di Pietro Nenni e altre sviste

non posso consentire a un idiota di dire idiozie, o parole d’odio, o falsità. non darò mai la vita perché possa farlo. e sono anche stanca di giustificare ogni violenza per i sensi di colpa di un Governo di merda, di tutti i Governi che non sono riusciti a raddrizzare questo Paese. ma non è giusto che sia io a pagare per la loro diseducazione.sono nata quando si parlava ancora di questione Meridionale, benché la Questione dovesse essere già stata abbondantemente risolta grazie alla Riforma agraria e la Cassa del Mezzogiorno. all’epoca si recriminava ancora, Pietro Nenni, i fascisti veneti, che forse a ben guardare al gabbio ci dovevano restare.e invece. sono stata adolescente e ho marciato perché noi donne avessimo un posto accanto all’uomo, e non sotto o dietro, e non quote rosa, e oggi, dopo l’uscita di Baricco, prendo atto che non è servito a nulla, e che il femminismo, buona parte di esso, serve soltanto a ottenere Like sui social, o scrivere romanzetti “al femminile”, tanto quando serve ci si mette ancora a pecora, ideologicamente e fisicamente. quindi no. non vedo perché dare solidarietà a chi merita solo fischi. è una vita che do il buon esempio, ma la mia onestà non mi è servita a molto. vince la faccia di culo, vince la testa di cazzo, vince il disonesto. io mi guarderò allo specchio un giorno e mi sentirò degna di mio padre e di mia madre. cazzarola, che colpo di culo.

la mia domenica su KulturJam

Elena Bibolotti: Frida Kahlo

Per mia madre sì che Camilla era una a posto. Da prendere d’esempio. Mia madre me la fece conoscere che avevo undici anni e avevo tutta l’aria di una ragazza vissuta. L’anno dopo avrei cominciato a fumare. Giocavo con le bambole, ma allo stesso tempo mi mettevo nelle mutande gli assorbenti di mia sorella nella speranza che mi venissero le mestruazioni, così da farmi sverginare.about:blank

Complessivamente ero di pessimo umore. Avevo le tette che stavano per esplodere sul petto e un sentore di pelo pubico che mi faceva orrore.

Camilla studiava dalle suore. Non che questo fosse un marchio di limpidezza morale, per carità. Anzi avevo saputo di alcune ragazze coinvolte in un giro di filmini porno e tratta delle bianche. Allora andava così. Non c’era il web.

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menopausa

conosco cinquantenni che dopo la menopausa vivono storie d’amore e sesso che mai prima; che facendo sport e mangiando sano non ingrassano ma anzi e che se anche ingrassano stanno benissimo così, anche perché il magro rinsecchisce; donne che sono ciò che vanno predicando e quindi: non guardano con invidia le ventenni ma semmai con tenerezza e un po’ di compassione vista la strada che devono ancora fare; non prendono in considerazione i cinquantenni che vorrebbero farsi le ventenni, né in ventenni che vorrebbero farsi loro, fatali Milf, Cougar assatanate; trovano confortante l’idea che non camperanno più di trent’anni (bene che vada) perché già oggi trovano insopportabili certe novità e mode e modi; ringraziano ogni giorno di essere in vita e sane e con qualche ruga in più, un po’ di sottomento e tanto tanto da dire.

parlo di me? ma che siete matti? io non dichiaro mai la mia età.

tra pochi giorni in libreria Io e il Minotauro, il mio quarto romanzo

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la lingua batte e basta

io lo capii da sola che l’atteggiamento ancillare dello stare un passo dietro di lui era mortale: quando trovai il mio conto svuotato, il mio attico impegnato, la sua segretaria nel mio letto. ma la responsabilità era del Sud, della chiesa, dei nostri discorsi di bambine, delle chiacchiere tra le amiche di mamma al mare sui buoni e sui cattivi matrimoni, dell’idea della sistemazione, del sogno del cazzo di Principe Azzurro che poi si rivela un fragile megalomane che mena. non è il caso di cui parlate tutti, ma l’effetto di anni e di secoli di storia fatta e scritta dagli uomini. e non sarà il linguaggio che potrà cambiare lo stato delle cose, ma la reale parità di opportunità. per esempio una donna che scrive di sesso, soprattutto se bella, elegante e fascinosa, è una scrittrice di genere, un uomo è certamente un autore coraggioso. una donna che scrive di sesso sarà bollata a vita come una scrittrice erotica. e chi non ha letto i miei racconti, giudicandoli, sono per lo più uomini, ma anche donne dal linguaggio evoluto. il maschilismo è anche tra chi invoca le dimissioni del machista.

e poi, però, se vai in giro con l’ascella folta ti insultano. se ti lasci i capelli bianchi ti parlano dietro:  dai, guarda come la invecchiano.

 

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tra pochi gironi in libreria “Io e il Minotauro”, il mio quarto romanzo