ma quanto è bello Carlo

stanotte, saranno state le quattro, sono stata svegliata dalla mia stessa voce, bella piena, che diceva: «Carlo è ancora bellissimo». mi riferivo a Carlo Cecchi, di cui sono innamorata da sempre. non ho mai lavorato con lui,  l’unica volta che mi chiamò per una sostituzione, credo fosse uno Shakespeare, ero sposata da un anno con il tizio che,  a suo dire per il mio bene,  mi aveva convinta a lasciare il teatro.

nel sogno finisco a casa di Carlo assieme a mia madre e a un gruppo di sconosciuti. è estate, siamo in centro, Parione, lui è tornato  dalle prove avvolto in un mantello nero. è affabile, chiacchiera, ci offre da bere. casa sua è stipata di mobili Art déco. sulla sottile scrivania, sotto un bel fermacarte bronzo e smalto vedo un bigliettino che gli scrissi a Napoli (nella realtà) mentre lui girava Morte di un matematico napoletano e io gli andavo dietro fin nei bagni: piccerella, mi diceva, ma tu ami gli amori impossibili? insomma, il bigliettino d’amore è lì, conservato come una reliquia.

ridiamo di questo e lui m’invita a sedere sulle sue ginocchia. parliamo fitto fitto finché mi rendo conto che è tardi e devo tornare a casa, mia madre effettivamente è stanca. si offre di accompagnarci, come non volesse separarsi da me (sospiro sonoro). scendiamo in strada e mi dice: so che sei diventata una scrittrice, Elenuccia, e ti piace? ti riempie di gioia? io nicchio, gli confesso che mi hanno inibita, che mi hanno infilata erroneamente tra le scrittrici erotiche benché i miei romanzi parlino anche di altro e soltanto perché sono una donna. allora lui si ferma, mi prende per le spalle e mi fa: ti piace l’erotismo? ti riempie di gioia raccontare le sozzure umane? e allora fallo, fottitene, urlagliele in faccia, elencagliele una per una una le loro perversioni. io piango in silenzio e lui mi abbraccia: non dargliela vinta a questi ipocriti, l’artista deve essere libero.

un suo amico si offre di accompagnarci a casa su una decappottabile azzurra anni ’70. Roma è deserta, la linea del giorno definisce le mura delle terme di Caracalla. io sono felice e dico: «Carlo è ancora bellissimo». mi sveglio. il Man no, ha il sonno pesante.

Tra pochi giorni, per GiaZira scritture uscirà Io e il Minotauro il mio quarto romanzo.

qui il mio nuovo sito: biografia, recensioni, foto, news

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