le cose che una signora non (perché)

“se non è impegno totale per cambiare la vita degli uomini la cultura perde di senso. Non vuol dire niente, è solo una puttana di alto bordo”. Romain Gary, La notte sarà calma. 

credo che in un’epoca in cui come non mai si bada soltanto alle apparenze, al buonismo a parole, a politically correct, al rispetto delle minoranze soltanto nei TG e soltanto per nutrire le Coop, l’ironia non basti più, anzi, l’ironia non fa che contentare noi pubblico e legittimare una classe dirigente che parla ancora di merito ma persegue a promuovere gente innocua, in musica, cinema, editoria, e che merita quindi di essere sbeffeggiata pubblicamente e senza compassione.

non ho figli e sono stanca della teoria, credo sia ora di passare alla pratica, allo svelamento di ipocrisie insopportabili: che non siamo tutti uguali mi pare acclarato, che si premi il merito è una illusione che soltanto noi stronzi incapaci di ribellarci nutriamo per sopravvivere, ma son sempre le figlie dei senatori che pubblicano romanzi a ventisei anni e senza difficoltà.

così ho deciso di sposare la scorrettezza, di non tollerare le mezze misure, di usare l’umorismo come antidoto alla falsa pietà, alla falsa modestia, alla falsa “inclusione”, come direbbe la nostra Presidenta della Camera così attenta alle parole.

la correttezza a parole non può più giustificare la scorrettezza profonda dei fatti che ci raccontano un’Italia ingessata, culturalmente povera, intellettualmente defunta. la nostra società è come Twitter, vince quello che ha più follower, poco importa se li abbia comprati, se nulla di ciò che scrive è originale.

ecco perché il Piccolo Galateo per Cougar. perché con la dolcezza non si ottiene un cazzo.

 

le cose che una signora NON (sui social)

Sui social.

Piccolo galateo Politically scorrect.

  • Come nickname Ninfa non va bene, non se hai più di quarantacinque primavere e in marzo prenoti la tua cura per la ritenzione idrica.
  • Non postare la foto di tua figlia al mare come PIC del tuo account anonimo, potresti finire a chattare di sabato sera con il suo compagno di scuola nerd.
  • Non raccontare i fatti tuoi a un perfetto sconosciuto e soprattutto non mandargli primi piani hot. Ricorda che dietro Master ’87 potrebbe nascondersi Rinaldo ’66, il collega di tuo marito.
  • Sebbene l’ultima volta che tuo marito ti ha sfiorato è stato a Natale, per caso, prendendo il salmone dal frigo, non pubblicare la tua foto hot di Pasqua vestita da pulcino e con le trecce. Non tanto per la santità della Pasqua quanto per le trecce.
  • Se l’ultima volta che hai ricevuto un complimento è stato trent’anni fa, da tua madre, il giorno della tua prima comunione, non spifferare in bacheca che questa primavera saresti in grado di darla a tutti gli account anonimi di sesso maschile. Scapperebbero.
  • Se anche odi a morte qualsiasi donna non la pensi come te, ma soprattutto sia più bella, evita di digitarlo pubblicamente, fallo semmai in DM (direct message), tra amiche: l’odio alimentato vale più di quello proclamato.
  • Ricorda che il femminismo è una sciocchezza inventata dalle altre donne perché  becchino loro tutti i manzi in circolazione.
  • Ah, e non chiamare “manzo” qualsiasi ultra diciottenne con barba, quello biondino, per esempio, somiglia proprio a tuo nipote.

(P.s. questo Piccolo galateo per MILF e Cougar è spudoratamente ispirato al  Piccolo galateo per fanciulle dello scrittore francese Pierre Felix Louis. Il Galateo, che mi fu regalato quando avevo 14 anni da un satrapo che cercava di sedurmi, mi fu molto utile allora e spero anche oggi. Sebbene non lo conosciate si trova in libreria, ciò che in libreria non troverete, è tutto il resto).

