selfie d’agosto

ieri ho scrollato la Time line di twitter. il profilo domenicale di una donna  in bikini leopardato davanti allo specchio, esibizione di granitica solitudine, di amaro abbandono di ogni specificità intellettuale a favore della sborra, mi ha fatto pensare.

è possibile non  si riesca a rinunciare alla funzione sociale imposta che ci vede come strumento di piacere? è giusto vivere l’esistenza con la sensazione di essere utili soltanto a quello? o crediamo che la donna in bikini davanti allo specchio stesse ripassando la Critica della ragion pura?

non credo che la libertà stia nel mostrare al mondo le proprie beltà in protesi  (culo, naso, labbra), quanto nel provare a noi stesse di poter fare a meno degli inutili occhi social, di poter stare a braccetto con la solitudine, di non dovere dimostrare un cazzo alla vita, che in definitiva è un dono e non un invito alla guerra. vecchiaia compresa, quando, da gran figa quale sei stata e sei, puoi finalmente deporre il bikini leopardato.

qui Pioggia Dorata (tanto per rinfrescare le idee)

qui l’ultimo mio romanzo Castelvecchi

 

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