con molta cura

mi stanno sul culo gli addetti ai lavori che dileggiano pubblicamente autori esordienti, o chiunque ci provi (e per loro il mio splendido culo sarà sempre un posto sin troppo privilegiato).
digitando episodi a mio avviso anche inventati o ingigantiti, i Guru delle storie di successo pensano di essere divertenti e di farsi pubblicità.
bene, io non li pagherei per leggere un mio manoscritto nemmeno fossero gli unici editor sul mercato, sul pianeta. lo penso da quando lavoravo in Luiss come assistente al corso di Editoria e scrittura creativa e vedevo gli arrogantelli mettere su l’agenzia di servizi e un’aria spocchiosa da “addetti ai lavori” che li avrei presi a calci per tutto Corso Trieste.

comunque so che anche loro ci tengono a starmi alla larga. un anziano editor scrittore mai conosciuto di persona dice in giro che sono una rompicoglioni. chi cerca la perfezione è rompicoglioni per forza. un giorno chiamai una di queste agenzie di cui mi avevano detto peste e corna: che si fa pagare e non invia le schede editoriali, che non fa fattura. il tizio che conosco da anni mi rispose: fai in fretta che non ho tempo da perdere.

parafrasando un grande dell’editoria da poco scomparso, Severino Cesari, dico che ci vuole molta cura per chiunque. ci vuole impegno ad aiutare qualcuno a capire i propri limiti. si richiede delicatezza, tatto. la capacità maieutica di tirare fuori il meglio e scartare il peggio. ma per fortuna, contrariamente a quanto loro pensano, gli autori (pessimi o geniali che siano ma umani sempre), sanno con chi hanno a che fare.

(p.s. se ti riconosci in quanto scritto, sappi che la voce che sei un lestofante e un bandito è arrivata anche all’ultimo tra gli esordienti).

qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana

qui Pioggia Dorata

 

l’editoria del buffet

l’importante non è pubblicare ma vendere. ancora più importate sarebbe farsi leggere, ma tante volte quello è il problema minore. soprattutto adesso che tanti piccoli editori propongono, all’autore con cappello in mano e pronto a vendersi anche la madre pur di avere il proprio nome sulla copertina, contratti capestro che, oltre a scippare i diritti d’autore vita natural durante, prevedono l’obbligatorietà alla vendita di un certo numero di copie, anche fino a 500, che sono una enormità: e sei uno dei tanti, sciocchino, datti da fare e vendi ciò che scrivi. e lo fanno anche editori di nome, con le “collane salvadanio” fatte ad hoc per infilarci autori ingenui.

sono anni che l’editoria paga chi ha soldi e affama chi ha soltanto talento: devi pagare l’agenzia, devi pagare l’editor, devi pagare l’editore, devi pagare l’ufficio stampa, devi pagare il libraio. l’organizzazione degli eventi costa dagli 80 ai 200 euro senza buffet, se poi decidi che per convincere qualcuno a leggerti ciò non basta, allora affiancherai all’attrice il chitarrista e il cantante, la ballerina e il pittore. Anche il personaggio della TV è un ottimo accalappia lettori, ma perché no, un Ministro.

e il problema non sarebbe così grave non fosse che, pagando pagando, si rischia di vedere scrittori mediocri, ma con il soldo, occupare le prime file anche ai festival letterari minori, oltre che i giornali specializzati e i blog che domandano il pizzo per recensirti, che hanno sempre bisogno di sponsor, che si moltiplicano come le bollicine di una disidrosi estiva alle mani.

e pensare che io avevo problemi perfino a uscire dalla quinta per gli applausi.

qui Pioggia Dorata (GiaZira Scritture), il libro senza pudore (anche in ebook).

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana (Castelvecchi), una storia di sesso e ricatti.

 

 

Proibito ’50

quando pubblichi un romanzo guadagni niente e accumuli veleno, a meno di vendere tantissimo, essere tradotta, cedere i diritti per il film, avere vent’anni e come minimo un amante Senatore; o essere maschio, belloccio, cinquantenne, barbuto, prof di italiano e stimatissimo dalla addette ai lavori che si dicono femministe ma, tra uno scrittore e una scrittrice, di solito non hanno dubbi. e non ci sono più nemmeno le recensioni di una volta a darti soddisfazione: anche i grossi autori si rivolgono ai blog letterari e quindi i blogger recensiscono a passo di carica “i nomi” tralasciando gli autori di nicchia (seppure stimati amici).

per esperienza personale e per sentito dire da tanti colleghi, la cosa funziona per lo più così: cerchi come una disperata un editor agente, (magari lo hai letto anni prima, ti ha fatto cagare, ma devi fingere ti piaccia un casino come scrittore e leccargli il culo), lo paghi profumatamente e forse, dico FORSE, ti aiuterà a trovare un grosso editore, e ti convincerà a firmare un contratto di merda che prevede tu veda qualche quattrino a babbo morto. oppure cerchi un’Agenzia, la paghi profumatamente, forse ti faranno firmare anche loro un contratto di merda e pure con un piccolo editore. oppure frequenti la scuola famosa legata alla famosa casa editrice, ti faranno pubblicare un romanzo, UNO, ti sembrerà di toccare il cielo con un dito e poi ti butteranno al cesso. nella maggior parte dei casi, a meno delle condizioni di cui al primo paragrafo, dovrai pagare e fingere di essere felice. 

ma io lavoro per guadagnare. facevo l’attrice per guadagnare e guadagnavo.

mi stanno arrivando proposte inaspettate da piccoli e attenti editori disposti ADDIRITTURA a rimborsarmi gli spostamenti per le presentazioni (non tutto è merda, dunque). sto valutando le proposte per i romanzi già scritti, ma prima, giacché ho qualche lettore fidato, farò l’esperimento dell’autopubblicazione con storie “erotiche alla me”, non di genere, chiaramente.
stavolta vi porterò a Roma negli anni ’50. eliminate le zavorre: ex mariti, ex fidanzati, padri ingombranti, Master e Slave, sono libera di divertirmi, di studiare, entrare nelle vite di personaggi del tutto nuovi che non usino cellulari, computer, Youporn.

erotico sì. perché anche questo puritanesimo editoriale anti sborra puzza di America e sedia elettrica. e poi io non ho padroni, non ho figli, non ho nulla da perdere e adoro le sfide.

qui il mio ultimo romanzo Castelvecchi Editore