il dialogo e la narrazione

portatemi su un pianeta dove si parli, si discuta, ci si confronti ma non si narri. la narrazione dell’esistenza, del quotidiano, della politica, dell’amore. la narrazione della Piazza, del successo, della sconfitta, dell’intellettuale, dell’amplesso. la narrazione della cacca.

la narrazione prevede sempre uno che parla e l’altro che ascolta. e novanta su 100 chi parla non ha niente da dire. chi ascolta non sente. magari stare zitti gioverebbe. negli anni ’70 Romain Gary scrisse mai un’epoca di individualismo così marcato aveva prodotto tanta omologazione e noi siam qui a creare gruppi anziché formare leader.

la nostra vera emergenza è che dopo 70 anni di nepotismo non abbiamo più nipoti con idee, e dopo avere distrutto la scuola non abbiamo proprio più idee. una nazione ha il dovere di creare nuove generazioni in grado di guidare il suo popolo. qui non c’è più nessuno. ci si unisce in branchi, o banchi, soltanto per urlare ciò che non si vuole. ma un Paese cresce grazie alle aspirazioni, non accontentandosi di stare in piedi.

scrive chi può pagare, pubblica chi può pagare, disegna chi può pagare. lotta chi può pagare.

qui Pioggia Dorata

qui il mio ultimo romanzo edito Castelvecchi

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