caccia alle streghe

 

pensavo ieri, e penso anche oggi, che non vedo per quale ragione una femminista occidentale che non fa censura al sadomasochismo imperante per moda, su giornali, romanzi, e perfino telefilm di CSI, debba poi salire in cattedra e tirar fuori tanto di carta dei Diritti dell’uomo, per darla in testa alle sorelle islamiche con il velo. forse perché il bdsm è glamour?, fa tendenza?, vende? ed io non mi stancherò mai di dire che sempre di sottomissione si tratta, anche nel caso della femmina occidentale col collare e il perizoma interdentale, e non scherziamo, perché la tanto pubblicizzata consensualità nasconde pieghe amarissime, chiedetelo a chi è stata veramente sottomessa.

sono stanca di leggere donne che puntano il dito su altre donne, e che se parlo di “autodeterminazione” mi guardano a bocca aperta. non siamo noi a dover decidere dove inizia o finisce l’autonomia delle altre, qualsiasi sia la loro religione o pratica sessuale. ma se vogliamo proprio che le nostre colleghe usufruiscano delle nostra  libertà, che non è la loro, prima ,domandiamoglielo, il resto è violenza, tanto quanto quella che supponiamo subiscano dalla legge islamica.

questa storia del burkini è talmente incostituzionale che in Francia sono tornati sui loro passi http://www.nytimes.com/2016/08/27/world/europe/france-burkini-ban.html?partner=rss&emc=rss&_r=1 e in un ristorante di Teheran, gli uomini hanno messo il velo per dimostrare solidarietà; in Italia, intanto, editorialisti di peso, per cui necessariamente maschi, decidono se sì o se no.

noi, invece, ci avviamo alla rottamazione totale grazie alla proposta di legge sul “congedo mestruale” http://newsitaliane.it/2016/congedo-mestruale-arriva-la-proposta-legge-tre-giorni-malattia-al-mese-retribuiti-le-donne-73800 che se da un lato avvantaggerà le sorelle a contratto indeterminato, taglierà quote rosa a tutte le altre. già immagino il Man industriale che sceglie la sua segretaria under 30, e le domanda notizie sul ciclo e la sua durata, congedandola, infine, con un buono omaggio per 15 pacchi di assorbenti.

 

 

#immigrazione, sogni e collari

correggo manoscritti da alcuni anni, roba che per dovere morale dovrei cancellare e riscrivere daccapo. ma non posso, perché mi pagano per rendere presentabile il prodotto al cliente senza snaturarlo,  per farne un oggetto che l’autore cercherà di vendere alla nonna, alla cugina, alle amiche, al negozio di cartoleria all’angolo. per questo talvolta sono acida, perché il 90% delle volte lavoro su brutta roba: ma diventare celebri, raggiungere l’obbiettivo di una pubblicazione con chicchessia, è ormai per molti un sogno che si fa schiavitù, come fare le vacanze all’estero senza dover taroccare foto, o rifarsi la bocca da un chirurgo che non  ce la distrugga, o spararsi botox in faccia, o arrivare a cinquant’anni e potersi permettere un toy boy, pazienza se non abbiamo mai letto neppure i Promessi Sposi o Parise, o la Fallaci, che citiamo pure.

siamo qui all day long a puntare il dito sugli immigrati, mentre quarantenni “belle dentro” scrivono romanzi erotici privi di verità; scrivono frasette contro la violenza domestica mentre sono avvinte dal desiderio di essere dominate da un maschio bellissimo, di avere accanto un figaccio rude che dica loro: prendine, che è la sola cosa che ti meriti, come non ci fosse che questo, la concezione cazzocentrica che ci vuole prone in attesa  benefico strumento che risolverà ogni nostro guaio, e che ci consolerà, nonostante non abbiamo sufficiente talento per un Talent Show e dobbiamo comprare cartelle e quaderni per i figli. però poi deploriamo il burkini. e chiediamo la parità, mentre la nostra vicina si fa riempire di botte dal marito disoccupato.

siamo schiavi di emozioni tarocche. schiavi dell’effetto che faranno sugli altri. di quanti like otterremo. postiamo foto delle  atlete che si aiutano tra loro, ma guai a spendere qualche parola con la signora del lettino accanto che son due ore che spara cazzate sugli immigrati e non sa quanto la nostra nazione sia sotto scacco, e ridicola, se il capo anti ‘ndrangheta si oppone alla legalizzazione della cannabis, se si propongono corsi d’inglese per immigrati, quando i nostri concorsi per i Conservatori richiedono ancora tutta la cazzo di documentazione su carta.