trasversali impositori del proprio “io” 

si è in troppi ormai, e urlare non basta. e io vorrei tanto saper scrivere su FB una di quelle narrazioni della mia quotidianità con dialoghi pieni di pronomi personali “io dissi, lei disse; lui disse, lei rispose”, affollate di protagonisti della strada: macellaio, impiegato, passante, e che, senza nemmeno essere letta (troppo lunga, verbosa, inutile, didascalica), ottenga 600 like in 7 minuti e  sveli di me non tanto l’animo ribelle o il pensiero romantico, quanto innocue e divertenti idiosincrasie alle carote, o amori folli per i broccoli.

vorrei avere la metà dell’ingegno e della faccia di culo di chi trova ogni scusa per pubblicizzare del proprio libro in uscita, o per ricordare all’ampio pubblico di FB la recensione ottenuta 10 anni fa sul grosso giornale.

chiedo in ginocchio che mi si riservi un giorno almeno la possibilità di saccheggiare, di rubare e di spacciare per mia qualunque idea a buon mercato.

domando a dio la sicumera e il cuore di chi non conosce l’insoddisfazione cronica dell’artista e trova modo per vantarsi dei propri successi letterari anche tra i commenti a un post di cucina vegana come di politica estera.

il mondo è dei trasversali e multiformi impositori del proprio “io”.

(Grazie a Pier Francesco de Iulio. lui sa il perché)

qui Pioggia Dorata

qui Conversazioni Sentimentali in metropolitana

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...