 

Qui il mio ultimo libro (ora anche in ebook)

consigli per mariti dormienti

ossia: come risvegliarli.

al primo posto dell’inutile prontuario per cougar in astinenza, (uno qualunque son tutti uguali), troviamo l’intramontabile baby doll o lingerie sexy,  e che in definitiva piace più a te che a lui.

al secondo posto il bagno caldo, fatale per un uomo distrutto dal lavoro e dalla noia.

un regalo, il solito profumo o una bella camicia (che già gli serviva).

una cenetta afrodisiaca, che se non te lo avesse suggerito il Magazine…

infine dargli baci, tanti baci. e su questo stendo un velo pietoso perché nulla di tutto questo funzionerà. ecco cosa invece andrebbe a meraviglia per il tuo lui assopito, in caso tu desiderassi realmente risvegliarlo anziché continuare a chattare con chiunque non sia lui, cosa più comoda e meno impegnativa.

  • fargli trovare, sul cuscino del letto rifatto di fresco, bollo e assicurazione dell’auto pagati dai suoceri o le rate scadute del mutuo, meglio se tutto assieme, e in tal caso  potrebbe saltarti addosso come dieci anni fa.
  • l’assegno per la rottamazione Equitalia delle cartelle di quando andava al liceo, ossia nel 1977, e che lo Stato non ha dimenticato, perché lo Stato pensa sempre a noi e ai propri vitalizi.
  • pillole azzurre.
  • un video in stop su Youporn da guardare assieme senza sensi di colpa da catechismo.
  • una bella sconosciuta (ovviamente dell’Est come consigliato dalla RAI), disposta a farvi godere entrambi. se non puoi trovargli la ragazza perché costa troppo, andrà bene anche una tua amica, possibilmente disinibita, da incontrare su Skype.
  • per non rovinare tutto, a fine serata evita di fargli notare che con quella lì si eccita e con te no, anzi, promettigli che se farà il bravo lo farete ancora.

Qui il mio ultimo libro ora anche in ebook

le cose che una signora

  • Ho un buco libero giusto domani nel pomeriggio. Perché non ci vediamo? Al vecchio amico finalmente single, cinquantenne già fuori dalla crisi post separazione, ma non ancora nauseato dal sesso facile. 
  • Vienimi dietro!, così non ci perdiamo. Sebbene si sia tra la folla, a una manifestazione contro il Governo o a un funerale di Stato, l’interlocutore penserà ad altro, e anche tu, casomai ti piacesse. 
  • Sono tutta bagnata. Neanche se sei in pieno centro, da sola alla fermata dell’autobus, nel traffico di Roma al sabato pomeriggio, e presa da sconforto bestemmi ad alta voce. 
  • Dai, lo prendo tutto. Al salumiere che somiglia a Bardèm e che pare legga pure Philip Roth, tra la ressa del venerdì santo, indicando con aria convinta la salamella per la colazione di Pasqua da accompagnare alle uova tonnate. 
  • Infilalo tutto dentro. Tenendo aperto il trasportino per la spesa, al ragazzo atticciato e moro dell’emporio, e che ti ha appena venduto un sacco di terra e uno di carbonella.
  • Ancora, ti prego. Anche se stai invitando il pianista quarantenne, single e sicuramente etero, a fine serata, a muovere le mani sullo strumento. O forse proprio perciò.
  • Me lo fai vedere? All’insegnante di nuoto che hai incontrato alle macchinette del caffè un attimo prima, dopo aver scambiato qualche battuta divertente e aver scoperto che quel pomeriggio farai lezione da sola, perché c’è in giro l’influenza. 
  • Sto scopando. A tuo marito che è fuori città, magari per sms, dopo la lite furibonda di ieri sera.
  • Sono bollente. In pigiamone con febbriciattola da depressione perché qui non si batte chiodo e non ti fidi più di nessuno, e mangi le noccioline che avevi nascosto a te stessa a Natale e ritrovato a Pasqua, mentre sei al telefono, ammorbata  dal tizio che non hai ancora incontrato e che ti racconta da due anni meraviglie di sé e del proprio uccello, un magnifico falco di nome Black, che presto o tardi ti farà conoscere. 

 

In via del TUTTO ECCEZIONALE ho scritto questo post usando le maiuscole dopo i punti. perché questo blog è in minuscolo. perché il minuscolo talvolta è una condizione dell’anima. un’ingiustizia.

ah, dimenticavo qui il mio ebook piccante.