storie vere cercansi

intanto ben ritrovato, caro BLOG.

ho fatto le ore piccole leggendo, per studio, racconti sulle cosiddette cugar, donne over 50 al contrario di me vogliose di corpi giovani e di storie da vivere in tutta allegria.

chi scrive di sesso lo fa per lo più in due modi. uno è quello d’inventare storie incredibili (ossia da non credersi e con molti pronomi personali sbagliati) nelle quali c’è una lei bella, per lo più danarosa e che si autodefinisce spregiudicata e amante del sesso, in grado di cercare e vivere avventure appaganti che la vedono dominante e sicura di sé, l’altra è quella sguaiata dei frequentatori dei siti di annunci HARD CORE che hanno letto de Sade in fretta e furia forse durante l’adolescenza, e sebbene ci sia da divertirsi molto di più rispetto alle storielle zuccherose da conigliette di Play boy (ambienti più proletari e zie settantenni assatanate con mutande ascellari) si tratta di storie inutili, nel senso che non vedo perché io (lettore) debba sforzarmi a leggere storie zozze quando ci sono i porno. poi ci sono io, che so di ragazzi che se la danno a gambe di fronte a un pube folto e di donne anche molto belle che da anni non riescono o non vogliono più a fare sesso. è molto tempo che m’impegno a raccontare le storie erotiche di chi si sente frustrato da una società che lo vuole iperattivo anche a letto, vincente e trionfante (vale per uomo e donna) perfino quando non ne avrebbe più voglia. il pippone è perché sto raccogliendo materiale autentico su sesso e donne mature. qualche spunto soltanto perché sono già alla quinta storia. sono una illuminista moralista, come scrisse un critico su Justine 2.0, chi fa il maiale è bannato.

Io e il Minotauro

il romanzo sta piacendo soprattutto agli uomini. forse perché mi astengo dal giudizio, perché da frequentatrice del sesso estremo penso si debba fare un passo indietro di fronte alle scelte di coppia, per quanto suonino assurde, perché ritornare e non fuggire è in qualche modo una scelta, perché la libertà prima di tutto, perché volevo che il lettore provasse per il carnefice Gimmi la stessa compassione che per lui prova Adele, e che la tiene in gabbia.

Antonello su Amazon scrive “Per uomini: un romanzo che ci fa capire quanto siamo stati noi Minotauro, stessa identica considerazione fanno Vittorio, Stefano e Tommaso. che stia ricevendo solo il massimo dei voti su Amazon, che il distributore ne richieda in numero maggiore di settimana in settimana, che ottenga ottime recensioni, alcune commoventi, come quella uscita a firma di Stella Grillo su Sul Romanzo, non fa che accrescere il mio coraggio: vado avanti nonostante la merda in vetrina.

perché un anno di lavoro su un romanzo, due anni o quattro come per la distopia in lavorazione, non si ripagano mai. a questo punto non mi resta che il fine filantropico, così come quando recitavo che mi davo in egual modo davanti a 200 come a 3 spettatori.

a me non spettano trilogie, né una rubrica su Cosmopolitan, né la citazione dell’attore di teatro.

ma almeno votatemi qui  

 

tutti Lillie P. Bliss

quando suggeriscono all’amico/a di fare una mostra, un albo, un libro delle sue foto pazzesche, mi piacerebbe tanto chiedere quante mostre di fotografia hanno visitato in vita loro, presso quale università di Belle Arti si sono laureati. non basta più dire: che bella foto!, no, tutti Lillie P. Bliss, tutti critici ed esperti, collezionisti, Talent scout infallibili, nonostante ignorino praticamente tutto della fotografia.

la stessa enfasi da talent scout gli prende con la letteratura. è sufficiente loro leggere su FB una metafora banale, un pensiero appena più profondo dell’amico Lello, per sentirsi in obbligo di suggerirgli la stesura del romanzo del secolo, la guida imprescindibile che ci trarrà fuori dalla crisi ambientale e morale e politica. salvo poi leggerlo, mi pare ovvio, nel caso in cui l’amico Lello approdi con fatica a una pubblicazione a pagamento.

straordinari giudici di commissione dei melismi terra terra di talenti televisivi, si mettono al servizio della sperimentazione artistica del nuovo millennio con certe polemiche da far inorridire Massimo Mila. non conoscono la differenza tra maggiore e minore, eppure pretendono di fare la differenza. non sono mai stati a un concerto live e parlano di acustica e di audio. da leggere, a questo proposito, il libro autobiografico di un pilastro del Jazz nostrano, Marcello Rosa, che racconta le espressioni ridicole dei sedicenti esperti di Jazz dopo aver ascoltato un assolo.

poi mi capita di vedere Specchio Segreto, la Candid Camera di Nanni Loy del ’64. e mi domando come, da certi padri e nonni sobri, consapevoli, umili, siano potuti nascere tanti arroganti. 

qui il mio ultimo romanzo

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Sul Romanzo recensisce Io e il Minotauro

su

“Lo stile di scrittura è asciutto e per niente prolisso: scritto in prima persona, elegante, dagli alti toni lirici ma anche capace di toni bruschi, impregnato di pathos, accattivante ma senza fronzoli. Un romanzo crudo, sottile, senza inutili orpelli. Una fotografia del reale che analizza con minuzia anche la società borghese fatta di parvenza oltre che un argomento complesso come la violenza. Io e il Minotauro di Elena Bibolotti, non è solo un dipinto del realismo delle violenze di genere: privo di prolissità, è anche una forte critica a un mondo fatto di apparenza e alle dinamiche perverse che ne derivano”.

Stella Grillo.

Sul Romanzo

qui la recensione completa su uno dei più importanti e-zine di letteratura

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il bisogno di dire

il mio ex marito mi raccontava sempre delle sue amanti. non mi diceva proprio che erano le sue amanti. mi raccontava di loro come il buon samaritano le buone azioni quotidiane. e l’esistenza del mio ex marito era un pieno di povere creature da salvare: la ragazzina licenziata in tronco al bar, la bagnina trovata esanime sul lungomare di Ostia, la venditrice di contratti telefonici sottopagata. ovviamente poi le affibbiava a me come segretarie, quando ero capo d’impresa, così da scoparsele quando voleva. per lui era importante parlarmene. dimostrarmi che il suo cazzo andava a infilarsi in luoghi tranquilli e più per obbligo morale che per necessità: se una vuole ringraziarti che fai? rifiuti?

anche un caro amico famoso jazzista anni fa sentì il bisogno di chiamare tutta Roma per raccontare di aver scovato i diari della sua donna e scoperto così che lo tradiva con un quadro RAI. in quei giorni non si riusciva a trovare la linea libera neppure per prenotare un tavolo in un Jazz Club.

così tu, amico ex libraio, che ti servisti del mio incidente al piede e dell’uscita di Io e il Minotauro per telefonarmi e per raccontarmi, invece, di questa che hai viso due volte l’anno per tre anni e che ha deciso di lasciarti via email. mi colpì, infatti, la tua insistenza nel voler sapere dell’uscita di Io e il Minotauro, la tua offerta di farmi recensire da uno “grosso grosso” di cui mi facesti il nome e io subito scordai: Elena, ti prego, fammi sapere eh, l’amico mi deve dei favori. poi iniziasti a dirmi, di nuovo, di te e di lei. chiudemmo dopo circa un’ora con la promessa di risentirci appena uscito il romanzo.

sto ancora aspettando tue notizie. o meglio notizie del mio romanzo.

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