quello che una Signora Non (l’intellettuale)

Piccolo Galateo per Cougar.

Politically scorrect

  • Non dichiarare che il denaro per te è ininfluente, soprattutto se i tuoi tre ex mariti hanno tutti un reddito superiore ai trecentomila euro l’anno.
  • Se sei famosa, potente, antipatica e nemmeno una gran figa, non pretendere di essere anche amata, dimostrando così di essere stupida.
  • Se luogo comune dice che dietro un grande uomo c’è una grande donna , dice anche che dietro una donna famosa c’è un politico sotto ricatto.
  • La donna che cerca di soffocare la natura machista dell’uomo attraverso la violenza non è diversa dal maschio, è soltanto più giustificabile.
  • Non star lì a parlare di iniziative femministe, se gli unici romanzi letti sono trilogie erotiche.
  • Non dare del sessista a ogni uomo che fa battute idiote, se non erro, l’ultima volta che ti ho vista eri in ginocchio che leccavi le scarpe al tuo uomo.
  • Se fai ironia sulla lunghezza del pene del maschio, non frignare se lui la fa sulla robustezza del tuo culo. La lotta è anche coerenza.

 

qui il mio ultimo romanzo.

qui la pagina FB.

essere in due

La coppia è una nozione essenziale, fondamentale, primordiale, che non può certo essere divisa in parti “d’indipendenza”. La vera coppia costituisce un’unità in sé che non è costituita da un solo uomo e una sola donna, ma che è la coppia in sé. Per questo, torno a ripeterlo, la coppia è un uomo che vive una donna; una donna che vive un uomo. La coppia va “al di là di ogni appartenenza di genere”, oltre ogni concezione “separatista”, è un’altra dimensione, un altro sesso, un’altra specie. Nella coppia non è più possibile sapere chi dei due ruoti intorno a chi: ognuno è serra, ognuno è sole“.
Essere in due per me è l’unica unità concepibile.

Romain Gary
Vita e morte di Emile Ajar, Neri Pozza

la castrazione delle parole

non ho letto il romanzo di Walter Siti, Bruciare tutto, ma so come scrive. e non è che se invece una persona ha una rubrica su Repubblica, come ha digitato qualche esaltato ieri, ha l’autorevolezza per poter instillare nel lettore il dubbio che l’editoria abbia potere di censura sul cinismo, per esempio, anche perché se di questo si tratta, ben venga.

vedo gente, intellettuali e artisti, litigarsi premi e infilare poi tutto nella sacca dei buoni sentimenti e della correttezza a parole, e mentre ci ammazziamo tra noi, giacché l’arte non dà più da mangiare a nessuno, tra un selfie e l’altro preghiamo che uno cada rovinosamente perché l’altro salga sul piedistallo e lì rimanga, con la sua rubrichetta e la sua trasmissioncina, a dirci cosa leggere e cosa no.
grazie al cielo i libri li scelgo nella vecchia maniera, cioè con la mia testa.

la letteratura non può prevedere censura né che abbia il compito di assolvere. non lo chiedeva de Sade né Nabokov, e giudicare infernali le loro esistenza non significa arrogarsi il diritto di mettere limiti, di ridurre la zona franca degli artisti, (dannati per nascita, poveri in canna, suicidi), indicando come cattiva letteratura un romanzo dal contenuto scandaloso per il censore. o perché non offre soluzioni. o perché ne offre di sbagliate. o perché non arriva a nulla. perché con le bombe di Trump che fischiano sulle nostre teste è anche complicato trovarne, di soluzioni, che si tratti di pedofilia o femminicidio.

per me non esiste cattiva letteratura, esistono tanti brutti libri e un’enormità di pessimi scrittori. e per me, tra questi, sicuramente non c’è Walter Siti.

Romain Gary, in un su un suo breve saggio scrive, parlando Malle e del suo film sull’incesto: “un artista ha il diritto di trattare i temi che vuole, e il pubblico di andare o non andare a vederlo. Trovo francamente penoso servirsi di un’opera d’arte come pretesto per creare uno scandalo“.

guerrafondai e bestie immuni dal buonsenso

è vero che abbiamo il guerrafondaio alle porte di un conflitto bellico mondiale, e quindi me ne dovrei fottere di tutto, di quella che pubblica e ha tutte le fortune sebbene abbia il fascino di un cremino scaduto, di quell’altro che scrive merda ma dicono sia mainstream, di me che arranco verso ottobre e la prossima pubblicazione sempre con la stessa speranza.

si avanti comunque, finché non succede, e anziché organizzare una mega orgia con il Man e un gruppo di allegri amici, si sta qui a lavorare.
così mi capita tra le mani un manoscritto proprio carino, non fosse per una affermazione che nel 2017 mi raggela, ossia che se sei donna, seppure plurilaureata e con trentennale esperienza al Tribunale dei minori per questioni di affido o allontanamento dalla famiglia, se non hai figli e non hai concepito tu stessa con dolore, beh, forse non sei adatta a quel lavoro.

così la voglia di reagire nonostante i venti di guerra soffino potenti diventa irrefrenabile, e in un commento cerco di fargli un condensato di buon senso, un omogeneizzato di buone maniere, di rispetto per chi sceglie o non può, o semplicemente non gliene fotte un cazzo di bambini e del futuro della nostra razza: mi perdoni, gentile autore, ma allora un uomo mai sposato non potrebbe fare il divorzista. un oncologo che non ha mai avuto il cancro?, un cardiologo mai sopravvissuto all’infarto?, e un ginecologo senza fica?, un dermatolgo immune da allergie? e un musicista che non ha mai avuto successo può insegnare a fare musica?

qui viviamo. tra le bestie immuni dal buonsenso.

vado a correre.

le cose che una Signora non (gli ex)

Piccolo Galateo per Cougar.

Politically scorrect. 

 

  • Ricorda di non cedere mai alla confessione: ogni difetto, pregio, particolare e credo politico svelerai sui tuoi ex, saranno usati contro di te.
  • Non farti 2 milioni di selfie il giorno dopo aver trovato tuo marito con l’altra (o l’altro). Penserà che lo fai per farlo ingelosire, non che stai già organizzando i provini per il tuo secondo marito.
  • Non raccontare al tuo nuovo amante, un diffidentissimo sessantenne etero in cerca di relazione stabile, delle terrificanti agonie che hanno straziato i corpi dei tuoi ex mariti.
  • In caso di single non gradito, che dal vivo non fa lo stesso effetto che sui social, e usa il “piuttosto che” in senso congiuntivo, descrivi invece le suddette dipartite complete di particolari. anzi, esagera.
  • Se trovi il tuo uomo, l’unico e sostituibile, cioè quello di sempre, che “rasa il prato” alla collega di università di tua figlia con una ball gag in bocca, non frignare, non ululare che ne morirai. Piuttosto domandagli perché con te soltanto 20 anni di missionario e telefona subito al miglior divorzista in circolazione.
  • Se hai la buona abitudine di avere molti amanti e di appuntare le loro qualità sul diario (dimensione, durata, fantasia), fai in modo che il tuo nuovo fidanzato lo trovi, così che non s’illuda di essere insostituibile.
  • Non lasciare in garage le fotografie dei tuoi ex con tanto di freccette infilzate negli occhi.
  • Se sei una donna socievole, evita di andare a cena sempre negli stessi ristoranti e alberghi. o mettiti con uomini che abbiano tutti  lo stesso nome, così che il personale non abbia a confondersi.

di femministe intolleranti è pieno il latte.

qui il mio ultimo libro (anche in ebook)