teste mozzate dai terroristi dell’Isis quelle sono immagini edificanti da mostrare su FB.
vero?

su FB è utile e consigliato sorbirsi l’imbecillità altrui ma dire che “il culo è la nuova fica”, sicuramente fa trasalire i cattolici di mezza penisola che “non lo fo per amor mio ma per far piacere a dio”.
e spero capirete che non saranno mai i romanzetti rosa sul sadomaso a ridarci la libertà, quelli la tolgono a me, che ho “sei storie amare” in attesa di una pubblicazione impossibile, a tutti coloro che il sesso lo scrivono sulla pelle, non sul raso rosa della censura.
non passerà mai la mia bella manager che infila carote nelle buie cavità dei suoi bei maschietti ventenni. espressamente da me immaginati forti, virili, puzzolenti di birra, comunisti e gentili e dolcissimi e malleabili e capaci di piangere.
non bastano tutte le donne uccise per capire che il maschio va tolto dal suo vecchio ruolo dominante. che gli va ridato il piacere lento della saliva, del bacio e della carezza e non quello violento e urlato della prestazione da pornodivo.
la censura passerà la giuliva top model alle prese con una gara di cucina messa in ginocchio dallo Chef.
perché così ci vuole il mercato, senza sorprese, con un’espressione disumana e un po’ cretina sulla faccia.

(p.s. alla truppa di ragazzi in costume che ieri, causa l’articolo in questione mi hanno domandato l’amicizia: sono sposata e fedele, il fatto che scriva sempre ciò che penso non vuol dire che faccia sempre ciò che voglio).