correzioni

 

ma sì, dai, ma siamo un po’ tutti come il cardinal Bassetti, che tuona contro i politici di c(o)sa nostra perché non facciano promesse che non possono mantenere, e da quando ha preso i voti, forse da prima ancora, ci propone un’idea cardinalesca di al di là, con tanto di angeli e prati tra le nuvole, di morti che risorgono e di peccati che si emendano solo a  dirli nel buio del confessionale. e questo nulla ha a che vedere con la fede, né con l’idea di verità e coerenza che vorrebbe la Chiesa, cattolica e apostolica, non soltanto tuonare dalla TV, ma spogliarsi finalmente di qualche proprietà nel centro di Roma per lasciarla ad associazioni laiche, che magari ci ospitino i migranti di cui sempre il Cardinale parla, giustamente bacchettandoci.

ma siamo tutti come lui, il nostro giusto e coerente cardinal Bassetti. sui social parliamo di rivoluzione e non abbiamo mai partecipato neppure a uno sciopero scolastico per protestare contro il riscaldamento fuori uso; ci affanniamo a litigare sull’hashtag #metoo (accapigliandoci e dandoci della “puttana”) e lecchiamo le suole delle scarpe al maschio di casa, pur sapendo che si è appena masturbato guardando in video la ventenne conosciuta on line, che sempre stupro è, verso di noi, ovviamente; postiamo le foto della Magnani fiera delle proprie rughe e correggiamo qualsiasi imperfezione del nostro viso con programmi di fotoritocco sempre più sofisticati; parliamo di alimenti biologici e vegani, scassiamo il cazzo a chiunque, e poi ci iniettiamo litri di botulino; ordiamo al mondo di leggere più libri e stiamo sempre attaccati alle serie TV e a FB; siamo animalisti ma vestiamo i nostri cani come bambole; siamo ecologisti e compriamo abeti senza radici.

parliamo di meritocrazia ma ci genuflettiamo davanti a chiunque possa darci una mano a svoltare la giornata o la vita.

qui il mio ultimo Romanzo edito da Castelvecchi.

 

essere come sei

rituitta frasi banali su semplicità e pienezza della vita, sul volere  e potere di cui, da quando ci sono i reality show, ha fatto una bandiera; manda avanti cuore e pancia ma non fa mai la carità, caccia a male parole il venditore di rose e insulta chiunque non parli la propria lingua; si dice generoso e quando può occupa il parcheggio al disabile; sostiene che il bello non debba essere mai artefatto, che “sticazzi il piuttosto che con valore disgiuntivo sei una supponente di merda se mi correggi“, ma poi umilia nei commenti la donna over ’50 con degli inutili “guarda che collo di merda”; vive nel mondo fatato di photoshop ma sta per sposare la sua vecchia fidanzata fuori taglia perché incinta.

il suo modello, quello su cui di tanto in tanto (quando non sta sui social o non è fatto di Ceres) si masturba,  è depilata fin nelle orecchie e tutta ossa, a parte le tette finte, strafiga, telegenica, che si tratti di una pornostar o di una giornalista non fa differenza: “lasciamole parlare che tanto a tutte piace il soffocotto“.
ma se l’hashtag chiama, Donna è anche #AnnaMagnani e le sue rughe (magari soltanto per un par d’ore), e i suoi film che “sticazzi se non ho visto fa lo stesso”, poi si torna a insultare, tutti fuorché sua madre. e prepariamoci all’8 marzo e al “perché lo sciopero”. 

 

qui Pioggia Dorata, trasgressivo, ironico, senza filtri.