prima leggi e poi domanda

quando esce un mio nuovo romanzo, (e badate bene io non sono nessuno), contatti FB che credevo ormai defunti si fanno vivi con insistenti richieste di lettura manoscritti, occhiate al blog del nipote tredicenne, consigli su come pubblicare un romanzo. il bello è che se per caso ci casco, cosa che a un’ingenua come me capita in modo naturale, e m’impegno a leggere il famoso manoscritto, generalmente trenta pagine di riassunto scritto male, mi metto pure nei guai, perdo un amico e un potenziale lettore e mi faccio la fama di quella supponente.

ma sbagliando s’impara, ripete a se stesso chi la creatività la frequenta dalla nascita, che ha avuto a che fare con attori capricciosi e burberi sin dall’adolescenza. perché anche a me capitò di domandare erroneamente parere a uno scrittore. avevo appena pubblicato Justine 2.0 per INK Edizioni, (casa editrice milanese, piccola ma non a pagamento), e gli domandai se potessi inviargli il romanzo. lui, pacato, mi rispose soltanto: “Ma tu hai mai letto qualcosa di mio? Perché sai com’è, Elena, magari scrivo con il culo, e che senso ha domandare consigli a qualcuno che non ti piace?”.

ecco. questo è modo sicuro per allontanare i seccatori e aumentare le vendite del proprio romanzo.

da ieri in libreria per Castelvecchi EditoreConversazioni Sentimentali in Metropolitana

 

Annunci

lettura espressiva #1

vi avessimo voluti attori!, ma siete scrittori, e talvolta accompagnati da un corpo che non sempre vi assiste (senza perciò giudicarvi eh), costretti a esibirvi come elefanti in tutù davanti al pubblico di lettori distratti. perché i lettori sono in libreria quasi sempre per caso, trascinati dall’amica, per noia o causa pioggia, per amicizia Facebook. e potrete pure aggiungere cantanti e musicisti alla vostra performance, ma se la vostra voce è querula, la cadenza un misto tra Banfi e un frate nolese (e certamente non bello come il Giordano Bruno interpretato da Gian Maria Volonté), sarete comunque meno accattivanti di un venditore di pentole sudato alla festa di paese. e mi rivolgo anche alle signore dall’accento marcato, alle timide e alle insicure.

manifestai il mio dissenso anche in Luiss, parlando proprio con Roberto Santachiara. gli dissi che peculiarità dello scrittore non è esibirsi, e che almeno per alcuni poteva essere un vero un dramma la nuova piega “performante” (brr che termine orribile) che il mestiere letterario stava prendendo. infatti. siete terrificanti.

però si può ovviare a tutto. rivolgendovi a chi ne sa più di voi in fatto di dizione, fonetica e lettura espressiva, perché quella interpretativa la lasciamo a Lo Cascio, e, abbassando il capo per una volta soltanto, voi che pure siete nati editor e pare non abbiate bisogno di nessuno, imparerete a catturare l’attenzione del pubblico.

le parole hanno delle regole, m’insegnate voi, accenti fonetici, ritmo e colore, e come mi disse sempre il bel Santachiara, la prova del nove di un manoscritto è la lettura ad alta voce. ecco, questo pippone per comunicarvi che da gennaio inizierò un ciclo di lezioni individuali di lettura espressiva via Skype. economiche e redditizie.

info bibolotty@gmail.com

da fine settembre in tutte le librerie “Conversazione sentimentale in Metropolitana”, Castelvecchi Editore

nessuno mi può giudicare

il permissivismo nei confronti di coloro che l’etica se la sono scordata, come la buona educazione (etica: dottrina speculativa e indagine intorno al comportamento umano di fronte ai due concetti di bene e male), fa parte dell’imbarbarimento collettivo. da buddhista non distinguo tra alto e basso, vita e morte, bene e male, ma tra quello che ci rende felici senza ledere gli altri e ciò che invece ci distrugge.

a ogni notizia di cronaca nera vediamo gli schieramenti prendere posto sugli spalti di FB, come sempre accusatori da un lato e difensori dall’altra, tralasciando le sfumature di pensiero che non trovano spazio tra le violente tifoserie social. ci sono gli anarchici, che sostengono quanto emoticon e bestemmie pubbliche si addicano al lutto di una madre (o di un padre o di un fratello), e non distraggono l’opinione pubblica, come invece accade, dal problema effettivo, nel caso di #Ischitella, le denunce inascoltate alla polizia della madre della ragazza uccisa con un colpo in faccia. poi ci sono i bacchettoni passatisti come me, convinti che forma e contenuto coincidano sempre.

segno dei tempi parlare di “compostezza del lutto”, ma francamente io prima di FB conoscevo soltanto lutti composti, le vaiassate erano cose da film e leggende metropolitane, come gli applausi al funerale: che cazzo ti applaudi. invece leggo puerili richiami alla libertà assoluta (o anche detta anarchia), e orribili accuse di arroganza verso chi prova fastidio per certe esibizioni.

