ricchi e altolocati

questa idea che il ricco altolocato non sia in grado di interpretare i bisogni delle persone, della gente come si preferisce definire la massa indistinta d’individualità, manco Karl Marx fosse nato tra cumuli di spazzatura anziché da una agiata famiglia di avvocati e industriali, futuri fondatori, tra l’altro, della Philips. o vogliamo dire che Marx non ha saputo interpretare le necessità del proletariato, leggere nel cuore del popolo?

penso sia sbagliatissimo far passare il principio che soltanto chi si è fatto un gran culo e ha lavorato in un call center sia in grado di capire, e interpretare, e scrivere la ragioni del popolo. talvolta, invece, ci vuole uno speciale distacco per meglio analizzare e trovare soluzioni. odio il razzismo al contrario. sono fiera della mia natura snob, di aver avuto la possibilità di studiare, senza, peraltro, toglierla ad altri.

se San Francesco non avesse avuto ricchi abiti da togliersi non sarebbe mai diventato una leggenda della cristianità. se San Francesco fosse stato povero, non avrebbe mai ceduto i propri ricchi abiti. e poi Leopardi, Flaubert, Balzac, Ginzburg, Morante, Manzoni, Moravia, ma fino ai più attuali Mari, Covacich, non mi pare abbiano lavorato in fabbrica ma credo, mi sembra, fossero e siano ben calati nel loro tempo e nella loro realtà.

un’ultima cosa, cara Michela Murgia: l’editoria è l’ultimo posto dove trovare meritocrazia e accoglienza, lo vedi anche tu che a parte rarissimi casi si pubblica solo per via parentale.

qui il mio ultimo romanzo serio

qui i miei racconti porcissimi

 

3 pensieri su “ricchi e altolocati

  1. Non credo fosse esattamente quello che scrivi – o almeno non completamente – il senso delle parole della Murgia. Ha voluto spiegare che non appartiene ai cosiddetti “radical chic”, categoria a cui probabilmente, secondo lei, è più vicino il ministro.

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  2. Intnto grazie per il commento. ma ti va, come ho fatto io stamattina prima di mettermi a scrivere, di rileggere quello che scritto la Murgia così da evincere anche tu ciò che è proprio scritto nero su bianco?, ossia il disprezzo per chi ha soldi, per gli “altolocati che non hanno contatto con la gente e con la realtà”?
    Fosse come dici tu avrebbe fatto almeno una breve premessa, e invece no, ha messo in fila le proprie medagliette di proletaria che fa il carrierone. i ricchi altolocati hanno fatto l’Italia, hanno fatto i marchi editoriali per i quali lei pubblica. talvolta c’è molto di più in un’omissione che in una ammissione: nessuna vergogna di essere borghese. Io la borghesia la difendo.

    “Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob. È il suo giochetto preferito quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto. Le propongo un gioco, signor Ministro: si chiama “sinossi dei curriculum”.

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