quella volta che Cobelli

voi Giancarlo Cobelli non sapete chi sia. molti di voi, almeno. era un ottimo regista teatrale che aveva iniziato la sua carriera in TV. vi basti sapere questo per capire quanto negli anni ottanta, verso la fine, quando uscii dalla Silvio d’Amico, potesse contare un contratto con la sua compagnia. tra l’altro avevo appena vinto il Premio Ubu per La trasfigurazione di Benno il ciccione con la regia di Valter Malosti: un’altra conferma come quella di un ingaggio con Cobelli e avrei potuto scegliere un Agente.

all’epoca vivevo sulla Cassia dopo Tomba di Nerone, in culonia cioè, in via Gradoli, strada periferica a ferro di cavallo abitata da prostitute e covo delle BR (Brigate Rosse). nonostante mia madre mi inviasse tutto il denaro di cui avevo bisogno, io lavoravo all’144 per mantenere un bel ragazzo pigro che preferiva i giornali pornografici a me. insomma una notte, in teatro si usava chiamarsi in notturna, quando il tasso alcolemico riusciva a vincere la fragilità e la timidezza degli addetti ai lavori, una notte ricevetti la telefonata di Giancarlo: mi comunicava che sarei stata perfetta come Isabelle, che le prove per l’Illusione comique sarebbero iniziate di lì a una settimana, che vedermi nell’Ubu Re gli aveva confermato l’idea che si era fatto del mio talento.

il giorno dopo mi richiamò per dirmi cosa dovevo preparare e cosa leggere per la prima prova. assieme alla gioia per al conferma fui presa dal terrore: io Isabelle? io protagonista? io mandare a memoria quel numero pazzesco di versi del buon Corneille? io debuttare al Quirino?

tre giorni dopo seppi che la parte non sarebbe più stata mia. che un’altra attrice, già tra le predilette del regista, si era liberata per quel ruolo. il fatto straordinario è che quell’attrice diventò la mia più cara amica un anno dopo.

vincere un concorso letterario può essere una opportunità importante, perderlo può rivelarsi anche una fortuna.

il mio ultimo romanzo è uscito per Castevecchi Editore. se volete leggerlo potete farlo qui. Pioggia Dorata, un viaggio nella parafilia più amata dagli italiani, è qui anche in ebook

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