Le conversazioni, la metro, eccetera

Ringrazio Stefano che ha letto questo libro con il cuore.

pensierosecondario

Capita di leggere libri di conoscenti social. Lo si fa per amicizia, appunto, ma anche per curiosità, per misurarsi un po’ più a fondo, per confrontarsi le sfaccettature. Sono letture, in genere, amichevoli.

Leggere Conversazioni sentimentali in metropolitana (Castelvecchi) di Elena Bibolotti è stato invece una specie di colpo al cuore prolungato. Tanto che, a fine lettura, mi è rimasto – come dire? – tra le dita uno stupore. Una domanda. Questa: com’è possibile che di questo libro, in questi giorni di prevaricazione di genere assurta a questione cruciale (finalmente), si sia parlato così poco? Di questo libro così potente, così asciutto e crudo? E scritto pure bene?

Mistero. O forse no. Solo il mistero buffo del “così vanno le cose, così devono andare”.

Perciò, ho sentito di doverla scrivere, una recensione. Per fare qualcosa, nel mio (molto) piccolo. Ecccola.

conversazionisentimentali

Carola è una circa quarantenne che indossa una scorza agile…

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lezioni di vita gratis

erano anni che su FB nessuno più mi veniva a dare lezioni di vita. questo perché mi guardo bene dal farlo io per prima e dal commentare sotto bacheche troppo frequentate, come quella dell’amico Fulvio Abbate. ma l’articolo pubblicato ieri sul Berlusca decrepito, cui nessuno consiglia di smettere di truccarsi, era troppo goloso (ah, lo trovate qui). e insomma, per difendere la povera Mara Carfagna, chiamata in causa amichevolmente sul pezzo de Linkiesta, mi son trovata con le mani sulla cattedra bacchettata davanti a tutti dall’esimio sconosciuto: “che, lei c’era quando se lo spupazzava?“. ho sempre difeso la Ministra e ho usato il termine “spupazzare”, non altro. che fossero culo e camicia si sa: era sempre a Palazzo Grazioli per cene ufficiali (o forse “cene ufficiali” devo scriverlo a caratteri cubitali?), e volendo mettere da parte Guzzanti e le presunte intercettazioni (ho scritto PRESUNTE EH), non ho digitato nulla di sessista: erano amici, punto, si sa, stesso partito. fine, cazzo.

quindi due. ben due maschi all’attacco in una sola giornata: nervi scoperti, evidentemente. stress da denuncia ritardata di molestie, signori poco dotati di ironia e di senso della misura: siamo su FB, non in seduta parlamentare, non in assemblea permanente sulla questione femminile. e un’ultima cosa, giusto un consiglio ai Professori con bacchetta: quando volete attaccare qualcuno, almeno date una scorsa alla time line del malcapitato. infine, in linea generale, non è che perché si fanno battaglie per la parità dei diritti e per l’impiego femminile e contro la violenza, io poi debba difendere tutte le donne del pianeta sempre, comunque e qualunque cosa facciano o dicano. se una è stronza lo è seppure donna, e glielo si dice.

(p.s. a quello che mi ha fatto la ramanzina su Amazon: se tu hai usato la piattaforma schiavista fino a ieri, sappi che io non ho nemmeno la Postepay, ma che se le librerie -grandi, medie, piccole-, campano esclusivamente grazie a Fabio Volo e non ordinano il mio romanzo, dicendo la cazzata che non è disponibile, io mando i miei lettori su Amazon. tutti, sindacati o meno).

qui il link a Ibs (Conversazioni Sentimentali in Metropolitana, ottobre 2017, Castelvecchi Editore)

:: Dieci anni insieme: Anniversary Giveaway

il mio non è un blog letterario! ma voi ISCRIVETEVI A LIBERI DI SCRIVERE. recensioni, curiosità, interviste.

Liberi di scrivere

anniversaryLiberi di scrivere compie 10 anni! Lo so il tempo sembra volato, ma abbiamo percorso insieme un significativo tragitto della nostra vita. In occasione di questo piccolo, ma per noi grande, traguardo ho deciso di organizzare un giveaway speciale a cui possono partecipare solo i blogger che hanno un blog letterario. Lasciate nei commenti il link al vostro blog e stasera, (sarà un giveaway lampo) estrarrò un buono Amazon da 10 Euro e sarete liberi di utilizzarlo a vostra scelta. Happy Tin Anniversary!

