cronaca nera

è vero, al mondo accadono atrocità fuori dal comune. preti pedofili, guerre, donne ammazzate, animali torturati, le vittorie elettorali di Salvini e Meloni. ma la nostra sofferenza non è forse da imputare a chi ci riferisce certe notizie aberranti?, alle immagini che pur non cercando ci troviamo davanti agli occhi ogni giorno?, ai fatti che pur non volendo sapere siamo costretti a leggere? non siamo peggiorati. certo viviamo un periodo oscuro, del tutto privo di gentilezza e umanità. ma penso che ogni epoca abbia avuto la sua buona parte di bestialità.

i roghi della Santa inquisizione, tanto per cominciare e non andare troppo indietro. pensiamo a Londra durante la rivoluzione industriale, alle abitazioni fatiscenti degli operai dove si dormiva stipati in 10 e dove si consumavano i peggiori atti contro natura. uccisioni per strada, nei vicoli.  ci siamo dimenticati i moti del nostro dopoguerra al sud, la barbara uccisione delle sorelle Porro a Andria? le ragazze madri  gravide di fratelli maggiori e padri?, ma anche negli anni ’50 a Roma con la popolazione che viveva nelle baracche vendute ai meridionali per centomila lire; alla violenza nelle periferie come nelle case borghesi, dove l’educazione femminile prevedeva fustigazioni, cure del sonno ed elettroshock.

non siamo peggiorati. siamo soltanto più informati sulla nostra disumanità.

qui Pioggia Dorata

qui il mio ultimo romanzo Castelvecchi

io sono bella

è il titolo del nuovo album (assi interessante) di Emma Marrone, che parla di autostima, del volersi bene anche se non siamo come i social ci vogliono, e come ci vorrebbe il pubblico e il fidanzato e il padre e che palle siete tutti quanti.

ma ammettendo pure che un giorno si riuscirà a venir fuori dalla dipendenza dalle app di ringiovanimento e dalle punturine vitaminizzanti, mi domando come mai nel 2019, a pochi passi dall’ecatombe dell’umanità (o della sua dissipazione, come vorrebbe, e giustamente, Guido Morselli), a pochi mesi dell’epifania climatica, mi domando come mai ci sia ancora qualche imbecille che ci misura il giro vita e donne che lo prendono sul serio. 

una Ministra scelta per competenze e serietà è raggiunta dagli insulti sessisti di Daniele Capezzone, personaggio comparsa della politica italiana, chiamiamolo piuttosto un disturbo, cresciuto in seno ai radicali e passato a stipendio dal Cavaliere come spin doctor. e questo dovrebbe scalfirla? abbatterla?

be’, forse sì, se continuiamo a dare importanza a certe merde galattiche. perché talvolta penso che la pezza dei social sia peggio del buco, che la classe sta nel sorvolare, che in definitiva dell’età della moglie di Macron non mi sarei neppure accorta non me avessero fatto notare i social, i giornali, Feltri.

ecco. purtroppo per certe nullità uno shitstom è manna dal cielo.

in attesa di gennaio e del mio nuovo romanzo sulla manipolazione relazionale, trovate qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi) e qui Pioggia Dorata

mangiappidini

c’è un bot, anzi c’era, perché l’ho bannato all’ennesima offesa personale, che si chiama mangiapiddini.

è maschio, ma poco importa perché un idiota è bisex.  lui voleva fare l’astronauta ma poi ha ripiegato su ingegneria, mi risponde piccato quando twitto che la disonestà intellettuale di Di battista sta, ma è solo un esempio, nell’aver accettato lavori e incarichi per i quali non ha studiato né fatto concorsi, né gavetta, ossia  quello di blogger inviato dagli USA che scrive letterine coi piedi per Il Fatto e poi quello Direttore editoriale della saggistica Fazi, ottenuto grazie all’amicizia con il figlio di Fazi, così come testimoniato dal direttore della C.E. in una intervista, quasi a giustificare questa assunzione: una casa editrice vuole gente di esperienza, che conosca scadenze e tecnicismi, che abbia almeno una laurea. o sbaglio?

peccato io ritenga intellettualmente onesto chi fa quello che dice, chi è coerente con la propria ideologia: quella che vede la sinistra come nepotista, radical chic e raccomandata in contrapposizione con i pentastallati puri e onesti, messi al potere (Camera e Senato) non da un pugno di voti di amici e parenti ma da dio in persona.

