molestie: le battaglie si fanno in Piazza

o in aula di Giustizia. ma bisognava dar loro in pasto le nostre più intime vergogne, le cose che proprio non volevamo raccontare: perché la molestia è e non è, si sa e non si sa, si può denunciare e non si può. dovevamo arrivare a mostrar loro le nostre più puerili paure: l’uomo nero che apre il cappotto su oscene nudità, la sua mano lercia che agguanta la nostra, la fuga e il pianto, il segreto, quell’assurda sensazione di averlo provocato noi, come la signorina Ebeblechéi il mostruoso Osac, il mostro celato per una vita intera nelle segrete dei peggiori incubi. e invece siamo arrivate a vederli ridere di noi, darsi di gomito e far girare su FB battute idiote.

perché non hai denunciato? perché la molestia è e non è, si sa e non si sa.

qui Conversazioni Sentimentali in Metropolitana“, un romanzo sulle molestie, appunto, e su come sia importante essere autonome, prima di tutto.

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