l’incipit esplosivo

dopo un incipit esplosivo, tipo 30 figure retoriche e 40 metafore in sole 5 pagine, mi ritrovo con in mano un cazzo. che se fosse vero non sarebbe nemmeno male.

forse è una mossa editoriale quella dell’incipit pirotecnico e mirabolante? se 4 frasi su 8 hanno soltanto un buon suono e a rileggerle non significano un cazzo, mi sa di sì, è una strategia.

forse i manager pensano ci basti, a noi lettrici forti. meno male che la morte di mia zia mi ha lasciato 4 casse di libri: i Quaderni di Gramsci, cofanetto Einaudi, tutte le opere di Gadda, stavolta prima edizione, sempre cofanetto e sempre Einaudi quando era Einaudi, tutti i Claudio Magris e tutti i Landolfi. Pamuk, Auster: roba seria, di senso.

mi rimane in mano quest’opera applauditissima dall’autore stesso e dalle fan, una schiera di almeno duemila aspiranti Valentina Raimo, una operazione editoriale che mi fa pensare che Cechov sia un gran bugiardo.

perché stando a quello che leggo in questi giorni e soltanto per insistenza di mia sorella: devi leggere i contemporanei per capire il loro successo; stando all’insignificanza di 10 frasi su 50,  non è sempre detto che se una pistola entra in scena debba sparare, può stare lì anche unicamente perché l’autore si pavoneggi a raccontarci la storia dell’arma, l’uso e la sua incredibile bellezza, né che bisogna essere essenziali o che basti scrivere: l’uomo sedette sul prato; perché, in definitiva, se tanto mi dà tanto, è più gradito ai signori curatori si scriva: l’uomo, una trentina d’anni portati male, avanzò caracollando sul prato di Villa Borghese, scelse una zona ombreggiata da un glicine appena potato, poiché afflitto da allergia ai glicini, e si piegò sulle gambe, la destra gli doleva per un’antica caduta, mise la mano sinistra sul terreno umido per la pioggia battente dei giorni passati che gli aveva procurato una terribile emicrania e sedette sul manto erboso.

se non rischiassi di essere inserita nel lista di proscrizione dei potenti amici della Redazione, farei nomi e cognomi, ma qui si solleva uno shitstorm per molto meno.

qui Pioggia Dorata (masturbazione radical chic)

qui Conversazioni sentimentali in Metropolitana, Castelvecchi.

 

2 pensieri su “l’incipit esplosivo

  1. Ormai sono esausto dell’argomento. Si scrive male, chi scrive non legge o legge da chi lo legge in un ecosistema asfittico e non dico neanche più autoreferenziale perchè è uno di quei termini che mi ha nauseato. Direi che è proprio il concetto di letteratura che ormai è andato a frequentare lucciole, non si raccontano nemmeno più storie ma si mettono su file e file di parole sterili eppure continuo. Devo essere proprio masochista.

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    • Erano anni che rifiutavo di leggere contemporanei. miei coetanei, rizzoliani di ferro e editor (ciò è ancora più grave). poi ho assecondato il suggerimento di mia sorella che si è accollata le spese dei due romanzi di punta. e lo senti che è tutto costruito a tavolino, ma è anche sciatto, è anche banale. magari fosse ben costruito, ben scritto: no, è tutto falso e anche scritto male. non ho voglia di mettermi a fare critica letteraria, ma la voglia di smontare pezzo pezzo questo orrore che sto leggendo, è immensa. anche perché riesco a leggere poco, giacché mi addormento per la noia.

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