i senza dubbio alcuno

sono quelli che sotto i post dei concorsi letterari, ben scritti, con tanto di link e PDF del Bando da scaricare, fanno domande del tipo: si possono inviare anche racconti; entro quando; quanto si paga.
sono quelli che non si sono mai posti come servitori del pubblico e dell’arte, ma come valenti innovatori e straordinari geni incompresi. cui senza dubbio alcuno andrebbe tolto computer, penna e taccuino; cui l’amico del cuore dovrebbe dire: smettila.
ma i senza dubbio alcun non sono Kafka. non lo hanno mai letto. i loro amici non sono Max Brod.

i senza dubbio alcuno sono persone che appestano l’aria, la consumano di parole inutili e banali, che riempiono le redazioni di manoscritti e chiamano le segreterie, e scassano i coglioni, e pagano fior di quattrini. che controllano libreria per libreria la posizione in scaffale del loro capolavoro. sono quelli che incontri ai Festival letterari (tanti, troppi, orrendi) e ti spiegano il loro metodo di scrittura senza che tu gliel’abbia domandato, mettendo in fila tutti i luoghi comuni ascoltati in giro per corsi e presentazioni: scrivere significa infilare le mani nel fango; scrivere è doloroso, scrivere significa crescere.

i senza dubbio alcuno si sentono Flaubert. anzi, rispetto a loro Flaubert è sopravvalutato. così scrivono sulle pagine FB di letteratura. masticano di scrittura con la stessa superficialità con cui parlano di politica.

si dice che di Andrea Pazienza ne siano nati altri, ma che con tutto questo chiasso non sono riusciti a farsi sentire.

questo è il mio libro da leggere con due mani benché erotico

qui il romanzo edito da Castelvecchi: Conversazioni sentimentali in metropolitana

Pazienza e pazienza

i viaggi organizzati sono un bestiario affascinante, un non luogo dove tra salite e discese dal bus si ha modo di leggere la vera anima di ciascuno, che è per lo più cafona e arrogante.

così le domando: «ciao che cosa fai nella vita?», lei è bellina e un po’ burina, non sa come si dice “carne” né  “latte” in inglese ma lavora come guida turistica, ha frequentato una scuola di fumetto e pensa che da grande farà la scrittrice.

allora le domando: «bello!, ma quali disegnatori ti piacciono? Pratt, Manara, ZeroCalcare?».

lei mi guarda e spalanca la bocca rifatta.

«Non li conosco».

«e Pazienza?», io, sorridendo, rassegnata al suo arrogante essere tutto e niente.

«pazienza», lei, facendo spallucce.

qui il mio ultimo romanzo Castelvecchi

qui i miei racconti erotici GiaZira Scritture