Robina pseudo Acacia, libri e sesso orale

giuro, esiste un collegamento tra questa pianta, la letteratura e i rapporti orali.

un libro non è sempre letteratura. a parte che talvolta è un orrido Manuale del tipo: L’arte del pompino, che, se scritto bene sarebbe pure formativo e ci porterebbe in salvo da certe esibizioni con ingoio e bolle, perché, come scrisse Houellebecq, è difficile farsi fare un pompino fantasioso da chi ha solo Youporn come maestro, e che quando te lo ciuccia sembra voglia consumartelo.

comunque, torniamo a roba meno seria. perché un romanzo non lascia neppure un alone di ricordo, diversamente da un pompino mal fatto, se non tocca il cuore, la mente, la memoria, che spesso è comune tra autore a lettore. parlare di cose che si conoscono non può voler dire consumarsi in descrizioni poetiche di cose che soltanto l’autore conosce. lo può fare per 20 pagine, non per 70, poi annoia, tritura, esaurisce. posso perdonare Magris, ma non l’editor che sa la tira un sacco e che certamente non mi parla dei forni crematori a Trieste. lo diceva Cesare de Michelis (fu Marsilio) che un libro non è pubblicabile se non ti prende la smania di leggerlo: in treno, a colazione, a pranzo, in pausa.

ora, non voglio accanirmi sul lavoro dei moderni consulenti editoriali che ormai sono anche gli unici che pubblicano, e tengono famiglia, anche perché io conto meno di zero ( o di un pisello moscio giacché siamo in tema): ma come fidarmi di uno che pubblica un romanzo nel quale a pagina 70 (su 180)  conosco a menadito il territorio nel quale il personaggio si muove, tutto quello che mangia, ma non so com’è la sua faccia o la sua voce, o il passo?

parecchi anni fa in Italia fu importata dagli USA la Robina pseudo Acacia. è una pianta pacifica se cresce sui margini delle autostrade o delle provinciali, sulle statali o nei giardini delle città spesso spogli. il guaio è quando l’arbusto non autoctono s’insedia in un bosco, perché è lì che soffoca le nostre querce, divora i castagni, i larici, gli abeti, i roveri, i faggi.

e tra 30 anni avremo soltanto pseudo Acacie nei nostri boschi.

qui Pioggia Dorata, sesso di classe e non di genere, un po’ sfacciato, sì.

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana

 

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