Conversazioni sentimentali in metropolitana – Una recensione

Grazie a La Finestra di Hopper. Grazie ai lettori attenti, a quelli che non ti vedono soltanto perché puoi pagare le loro lezioni di scrittura creativa, o perché puoi vendere più di 500 copie.

La finestra di Hopper

Ben distante da quote rosa e altri tipi di mortificante retorica, Elena Bibolotti scrive di donne (e di uomini) mettendo da sempre al primo posto l’umanità. Che non è eroismo, non è virtù, non è perfezione. Lacerazione, quella sì. E dubbio, e contraddittorietà.

Mai una sola cosa, mai un colore, uno schieramento, se non dalla parte dell’amore che mosse Sylvia Plath e le altre supernova come lei. Dalla parte di una scintilla che appicca l’insopportabile e rarissimo fuoco di una condizione priva di catene.

Ancora di più del coro corrosivo di Pioggia doratala prima persona di Conversazioni sentimentali in metropolitana (Castelvecchi, 2017) scava per infiltrarsi nelle pieghe più oscure dell’essere e del sentire, scoperchiando l’inspiegabile e l’inconfessabile.

Bibolotti 2 Elena Bibolotti, Conversazioni sentimentali in metropolitana (Castelvecchi, 2017)

È una storia di coraggio, sì, ma anche di vigliaccheria, e del caro prezzo che costano ambedue. Una storia che…

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