ecco dunque gli insulti, i puerili attacchi al nulla. e mi ha dato della pezzente, l’elettore del reddito di cittadinanza e dell’uno vale uno, mi ha dato della frustrata, lui che ha appoggiato 4 incompetenti che dovevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno e che invece sono solo attaccati alle poltrone con la colla, mi ha dato della disonesta e della bugiarda quando gli ho detto che, onestà intellettuale, ossia la dote che lui ha attribuito al Di Battista politico, significa lasciare ad altri un posto che non ci compete. non approfittare della posizione di potere per metter via il lavoro per il futuro

non ditemi che veramente ci siamo ridotti così, a pensare che il lavoro non si debba rifiutare mai, che facendolo faremmo un favore agli altri e che si accetta tutto. se è questo che pensa l’elettore grillino, il rivoltoso dei miei stivali, significa che siamo alla bulimia dell’inarrivabile, al paradosso del proletario al potere, all’invidia della borghesia, al conato di vomito dell’antintellettuale, del cane che morde la mano al padrone. 

personalmente ritengo che a ognuno vada il lavoro che gli compete e che conosce, per il quale ha studiato più di altri. e questo mi rende fragile e inattuale.  fuori tempo. fuori moda. ma è abominevole, al di là dei bisogno del Paese di non avere l’aumento dell’IVA e la destra in Parlamento, che il Grillo spinga un Governo e un partito come il PD, esclusivamente per restare al potere.

qui Pioggia Dorata

qui il mio ultimo romanzo Castelvecchi

a gennaio il nuovo romanzo per GiaZira Scritture

la giuria degli esperti

ogni concorso letterario, agenzia, casa editrice, ha uno speciale team di esperti di cui non ci è dato conoscere nomi né competenze.

e dopo aver debuttato nel teatro professionale a 14 anni, superato le selezioni per la Silvio d’Amico, vinto premi, scopato capi partito, sostato sulle ginocchia di Chet ubriaco, sposato un megalomane, perso in sei mesi 2 appartamenti terrazzati al centro storico di Roma, io dovrei affidare le mie sudate carte allo stagista di turno, che parla solo per anglicismi ed è appena uscito dalla Holden se tutto andrà bene; se tutto andrà male mi troverò a dibattere con un diplomato della Pincocazzo scuola di editoria, se andrà malissimo, dovrò confrontarmi con la bella di turno, appena ventottenne, all’attivo un paio di Romance commerciali di cui è impossibile ricordare i titoli per quanto banali.

precisando che trovo umiliante pagare per una consulenza (non per il lavoro di editing) avendo recensioni entusiaste ma soprattutto un buon riscontro di pubblico, credo sia più proficuo avvalersi di un consulente editoriale che di un’agenzia. poter leggere l’opera omnia dell’espertazzo mi aiuterà a capire se fa per me ma, soprattutto, se sa scrivere.

nessuno è onnipotente, molti sono raccomandati.

che il business dell’editoria sia l’editoria stessa, lo dirò ogni giorno. ogni minuto uno scrittore si suicida, ogni giorno nasce una nuova scuola. 

Pioggia Dorata lo trovate qui

qui Conversazioni sentimentali i metropolitana

 

finitela di dare del “genio” a chiunque

è un genio assoluto!, scrive una signora sotto la pubblicità di un libro di autore a me sconosciuto: eppure leggo tanto. e vi vedo entusiasti, troppo, verso qualunque cagata esca in libreria. un po’ come quando l’amica, diciamo non bellissima, pubblica la foto e tutti accorrete a darle della gran figa.

per genio, dal latino genius, sostantivo derivato dal verbo geno, quindi “forza naturale produttrice”, si intende quella speciale attitudine naturale atta a produrre opere di importante rilevanza artistica, scientifica, etica o sociale, scrive il wikidizionario.

per me, dunque, geni sono Einstein, Alfred Hitchock, Alexander Fleming, anche Ian Fleming, perché il suo 007 era veramente innovativo, pieno di suspance. genio era Mozart, al primo posto anche nel paradiso dei geni. Giacomo Leopardi, che ha allargato l’infinito panorama del nostro sentire. Edgar Allan Poe. Pina Baush. Kafka, che ci ha regalato un termine preciso per indicare situazioni del tutto assurde. e come non dire “genio” a Leonardo, o a Gesù. genio è stato Orwell, ma anche Kubrick, chiunque abbia visto il futuro al di là della fitta e chiassosa cortina del presente. geniale anche Dame Barbara Mary Quant, l’inventrice della minigonna. Dario Argento. Mary Shelley. ma perché non includere Luisa Spagnoli con i Baci. Hedy Lamarr, di cui ho già parlato tanti post fa, attrice seducente con il pallino per le invenzioni, che durante la seconda guerra presentò alla Marina Militare USA il prototipo di uno strumento di comunicazione che ha fatto sì che arrivassimo alla telefonia mobile: invenzione che non le fu mai pagata e riconosciuta soltanto quando era prossima alla morte. come dimenticare King tra i tanti che non riesco a menzionare in questa breve pagina di diario?

vi prego, lasciamo almeno la genialità a chi la merita, giacché i superlativi li abbiamo dissipati già.

qui Pioggia Dorata
qui il mio romanzo Castelvecchi