Campo di Carne

scrissi  la storia di G. dopo aver visto la sua foto su Facebook, la pagina personale soprattutto orfana di messaggi di condoglianze; nessun cuore per G, nessun RIP o la terra ti si lieve. lessi poi un mucchio di banalità e di racconti zeppi di retorica su G.  i fatti nudi e crudi, tolta la disattenzione dell’umanità attorno, erano che a meno di 25 anni G. lasciava due figli, uno di 4 e uno di 2, perché ammazzata di botte dal cognato che la obbligava a prostituirsi facendo le veci del marito che stava in galera. una ribellione. un giorno in cui magari avrebbe preferito accompagnare il piccolo dal pediatra. chi sa.

Campo di Carne è arrivato grazie alla ricerca su Google Maps del luogo dell’omicidio, sulla Nettunense, e alla lettura di alcuni articoli di cronaca sulla prostituzione a Roma. il nome era  giusto. a partire dal 481 a.C. in quel pezzo di terra si era combattuto per la conquista dell’agro pontino, poi, dopo, ci atterrarono gli alleati. c’è anche una targa per i soldati uccisi. non per G.

mi pareva il cimitero più giusto per una giovane che dalla vita non aveva avuto altro se non la gioia di essere madre. e lo scriveva ovunque su FB. quella foto sorridente, assieme ai suoi cuccioli, non mi lasciava dormire, come i suoi occhi disperati. la realtà, la sua storia, è assai più crudele di come gliel’ho data io.

G. mi fece arrivare seconda al Premio Damiani Editore. la sua foto è ancora sul mio computer.

Damiani Editore ci ha regalato un ebook gratuito che raccoglie i racconti finalisti e i vincitori del Premio. il volume è a cura di Filippo La Porta. per scaricarlo seguite il link qui.  

Campo di Carne

Ve lo ripropongo oggi che è sabato e avete forse un filo in più di tempo per soffermarvi su Gloria, di cui ometto il cognome per le ragioni che conoscerete leggendo la sua storia. Un racconto nasce da un fatto che vogliamo raccontare, un avvenimento di cronaca, di storia, una pura invenzione,  ma anche dalla storia dei luoghi, dalla geografia, dalla toponomastica di una città. La donna di vent’anni, prostituta, la cui foto campeggia ancora sulla scrivania del mio computer, è stata uccisa ad agosto di quest’anno sulla nettunense. Un primo articolo indicava proprio Campo di Carne come luogo dell’abbandono del corpo, un nome evocativo, spaventoso. Campo di Carne, infatti, non è solo un campo vicino a un cavalcavia dove si prostituisco (e spesso vengono ammazzate) decine di giovani donne, ma è stato campo di battaglia per i romani durante la conquista dell’agro pontino e per gli alleati sbarcati ad Anzio durante la seconda guerra mondiale. Così mi sono domandata se ci fosse Dio, lì. E l’ho domandato a Gloria. 
Ecco perché sono così fiera di aver raggiunto questo traguardo perché conosciate la sua storia. Grazie ancora a Enrico Damiani Editore, per aver avuto l’occasione di diffondere questo racconto. https://www.enricodamianieditore.com/short-story-regolamento/racconti-premiati-edizione-2017/#secondo 

la motivazione della Giuria del premio: Campo di Carne di Elena Bibolotti, secondo classificato: “Una vita da incubo narrata come fosse il diario mentale di una prostituta. La scrittura asciutta e tagliente restituisce la drammaticità di un’esistenza disperata. Il racconto non cede a una retorica del dolore ma sceglie la via di una discesa agli inferi piena di affetto, angoscia e desiderio di salvezza, per descrivere“. un personaggio determinato, coraggioso, lucido e eppure schiacciato dalla violenza che la circonda.

Qui, Conversazioni Sentimentali in Metropolitana, Castelevecchi Editore, ottobre 2017