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FB, puritanesimo e incitazione all’odio

dunque ieri, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, qualche imbecille ha segnalato la pagina di “Abbatto i Muri” (il link è all’articolo in questione), il blog femminista di Eretica cui dobbiamo molte notizie che altrimenti non avremmo mai, a causa di un post che parlava di bdsm e della scelta consapevole e consenziente di questa pratica, che nulla ha a che vedere con l’essere malmenata da un fidanzato geloso e violento.

sempre ieri, però, FB ha lasciato che fosse diffusa una pagina di notizie della città di Vercelli contenente nomi, cognomi e pagine FB delle maestre sadiche che, non meno di qualche giorno fa, sono state arrestate per atti terrificanti verso le creature di cui dovevano invece prendersi cura, e che hanno colpito tutti noi, genitori e non, che aspiriamo a vivere in un un mondo dove gli incubi siano confinati alle nostre notti insonni.

l’odio è odio. sempre. è odio quello delle maestre contro le creature ed è odio quello degli utenti FB contro le maestre. mi spiace ma non esistono scusanti, non alibi, non motivazioni ragionevoli all’odio. e FB diventa sempre più spesso un luogo di giustizia sommaria che chiude pagine account che ritiene inappropriati, perché contengono la parole “sesso”, e lascia che quindicenni “emo” si mostrino a torso nudo con le braccia tagliate. non sono io che prendo la comunione in chiesa. non io che confesso i miei peccati.

qui il mio ultimo romanzo, Castelvecchi Editore ottobre 2017 (15% di sconto)

#pregiudizi

che cosa pensa un uomo quando incontra una donna intelligente e appagata?, una donna bella e in carriera, ricca ricchissima, una straordinaria scrittrice. e che cosa pensano le altre donne?, si sentono forse minacciate, o preferiscono consolarsi all’idea preconcetta che quella lì abbia fatto carriera grazie a certi lasciapassare. Véra Nabokov avrebbe potuto scrivere un capolavoro più alto di Lolita, non avesse dovuto leggerne le bozze? E cosa sarebbe stato di Olivia Clemens non avesse incontrato Mark Twain?

quante donne sono state dimenticate e rimosse dalla storia, lasciate nell’ombra del proprio mentore, ridotte a Muse ispiratrici, in ginocchio, dove secondo molti meritavano di stare? succede anche oggi, nonostante l’idea di evoluzione che propagandiamo e le belle paroline scritte pubblicamente: che se sei bella hai fatto carriera grazie all’aiutino esterno, se sei meno bella, invece, sei lì perché lesbica appartenente al clan delle lesbiche intellettuali, o perché, cosa rara, così intelligente che gli uomini non hanno proprio potuto proprio fare a meno di te. e sebbene ciò avvenga, non possiamo negare ci siano certe cerchie di Mutuo soccorso, il merito è una questione che di norma non ci compete.

non esiste un terreno sul quale confrontarci senza pregiudizi. negli anni, uomini e donne in veste di capaci direttori editoriali mi hanno chiuso la porta in faccia, basandosi sul titolo dei miei romanzi e sulle mie foto, senza mai leggere un solo rigo scritto di mio pugno, ritenendo che, da donna, se scrivo di cazzo io vada infilata certamente nel genere erotico, o peggio pornografico. perché se Houellebecq può scrivere di un uomo che, lavandosi in un bagno comune del camping, con una mano va su e giù di spazzolino e con l’altra su e giù di sega, una donna non può farlo, soprattutto se bella.

ci si attribuisce la superficialità dovuta al disimpegno, la vanità di chi non ha di meglio da fare che contemplarsi allo specchio, la distrazione e la vaghezza di chi pensa troppo all’amore. si tratta di pregiudizio, non di conoscenza.

qui il mio romanzo sui pregiudizi sulle donne edito Castelvecchi (ottobre 2017)