un adulterio

sto leggendo una storia (racconto lungo o romanzo breve non lo so) di Edoardo Albinati, Rizzoli 2017. non ho letto La scuola cattolica, diversamente da mia madre che lo ha anche amato. comunque, il volumetto (dal costo di 16,00 euro) l’ho acquistato alla fornitissima bancarella del mercato antiquario di Anguillara pagandolo 3,00 euro. male che vada lo regalerò a mamma.

ci sono alcuni elementi che me lo rendono subito ostile: l’interlinea doppia, super abbondante, gli spazi, tanti, inutili, laterali, interni, tra i paragrafi, ampi come le lenzuola nelle quali i due adulteri si avvolgono. il repentino cambio di tempo verbale, dal passato prossimo al presente narrativo all’interno dello stesso paragrafo. il tema circolare dell’amore passionale, assai teorico, niente affatto personale -viceversa io credo, e così affermo nei miei libri, che esso nasca sempre da un’esperienza esistenziale individuale e mai universale-. eccesso di passione, desiderio di sbarazzarsi della passione, impossibilità di fare a meno della passione e di nuovo eccesso di passione, mi pare un po’ poco per tirarmi nella storia.

certamente per volere dell’autore, io non so dove i due si siano conosciuti. di loro vedo abbozzati sullo sfondo i rispettivi coniugi e un matrimonio felice. è dichiarato: i due amanti vivono un momento speciale e definito all’interno di una bolla, e nulla a parte loro sarà importante durante quel fine settimana. ma se io non capisco, se non so che cosa li abbia spinti a unire le loro bocche la prima volta, non capirò neppure la loro felicità (rifiuto, odio, felicità) che al momento, giuro, mi pare del tutto insensata. Albinati vuol forse dirci questo? che la passione è insensata?

l’amore senza volto di Clem e Erri, due adulteri privi di passato e futuro come in un quadro di Magritte, sono protagonisti di un ADULTERIO indefinito, il mio o il tuo sarebbe uguale. un adulterio che non lascia spazio all’emozione, freddo, che non mi fa intravedere nulla al di là della noia di cui si compone. anche loro girano per ‘isola, dove a parte le falesie e la luna e il mare, pare non vi sia vegetazione, né voci distanti, o profumi, odori. a differenza dei protagonisti di Cortesie per gli ospiti di di McEwan, non trovo un senso per loro, neppure quello di una prosa sopraffina.

qui Pioggia Dorata, amori estremi e sesso

qui l’ultimo uscito per Castelvecchi

a gennaio di nuovo in libreria (stay tuned)

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