esibizioni letterarie

si legge poco e si esibisce troppo. e a me sta venendo nausea per i libri.
i vostri, i miei. quelli scritti, quelli che non scriverò mai né leggerò, perché fermi nello spazio senza tempo del non scritto, nel caos del mondo delle idee, nel magma della coscienza profonda.
che cosa avete letto, che cosa non ho letto, come spolvero la libreria, come la ordino, il primo acquisto dell’anno, la foglia di alloro contro le tarme, l’ultima lettura, il regalo a mio cugino, cosa leggevo a cinque anni.

l’aspirante scrittore ha imparato la lezione, il neofita dell’editoria che segue alla lettera i consigli di BookBlister, e parla soltanto acronimi come certi giovani critici usciti dalla scuola di scrittura Pincopallo, sa come esser preso in considerazione, la sua pagina è oggi un fiorire di selfie con copertine all’ultimo grido e classici d’oltremare ripescati al mercatino dell’usato: ci sono scrittori che sono arrivati infine alla pubblicazione esibendo quotidianamente il libercolo trangugiato nottetempo (non Nottetempo, che pubblica soltanto mainstream a effetto semantico dalla trama flaccida).

i libri si usano, ancora una volta, non come zeppa per il tavolo ma come lasciapassare per le fiere dell’editoria, dove il giovane esordiente fa collezione di biglietti da visita e flagga il catalogo degli espositori: sì, no, sì, no… papabile, cazzone, possibilista, a pagamento, doppio binario…

e intanto lo dice anche Čechov, e dovrebbe bastarvi a smettere subito, a meno non siate inclini al suicidio: la storia della letteratura è piena di straordinari scrittori morti sconosciuti, il che significa che non leggeremo mai tante opere, e che, per quanto leggeremo, non sarà mai abbastanza. allora piantiamola di misurarcelo. la lettura è come la masturbazione, meglio praticarla in solitudine. 

qui la mia intervista a Radio Radicale

qui il mio ultimo (pessimo) romanzo; Castelvecchi Editore

 

2 pensieri su “esibizioni letterarie

  1. Tutto vero, mi stupisce che per qualcuno questa giostra del dentro/fuori con vista sul teatrino della celebrità fuggente rappresenti addirittura un tormento. Eppure è così.

    Sia benedetta la solitudine della masturbazione. E della lettura.

    P.S.
    No, non è pessimo il tuo romanzo. Anzi.

    "Mi piace"

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