esercizi di stupro

il Reverendo un giorno mi raccontò di sua figlia, che non trovava marito perché non sapeva cucinare, e che lì da loro puoi divorziare senza pagare uno yen di alimenti se la tua signora è sovrappeso o non corrisponde ai canoni di bellezza stabiliti.

sempre in Giappone, noto paese di tradizione maschilista e patria del sesso estremo, le donne che fanno carriera sono chiamate “mogli diavole” appellativo che ne induce tante, pena la ghettizzazione sociale e familiare, a rinunciare alla scalata manageriale per restare a casa con i figli.

e se in Italia c’è un basso tasso di nascite, la vendita di pannoloni per anziani in Giappone è maggiore di quella per neonati. il 70% dei celibi e delle nubili, dai 18 ai 35 anni, non ha rapporti sessuali neppure occasionali. le coppie sposate si concedono raramente al sesso, ma meno di una volta la settimana. il paese de L’Impero dei sensi e Tokyo decadence, preferisce lasciarsi irretire dalla bambole, adolescenti stile Manga sempre disponibili e acquistabili presso anonimi distributori automatici nel quartiere di Akihabara. donne surrogato che offrono dedizione, discrezione, e una gamma straordinaria di espressioni.

e mentre i giapponesi si esercitano sulle bambole, la True Companion crea le sex robot frigide, come la mora Wild Wendy dal carattere riservato e timido, che si nega così bene da indurre l’uomo a stuprarla. e sebbene qualcuno abbia sollevato il dubbio che la bambola possa istigare alla violenza di genere, (e a me pare si sia sulla buona strada) la produzione, vista probabilmente la grande richiesta, non si ferma. perché è importante che dica “no”, che resista, perché la voglia torni.

sexyrobot

qui in Italia, invece, come sempre ci si porta avanti da soli, e i maschi nostrani, tra un selfie e l’altro e unappuntamento dall’estetista per l’epilazione completa, si esercitano allo stupro di gruppo  su ragazze vere e non consenzienti.

la bambina di Melito non merita sdegno?

tra i suoi stupratori c’è il figlio di un esponente di spicco della locale ‘ndragheta, poi c’è il figlio di un maresciallo dell’esercito, il terzo è fratello di un poliziotto, il quale, intercettato, gli avrebbe pure suggerito di starsene zitto. i particolari agghiaccianti sono tutti qui, per chi ancora non fosse al corrente dell’orribile vicenda http://www.lastampa.it/2016/09/11/italia/cronache/se-l-andata-a-cercare-il-paese-volta-le-spalle-alla-ragazzina-violentata-zzOxJ18IlHQP1vHsG4HDOO/pagina.html .

rettifica: gli stupratori sarebbero nove, qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/12/melito-di-porto-salvo-ragazzina-di-13-anni-violentata-dal-branco-la-madre-sapeva-tutto-ma-ha-taciuto/3028375/un articolo de Il Fatto con le ultime notizie sul branco. lascio il mio pezzo invariato.

gli stupratori quindi l’hanno prelevata da scuola per tre ani di seguito per condurla in un paio di luoghi in campagna, dove, a turno, se la facevano. vi turba, vero? no, dico il termine “farsela”, vi turba?, perché ho la sensazione che così parlassero, i tre, quando Davide, quello che piccola pensava ingenuamente fosse il suo fidanzato, forse per dargli un po’ di umanità e non morire di vergogna, la costringeva in terra sulla copertina rosa  e l’aiutava ad abbassarsi i pantaloni, di nuovo, perché l’amico suo potesse fare lo stesso su di lei, la stessa cosa che avevano appena fatto gli altri due. tredici anni e tre anni di violenze continuate. ci pensate? o eravate troppo impegnati a guardare la domenica calcistica, a perseguitare la Raggi e a scrivere frasi ficcanti per la commemorazione dell’11 settembre?

a me turba che nel 2016 in Italia ci si ribelli a comando, quando si rischia un retweet per una frase giusta sull’hashtag #noviolenzasulledonne, o per sciovinismo, per una vignetta che un giornale satirico ormai in decadenza ha pubblicato per far parlare di sé; ci si sdegna per il #burchini che fa tanto gente che ragiona, ma non per una ragazzina VIVA E VEGETA ormai segnata a vita dalla disumanità, e inoltre accusata dalla gente, e dal prete, e dalla maggioranza delle donne di Melito di essere una ragazza “movimentata” e di essersela cercata. a me disturba che si sia insinuato fosse una che si divertiva a pagamento, e che della manifestazione in sua difesa ci fossero solo 400 persone su 14.000 residenti.

e mi disturba che la bambina di Melito, un metro e cinquanta per quaranta chili, trattenuta per i polsi e penetrata per tre anni da tre adulti, e schiaffeggiata e picchiata e soffocata, non stata difesa dal democratico popolo del web, al quale io, che siedo da anni dalla parte sbagliata perché Brecht  un po’ l’ho letto, non ho mai creduto. bravi, ma oggi, quando twitterete #primogiornodiscuola ricordatevi che, per alcune di noi, che hanno aguzzini ad aspettarle e non genitori, la scuola può essere un incubo.