fantasmi

ieri, c’era il sole, mi sono spostata dal lago a Garbatella. lì sono ambientati la maggior parte dei racconti della mia prima raccolta autoprodotta dal titolo “Proibito“. eh sì, stavolta, amici miei e lettori, mi dovrete seriamente supportare. poiché infine, al termine di una dibattuta controversia tra la Elena combattiva e quella insicura, ho deciso che, se per pubblicare con un grosso  editore devo pagarmi l’editing perché non si rispetta il contratto, e che poi il “direttore editoriale” tralascia comunque di passare al redattore, se devo finanziarmi la promozione e mettere toppe al pressapochismo di chi non conosce la differenza tra sinossi e quarta di copertina, e se devo far pagare ai miei lettori (MIEI) un costo di cui neppure si è discusso e mandarli in giro a caccia di un romanzo che non si trova sugli scaffali bensì  solo ordinandolo (quando il libraio si presta), tanto vale curi personalmente il prodotto e mi  prenda buona parte del guadagno. o vogliamo fare raccolte fondi e lavorare sul venduto su progetto collettivo? tanto più che l’erotico, e questo sarà piccante il giusto, va che una bellezza su Amazon. Wes Montgomery, grande chitarrista, affermava che certamente avrebbe preferito prendere solo date nei Jazz Club, ma che per campare i figli doveva suonare per lo più a matrimoni. scrivere per guadagnare viene meglio che farlo per accrescere il proprio ego.

chi ha letto Justine e Pioggia Dorata, ma anche Conversazioni Sentimentali in Metropolitana, sa quanto Roma sia nel mio cuore. così ieri ho vagato per ore tra i declivi di Garbatella, i lotti divisi da aiuole fiorite, panni stesi e muretti a secco. ho visto la chiesoletta e la scoletta, gatti in quantità e bambini liberi che giocavano a campana e correvano. poi, dopo le tre badanti in libera uscita che cercavano il Bar dei Cesaroni, ho incontrato Rosetta, ottantasette anni di dolore, ex infermiera a Santa Maria della pietà. mi ha mostrato il lotto nel quale abita da quando è nata e i bagni pubblici, raccontandomi di quando in quelle case, ora abitate da coppie borghesi senza figli, si viveva in venti. Rosetta non sapevo cosa ci facessi lì, ma dopo aver rifiutato il mio invito a seguirmi al Palladium per sentire la New Talents Jazz Orchestra,  mi ha preso la mano e mi ha detto: se hai la musica hai tutto, e se hai la fantasia e il dono di scrivere hai anche di più. è rimasta in Piazza Masdea insistendo perché io andassi. chissà perché, ma oggi penso di aver chiacchierato con un fantasma.

qui il mio ultimo romanzo.

5 pensieri su “fantasmi

    • una tragedia. pensa che andrò a Bari e forse la librerai non avrà le copie! non so più cosa dire. se hai una Postepay ti consiglio Amazon o Ibs. 😦 anche perché il prossimo (Proibito ’50, appunto) sarà ordinabile solo tramite gli e-store. è probabile che ordinerò delle copie anch’io, per spedirle, ma non vorrei trasformarmi in addetta alle spedizioni, perché ho tanto da scrivere! 😀

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