noi over 40

dopo averci fatto il lavaggio del cervello sulla opportunità offerta dall’inseminazione artificiale e le immense gioie della maternità tardiva, senza però avvertirci del prolasso e altre storie, come ogni estate importanti Magazine e numerosi stati social, in barba al politically correct, dettano nuove regole sul bon ton femminile.

l’elenco, lunghissimo, ci vorrebbe non troppo suore e nemmeno troie.  non potremmo portare capelli lunghi, mettere rossetti troppo accesi, indossare shorts o minigonne nemmeno se in possesso di belle gambe, tatuarci, correre, bere, perché l’alcol sta meglio addosso a un uomo, anche se poi torna a casa e ammazza di botte moglie e figli. severamente proibito indossare gioielli in spiaggia così come essere troppo abbronzate, mai abiti senza maniche e bikini, proibito lanciarsi in balli di gruppo; banditi gli atteggiamenti da ragazzine (forse ridere, cazzeggiare, innamorarci), perché poi il marito trova la scusa per lasciarci e mettersi con la giovane straniera, come dichiarato qualche giorno fa da un mio contatto machista, e allora non potremo neppure lamentarci perché certe cose vanno messe in conto e aggiunte all’infinita lista del “ve la siete voluta voi“, compreso il fatto che, come dichiarato stamane su Il Fatto da Massimo Fini, è la nostra aggressività a farvi froci.

se decidessimo d’indossare il buqua, giusto per non infastidire i criticoni, avremmo la sollevazione delle femministe.

per gli uomini, invece, una sola raccomandazione: fatevi pure vedere sul corso con la ventenne, ma mai e poi mai con il colletto della polo alzato.