Bot da orb

avete presente i bot? sono risponditori automatici che usano frasi in precedenza concepite e scritte dagli amministratori dell’account ufficiale per cui essi lavorano, per rispondere alle domande più o meno abituali di clienti, fan, estimatori. retwittano, mettono like, nulla di più. in seguito alcuni bot divennero umani. giovani, per lo più stagisti, assunti dallo staff di comunicazione di grandi aziende,  da twitstar troppo impegnate per gestirsi da sole l’account. quindi, i bot, menti pensanti ma senza identità, che si fanno scudo del marchio aziendale, hanno iniziato a rispondere a tono. l’episodio dell’impiegato INPS è il più esemplare: lavori nel pubblico impiego e fai ironia e battute social sui cittadini.

i bot editoriali sono i più permalosi. provate a scrivere sotto uno dei 3 milioni di annunci di concorsi letterari a pagamento la semplice frase: e figurati se non c’erano le spese di segreteria; oppure, ma che si paga?; ma anche: scusa si possono avere i nomi degli esimi giurati? prova soltanto a mettere in dubbio la buonafede di uno di questi nuovi stampatori democratici, editori, scrittori, editor, correttori di bozze senza mai un nome o un curriculum, che ti promettono vendite stellari dal loro sito.

tempo 10 secondi e riceverai minacce, battute sarcastiche. con una tizia chattai per 2 ore finché le feci comprendere quanto fossero dannosi, loro, intendo, i venditori di sogni. nessun bot ti dirà che bene che vada venderai 100 copie del tuo romanzo agli amici; nessun bot ti dirà che non sai scrivere.

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