fate le vostre scuse alla D’Addario

lo ricordo come fosse ieri ed è invece dieci anni or sono. io vivevo ancora in centro, nella fatata casa di via Merulana, single per la prima volta in vita mia e disposta a innamorarmi, avevo soldi in banca e non scrivevo. così accorsi in una piazza Navona gremita, palpitante all’idea puerile che lo scandalo sessuale e il re nudo avrebbero cambiato le nostre esistenze, migliorato i nostri destini, riportato gli intellettuali al loro posto, le signore di sinistra a sinistra, le zoccole sulla Salaria. beh, no, questo magari non lo avevamo detto ma soltanto pensato, perché la donna di sinistra a letto prende appunti, come sostiene Gary, ma non è detto che riveli i propri piani pensionistici alle amiche.

Ottavia Piccolo, stimata attrice, in testa alle altre donne in divisa femminista, la cacciò dal palco: scenda, signora, le disse. ricordo che mi dispiacqui per lei, che cercai d’intervenire, che mi sentii derelitta come lei, Patrizia D’Addario, che, fresca di parrucchiere ed estetista, sventolava fiera il libro scandalo del mese, lo scoop sul Cavaliere (chissà quante copie vendette agli italici segaioli, chissà se fu ristampato), il libro scandalo che lo proclamò satrapo e impotente. ricordo che io mi opposi a quel brutto gesto: siamo tutte donne unite nella lotta.

ma lei, Patrizia la escort, non c’entrava con la sacrosanta battaglia delle donne senza macchia che sposano bene e divorziano anche meglio, grazie all’amico avvocato dell’attico accanto. così, Patrizia fu fatta scendere dal palco delle vergini, che oggi, invece, fanno di tutta l’erba un fascio, di ogni collega una santa immacolata, di ogni corteo una giusta processione. dissero che se l’era cercata, Patrizia, che erano incerti del mestiere: pazienza se Silvio l’aveva avuta senza averla poi ripagata, pazienza per le lacrime di Patrizia truffata.

sono alcune settimane che i miei giudizi distanti dal coro fanno storcere il naso alle compagne femministe. non è la prima volta. mi piace, anzi, illuminare le loro intelligenze. perché ogni tanto rifletto sul maschio annichilito, ed evito di fare, ancora una volta, di tutta l’erba un solo fascio. 

qui il mio ultimo romanzo Castelvecchi Editore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...