expo e guerriglia: il vostro qualunquismo ci seppellirà

non so come questo paese abbia sopportato tre manifestazioni così ravvicinate: 25 aprile, primo maggio e l’apertura dell’expo.
ancora oggi mi domando come mai sia ancora in piedi e se non sia meglio aspettare la fine per cantare vittoria.
perché io al mio paese un po’ ci tengo.
non mi unisco al coro idiota perché muoia sansone con tutti i flistei, sperando che così cambi qualcosa. vorrei costruire, oppure rivoltarmi sul serio.

stanotte ho sognato di emigrare in francia. svegliandomi mi son domandata cosa avrebbe la francia di diverso e, non trovando risposta, mi son rimessa a dormire.
le cazzate sparate sui social sono arrivate fin qui, al mio minuscolo e silenzioso studio sul lago, ripetitive e così inutili, tanto simili al “bla bla bla” dei politici che sembrano scritte da loro.
immagino voi combattenti e la comodità di far rivolta stando al PC, ridicoli nella vostra tenuta da dissidenti firmata Prada.

chissà se lo capirete mai che nessuno ha bisogno dei vostri sproloqui, e che la rivoluzione vera si fa uno accanto all’altro e non ognuno per sé.
ma l’individualismo è troppo difficile da combattere.
individualismo e materialismo assieme sono il demonio. individualismo, materialismo e ironia a tutti i costi sono imbecillità allo stato puro.
perché si dice twitstar, ma si scrive qualunquista.
esibire la propria celebrità tra i condomini è l’aspirazione dei più. quasi come dirsi intellettuali leggendo soltanto topolino.