#IostoconAngela

era il 1° gennaio 2017 quando Selvaggia Lucarelli blogger, giornalista, scrittrice, denunciò pubblicamente, mise alla gogna, un direttore d’Orchestra, forse padre di famiglia, perché al termine di un evento natalizio all’Auditorium di Roma, di fronte alla maleducazione dei piccoli spettatori che non attesero la conclusione del concerto per chiedere rumorosamente autografi, dichiarò al microfono che Babbo Natale non esisteva. alcuni dei mocciosi piansero. tempo poche ore e contro il malcapitato professionista, perché per dirigere ci vuole un diploma e molto studio, per scrivere, purtroppo, no, si levò la temibile spada della nostra intellettuale giustizialista e tutti dietro, a darle ragione: cattivo, cattivissimo, il Direttore va licenziato. e così fu. per aver detto la verità, l’uomo perse il posto di lavoro, come garantito dal suo principale, evidentemente prono al potere mediatico. dell’uomo e di quell’episodio giudicato al momento esecrabile oggi nessuno parla più. lui chissà se ha trovato un nuovo lavoro o fa la fame come tanti di noi.

ben duemila condivisioni, invece, furono riservate dagli utenti social all’articolo di Leggo sulla questione “dell’oltraggiosa Prof Lavinia Flavia Cassaro”, per lei la gogna per aver urlato il proprio odio verso i fascisti e insultato i poliziotti che consentivano loro di manifestare: che schifo; e poi con quella birra in mano; tutti hanno il diritto di manifestare, anche i fascisti; io mio figlio non lo manderei mai a lezione da una così. e giù insulti e l’indignazione di un popolo che cita Pasolini e poi condanna Kevin Speacy, che si scandalizza per un quadro di Balthus con lolita ma è primo nella vergognosa statistica dei pagatori di schiavi sessuali minorenni.

ma veniamo ad Angela Rizzo. pochi giorni fa, contro di lei è stato avviato dall’Arma dei Carabinieri un procedimento per aver per “non aver chiesto l’autorizzazione a rilasciare un’intervista e per aver gettato discredito sul prestigio dell’Arma dei Carabinieri. “Il 10 marzo 2018 – si legge nell’atto di contestazione – nel corso della trasmissione televisiva PRESADIRETTA in onda su Rai 3, è stata pubblicata un’intervista televisiva rilasciata dalla S.V. (…) Con riferimento al contenuto dell’intervista, si rileva una possibile lesione del prestigio istituzionale“. (qui il video  della sua testimonianza)  e di questa raccapricciante notizia si trova qualcosa su testate minori, nessuna diva della carta stampata è insorta, nessun TG l’ha messa in prima pagina, nessuna femminista con padre famoso, nessuna paladina  del #metoo ha fatto il giusto baccano per amor di giustizia e di genere, nessuna, tranne forse chi come me non ha voce, ha scritto due righe per pubblicizzare l’iniziativa di Presa Diretta o lanciare l’hashtag #iostoconAngela.

ora fate il vostro dovere di cittadini e indignatevi per una GIUSTA CAUSA  #iostoconAngela è un hashtag contro la violenza di genere.

qui il mio ultimo romanzo sulla violenza di genere edito Castelvecchi.

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3 pensieri su “#IostoconAngela

  1. Chissà come mai nessuno si indigna davvero quando il prestigio dell’Arma(e affini) viene messo in discussione dai comportamenti vergognosi dei loro appartenenti che, anche dopo sentenze e condanne, al massimo come punizione ricevono una promozione.Evidentemente questo è un paese non fondato sul lavoro e sui diritti ma sulla violenza e non importa se sia una violenza in divisa, di genere o fascista, l’importante è salvare le apparenze…sempre…

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