chissà cosa direbbe Céline

lo scrittore francese era temuto in primis dalla sua agente. “Battona e malfido” si autodefinì in una delle lettere ad amanti e amiche dove dispensava consigli su come far fruttare il sesso. soldi, e divertimento, era ciò che disperatamente cercava di ottenere dalla scrittura Céline. i quattrini (così chiamati da Gian Arturo Ferrari, ex patron Mondadori e fondatore dell’inutile Centro per il libro e la lettura) sono sacrosanti per un autore che impieghi 1/2/3 anni per scrivere una buona storia. e, invece, pare che no.

quando decisi di fare l’attrice, mia zia, attrice a propria volta, mi disse che bastava avere un bell’appartamentino in centro e soldi, perché il teatro si faceva per lo più sulle terrazze e a letto. bisognava avere soldi per accettare i miseri forfait della Compagnia offerti per prove e repliche; diaria di merda, quando c’era; teatri talvolta deserti e scarso incasso; soldi per fare foto professionali e acquistare abiti. ho fatto pochi spettacoli e tutti di successo; a 26 anni, quando conobbi quello stronzo del mio primo marito, lasciai. comunque, dopo 4 anni di Compagnia seppi anche che pagavano me, coprotagonista, 8 volte meno del fonico.

ma sull’argomento “mazzette editoriali” c’è troppa omertà. perché annichilisce guardarsi nello specchio e domandarsi: pubblico perché ho scritto un buon libro o perché ho pagato, 1, 2, 3 interventi dell’editor? a parlarne siamo rimasti, quindi, io e gli sfigati che commentano malevolmente ogni uscita editoriale. la verità è che ci sono tante verità diverse. sicuramente esistono anche Agenti onesti e scrittori che non pagano, Editori pieni di rispetto per chi scrive, Editor Agenti che sbarcano il lunario in modo onesto e scuole di scrittura validissime.

ma resta il fatto, la prova definitiva, che si legge sempre meno e che nessuno più può puntare su uno scrittore. per quanto lo scrittore valga i suoi romanzi finiranno su una bancarella dopo pochi mesi, l’anticipo royalty non basterà mai a pagare l’affitto dell’Agenzia e gli stagisti che ci lavorano. quindi, meno si legge più si promuovono autori che possono pagare e che non è detto abbiano talento. così come un misero 5% di diritti non sarà un sacrificio sufficiente per l’editore che vorrà anche tutti per sé i proventi delle prime 100 copie vendute (se tutto andrà bene).

ecco, se avessi quattrini li spenderei tutti per pagare buoni avvocati, e soltanto per il gusto di fare nomi e cognomi. 

qui il mio ultimo romanzo Castelvecchi

qui i miei racconti erotici GiaZira Scritture

(p.s. una delle 2 pubblicazioni è stata un grosso errore)

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