io credo solo che il lutto vada rispettato. e che ci sia un tempo giusto per piangere in disparte e uno per bestemmiare in pubblico. e che a volte sì, c’è anche chi è migliore di altri, senza perciò essere arrogante e agli anarcoidi dell’ultim’ora, a quelli del “chi siete voi per giudicare una povera madre”, consiglio di dare uno sguardo alle dichiarazioni del Senatore d’Anna, che parla d’isteria collettiva, e di donne confuse che non sanno scegliersi un compagno, e ciò che penso io, a questo punto, vale ben poco.

a fine settembre “Conversazioni Sentimentali in Metropolitana”, Castelvecchi Editore. 

al sesso preferisce la palestra

poi, quando lo scrivo su FB che tanti preferiscono la palestra al sesso, che fanno a gara per sverginare tubi di scappamento, che menano le mani piuttosto che giocare pacificamente, che per prendere coraggio si scolano casse di Ceres, che gli basta offrirti una pizza per sentirsi in diritto di provarci, o che parlano e basta, allora corrono tutti a digitare: ma chi conosci tu?, ma dove vivi?, quali uomini frequenti?

fidatevi di me e delle mie amiche, parola di ex attrice di prosa che su FB ha incontrato più falsi campioni in cunnilingus che avvocati. ma io, almeno, ho smesso prestissimo di fare sesso virtuale, tanto da scrivere Justine 2.0 (Ink Edizioni 2013), ovvero le avventure di una donna che vorrebbe carne e trova soltanto parole, invece tanti continuano felicemente ad accontentarsi di un’idea, fidandosi di foto, trasformandosi nella dea Kalì tutte le volte che la signora moglie, fidanzata, convivente, madre, scende a fare la spesa, cambia pannolini al piccolino, va a correre. e lo immagino, quando scrive in privato le solite cose che scrive a tutte: che è bella e che è intrigante, una mano al mouse, una alla tazza di caffè e le altre attorno all’attrezzo. (ah, ecco, a proposito, magari questo aggettivo nel linguaggio comune significa anche “che incuriosisce”, ma si tratta di una parola “calco” che nell’accezione originaria vuol dire “pettegola”).

è sufficiente sbirciare tra i vostri contatti per capire quali gusti avete e se siete o meno pratici di pesca a strascico, tra l’altro illegale; ci basta dare un’occhiata sulla barra laterale di FB per calcolare quanto tempo passate on line, e che se non postate nulla sulla vostra pagina, significa che siete tutto un “cippi cippi”su Messenger.

ogni tanto, sapere che non ci provate a caso, sapere che siamo proprio noi a interessarvi, può essere una buona mossa. ma i più al sesso preferiscono la palestra, e se gli dici che sei stanca del sesso virtuale, tutt’al più ti propongono di cambiare piattaforma.

in uscita per Castelvecchi “Conversazioni Sentimentali in Metropolitana” 

 

#Conversazioni Sentimentali

Paola mi ha scritto poco fa, su Twitter, per dirmi che il 3 ottobre le arriverà a casa il mio nuovo romanzo, Conversazioni Sentimentali in Metropolitana, il terzo, e nonostante per Amazon risulti in uscita nel lontano 2030.

sono emozionata perché la figura di merda è sempre possibile e io, da attrice, amo l’imprevisto; perché, senza nulla togliere a Francesco Bogliari e Cristiano Marti, anzi editori eroici che hanno deciso di sponsorizzare le mie pagine più dissacranti, (senza contributo spese e pagandomi pure), questo romanzo nasce per Castelvecchi, una casa editrice cui sono idealmente affezionata; perché avrà una distribuzione massiccia e capillare; perché è una storia ripulita da contenuti hot ma non dal punto di vista ideologico; perché parla ancora una volta di Roma, come Justine 2.0 e Pioggia Dorata, ma stavolta vista e vissuta in sotterranea, nel caos che permette soltanto comunicazioni frammentarie come il web; sono emozionata perché affronto uno stile nuovo, più appropriato alla bella Lara, altra eroina della mia storia. sono emozionata perché pubblicare, oggi, è per lo più una perdita di tempo e di soldi, contando le presentazioni che nessuno mi rimborsa, e l’unica gioia che mi resta è veicolare contenuti, parole che credo importati, idee per le quali, da combattente, darei anche la vita.

Lara vi prenderà per mano, e vi garantisco che ha mani morbidissime, per condurvi a spasso per i centri commerciali della capitale, in un mondo di fidanzati spacciatori, gloss alla frutta e profumi cinesi. ascoltatela, e provate a mettervi nei suoi panni.

già ordinabile in tutte le librerie: Conversazioni Sentimentali in Metropolitana, Castelvecchi Editore.