c’è Master e master

cosa significa, intanto, essere Master?, sicuramente oggi è soltanto un nickname sputtanato sui social,  ma anticamente, quando le 50 sfumature non avevano svelato alla Massa che tutto appiattisce i segreti dell’antica arte di procurar piacere attraverso il dolore, e la famosa Ufficio Stampa inglese non ci aveva ancora rovinato la piazza svelando il segreto del sadomaso a chi fa solo business, prima, insomma, si trattava di vecchio gioco per far trarre  godimento a un adulto dalla tortura di un altro adulto consenziente.

e pensare che c’era un tempo in cui, affermare di godere nel prenderle faceva inorridire i più, non soltanto chi pretende di applicare la propria morale ai grandi artisti del passato. e a me già chi si dice artista, pazzo, creativo, master o slave (normalmente quella che le prende e sta in coppia con il master), fa l’impressione che tutto sia fuorché ciò che va pubblicizzando. e poi sono nata e cresciuta tra persone che prima di dirle, le cose, le facevano; i Master che ho conosciuto, tre, non ce l’avevano scritto da nessuna parte che erano Master. non erano strafichi maniaci dell’ordine come certi film di Hollywood li rappresentano, non indossavano tute in latex. erano uomini sensibili e un po’ border line. sicuramente narcisisti.

il primo era l’Amministratore Delegato di una  S.p.A. che a vederlo non l’avrei detto mai. non che fosse un Master, ma che fosse un milionario, perché tante volte il vero ricco ha le pezze al culo e il vero Master lo sguardo mansueto. l’altro era un mercante d’arte che somigliava a Montgomery Clift e fumava il sigaro. mi accorsi che con lui avrei fatto la fine del sorcio per la seconda volta in vita mia e così fuggii, prima che potessero arrivargli dall’occidente le pillole di Viagra che avevo ordinato giorni prima. il terzo lo conobbi secoli fa e non mi parla più da quando ne feci il protagonista del mio romanzo di debutto, grazie a al cielo non l’ultimo: “Lei si voltò e lui la squadrò a lungo, tenendo la testa reclinata da un lato come per valutarne con precisione altezza, peso e carattere. E quello sguardo parve durare un’eternità. il rosso intenso delle sue scarpe da rapper, i jeans -troppo larghi, ahilei, per poter giudicare- e infine le sue mani, le dissero un’enormità di cose” (Justine 2.0 INK Edizioni http://www.inkedizioni.com/justine-2-0/)

tutto questo per dire che magari, coltivando le proprie passioni sessuali senza pubblicizzarle, si fa meno fatica a rendersi credibili.

(p.s. sono felicemente sposata e ormai votata alla santità. no DM, grazie)

 

gestione aziendale

ci siete cascati, lo so. da ex imprenditrice però qualcosa potrei anche scriverla sulla gestione aziendale, tipo che in un ufficio dove ci sono sei donne e un uomo, le sei donne non si coalizzeranno mai, anzi, si daranno addosso per primeggiare agli occhi del gallo.
ma ho trovato una frase esemplare, ieri sera, utile a spiegare ai non credenti quanto poco siamo attrezzate all’autonomia, quanto in tempi di sfumature non si riesca a limitare la pratica della sottomissione alla stanza da letto, e si fraintende, trasformando una pratica esclusivamente sessuale in masochismo, deviazione mentale e gattamortismo, patologia tutta femminile.

pesco in rete e m’ispiro, non mi va di fare polemiche e nomi, chi sa, chi si ritrova in questi post, s’interroghi. sempre ammesso che io abbia colto nel segno.
quindi, in tempi di “trivelle”, Ministre e giornalisti misogini, io per prima provo a pensare meglio e a digitare con cautela.
gli uomini amano le donne intelligenti ma non sanno gestirle. questo ho letto sulla mia TL ieri sera.

il guaio, ragazza mia, perché son sempre le donne a sorprendermi, è pensare che qualcuno debba gestirci e soprattutto che noi vogliamo questo. o peggio ancora che il “piacere” abbia come naturale conseguenza la sottomissione.
certo, sì, lo capisco. è un brivido bestiale illudersi di poter lasciare ogni responsabilità in mano a un uomo. ma io preferisco credere in qualcuno che anziché gestirmi renda la mia esistenza più semplice, magari prendendosi un po’ d’incombenze.
l’utilità di un uomo che sappia “tenermi testa”, o meglio che sia mio pari, la vedo soltanto in una collaborazione pacifica per la buona riuscita dell’esistenza.

