ma fregatene e buon Natale

mi dite: fregatene, ma che cosa vai a guardare.
e intanto tizio dichiara pubblicamente che i suoi romanzi ci lasceranno piacevolmente stupiti, ma dimentica tutti gli accenti. gli si fa notare che avrebbe bisogno di un correttore di bozze. lui si offende a morte, mentre noi nazigrammar restiamo con l’indice sospeso, e confessa che nella vita fa tutt’altro, ma scrive per passatempo, non ha autocritica, scrive di pancia e se ne frega della forma perché bada alla sostanza.
mi passano per la mente gli scrittori suicidi per eccesso di autocritica. tanti.
mi dite: fregatene, lasciali stare. quindi io posso proclamarmi psicologa perché so dire le parole giuste agli amici?
(poi vado a fare la spesa).

 

Buona vigilia, buone Feste. Augurandoci un anno di severe autocritiche e di romanzi impeccabili.

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