l’uomo di Crisopoli

Guido Morselli fu rifiutato proprio da tutti, anche da Italo Calvino, al tempo direttore editoriale Einaudi (come Vittorini, Pavese, Ginzburg), il quale gli scrisse che Il comunista non era un romanzo realistico, che non c’era un briciolo di verità in quei personaggi, e lui lo sapeva, gicché nelle sedi era nato e cresciuto.
che cantonate prendono editor e editori.
un po’ perché umani e non divini, diversamente da come te se li rappresenti anche loro cagano al mattino, un po’ perché stronzi, talvolta investiti del potere che li rende arroganti e invidiosi, intrappolati nell’eterno conflitto d’interesse tra matita blu e libertà stilistica, e rottura degli schemi.

quando ti accusano di essere un povero frustrato perché critichi giustamente il brutto romanzo di successo che magari l’editore ha amato e promosso, racconta loro di Guido Morselli, che dopo una vita di invii di manoscritti e di rifiuti puntuali, fu pubblicato da Adelphi che giaceva nella bara. Morselli si suicidò nel ’73, dopo aver scritto Dissipatio HG (Human generis).

i miti letterari e i miti di redazione.
non so se lo sai, ma le redazioni son spesso piene di stagisti privi di esperienza e tatto, talmente presi dal guardarsi il proprio ombelico di addetti ai lavori, in attesa di tirar fuori il proprio manoscritto, che non rispondono nemmeno ai lettori.

però leggi. leggi tanto.

qui Pioggia Dorata
qui Conversazioni sperimentali in Metropolitana

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