trovarne uno che mi “gestisca” non m’interessa.
non sono un’azienda, non sono un patrimonio, non sono una situazione che richiede la gestione da parte di qualcun altro.
e qui sta l’equivoco, pensare che essere sbattute al muro durante un amplesso, che fa sempre piacere garantisco, magari mentre lui ci trattiene per i capelli prendendoci dalla nuca e ci sussurra cose dell’altro mondo, abbia come conseguenza l’essere trattate da schiave, da imbecilli, da povere cretine con sbalzi umorali.
e ciò che è ancora più pericoloso, se non folle, è affidare la gestione della nostra esistenza, o anche solo pensarlo, a un uomo. non bastassero gli imbecilli di mezza età che per una ventenne perdono il senno.

Erotic Plus

confesso che non sto sempre a interrogare Google su di me, non come fanno alcuni di mia conoscenza che godono a ogni pagina si aggiunga al proprio nome. e oggi ho avuto la bella sorpresa https://www.bookrepublic.it/books/authors/elena%20bibolotti/

Erotic+, edito da 80144 Edizioni, raccoglie nove racconti erotici di nove scrittrici, su sfondo sadomaso, scorrevoli, ASSAI piacevoli e ben scritti. il mio, “Mr Perfect” è uno dei nove, breve e al solito nato da un’esigenza altra. in questo caso intendevo parlare di abuso di potere in ambito lavorativo. il personaggio di Mr Perfect mi è stato ispirato da un famoso economista di cui non farò il nome nemmeno sotto tortura. a voi capire chi sia.

vi consiglio di leggere Erotic + in cabina e non sotto l’ombrellone, insomma ben lontani dalla folla, che so, sul materassino o in pedalò.
il perché lo capirete da voi.
80144 Edizioni http://www.80144edizioni.it/ è una casa editrice che stampa solo roba qualità e dà voce agli esordienti che ritiene talentuosi, e sono numerosi gli scrittori cui ha portato fortuna. per esperienza posso dirvi che non accettano “segnalazioni”, ed è perciò che meritano la vostra attenzione, come la mia che ho in libreria molti dei loro volumi.

Mr Grey

Erika Leonard, ossia E.L.James, non molla.
la cupidigia di certi non sorprende, non oggi, epoca durante quale è sicuramente sconsigliato scrivere verità scomode, come dell’abitudine di tanti a bere piscio altrui come fosse tè (decine di blog raccolgono migliaia di fan del genere), ma si continua a fare, del finto sadomaso, un best seller.

nonostante le comunità del bdsm si siano infuriate, qui soltanto un esempio http://www.lettera43.it/esclusive/davide-la-greca-vi-spiego-io-cosa-e-il-bdsm_43675152356.htm, l’editoria continua a spacciare per letteratura e sesso estremo questa robaccia e stavolta, a raccontare la storia d’amore del secolo, sarà “Christian Grey lo stalker”.

così noi, praticanti, ex praticanti, amanti e affini, dopo esserci sorbiti sui social e sui blog i deliri di decine di supposte slave, le stesse imbecilli che scrivono sui siti di annunci S/M: “Perfetta schiava cerca padrone per esperienza di sesso estremo soft“, dovremo assistere al delirio di pseudo sadici miagolanti amore, digitare cazzate e postare foto patinate di culi perfetti.

il Sistema non conosce che un modo per sconfiggere tutto ciò che è diverso e fa paura: renderlo banale e inoffensivo.
come la letteratura, che ha sempre fatto sentire la maggioranza, la massa, un po’ troppo in basso, per cui infelice, così infelice da costringere il potere costituito a rendere la scrittura più povera, anziché fare il contrario, e insegnare alla massa a leggere.

la James, oltre ad avere scritto una marea di falsità (o meglio cazzate), leggete qui http://www.80144edizioni.it/i-love-bdsm.html (e scusate la pubblicità, anche loro sono miei editori) ha abbassato di livello una pratica nobile e antichissima (parliamo di taosimo), rendendola inoffensiva e alla portata di tutti.
ho scritto tante volte che cosa sia stato per me il sesso e la letteratura erotica. ho scritto anche un romanzo sull’argomento http://www.inkedizioni.com/justine-2-0/, ma si sa, la limpidezza della verità non fa parte di questo mondo.
tutto ciò che è complicato, e non vuole essere spiegato, mal si coniuga con il commercio.