servizi editoriali

il primo pensiero che mi sovviene, quando leggo l’ennesimo post sponsorizzato dell’ennesima Agenzia di Servizi Editoriali, è: ma chi cazz’è questo?
se ho la fortuna di imbattermi in qualcuno che con coraggio ci mette la faccia, senza nascondersi dietro il muro del team di esperti senza nome, e leggo le sue credenziali di Editor e curatore editoriale, mi rispondo: ma chi cazz’è questo?

quindi ripenso ad Alberto Tedeschi, direttore di collana dal ’29 in Mondadori che lanciò il genere “giallo” e che portò in Italia Simenon, Chandler, Agatha Christie; Pavese per Einaudi, che in Redazione, nella storica sede torinese, affiggeva cartelli di minaccia contro la Direzione perché da mesi non prendeva un centesimo di paga, ma anche Pintor, Massimo Mila, Elsa Morante, e Natalia Ginzburg, Italo Calvino. ma senza andare troppo indietro, quando dici Editor mi vengono in mente Massimo Franchini, Roberto Santachiara che i più conoscono come Agente letterario inarrivabile, ma che ho avuto la fortuna di frequentare per un trimestre quando lavoravo alla Luiss e ha una cultura letteraria e storica da fare impressione. comunque ne ho scordati tanti, validissimi: perdonatemi.

quando sento parlare di “Editor e Curatore Editoriale”, quindi, mi alzo in piedi e appoggio la mano sul cuore. quelli degni sono intellettuali che discutono del futuro del nostro Paese, che durante l’occupazione tedesca portarono in salvo libri, come Leo Longanesi; penso a uomini e donne in grado di scovare capolavori, che hanno letto tanta di quella letteratura da poter affermare con certezza, brandendo un manoscritto: come questo, nessuno mai.

ma nel Paese dove bastonano chiunque stia un gradino più in alto degli altri e ne sia consapevole (e che male c’è?), dove si spaccia per umiltà la falsa modestia di certi collezionisti di like che farebbero meglio a tornare a scuola, a tenere banco come “esperti” sono autori che non hanno fatto un giorno di gavetta in Redazione, che dopo un paio di pubblicazioni perfino trascurabili tengono corsi di scrittura creativa e mettono le mani, pagati, su testi altrui; che spacciano per segreti, luoghi comuni ascoltati su youtube.

quando finirà questa inutile strage di alberi? e che senso ha stampare tanti libri se nessuno li legge?

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